{"id":15209,"date":"2009-12-15T02:04:44","date_gmt":"2009-12-15T01:04:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=15209"},"modified":"2009-12-15T02:04:44","modified_gmt":"2009-12-15T01:04:44","slug":"dallecatombe-dei-media-tradizionali-al-futuro-dei-media-digitali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/12\/15\/dallecatombe-dei-media-tradizionali-al-futuro-dei-media-digitali\/","title":{"rendered":"Dall&#8217;ecatombe dei media tradizionali al futuro dei media digitali"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/supplementi\/af\/2009\/12\/14\/copertina\/001karma.html\">Via Repubblica.it<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Oltre un miliardo e mezzo di euro andati in fumo. E\u2019 questo il bilancio per il 2009 dei media italiani: una flessione nel giro d\u2019affari complessivo del settore compresa fra l\u2019otto e il 10 per cento. Ovvero meno di 17 miliardi di euro contro i 18 e mezzo del 2008. Per\u00f2 potrebbe andare ancora peggio, perch\u00e9 una parte dei dati del 2009 deve essere ancora elaborata visto che l\u2019anno ancora non \u00e8 finito. La fotografia scattata dell\u2019Osservatorio del Politecnico di Milano, <a href=\"http:\/\/www.osservatori.net\/new_tv\/eventi\/evento\/journal_content\/56_INSTANCE_0HsI\/10402\/569054\">nel suo rapporto intitolato New Tv &amp; Media 2009, che verr\u00e0 reso noto ufficialmente domani 15 dicembre<\/a>, \u00e8 cupa. E per di pi\u00f9 potrebbe diventare ancora pi\u00f9 pessimistica.<\/p>\n<p>Almeno per una parte importante dei mezzi di comunicazione, ovvero i media &#8220;tradizionali&#8221;.<br \/>\nIl rapporto racconta infatti di due tendenze opposte: il crollo verticale e senza ritorno della carta stampata e la flessione delle radio da una parte, dall\u2019altra la crescita dei nuovi media come Internet, televisione satellitare e digitale terrestre, mondo dei cellulari. Crescita che per\u00f2 difficilmente riuscir\u00e0 a compensare le perdite nel breve periodo.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 un\u2019ecatombe, di certo una trasformazione radicale\u00bb conferma Andrea Rangone, il docente del Politecnico che ha condotto la ricerca. \u000blI rapporto verr\u00e0 presentato come si diceva nell\u2019ambito del convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2009 dell\u2019Osservatorio &#8220;New Tv &amp; Media&#8221; promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con il Cefriel. Durante il Convegno verranno presentati i risultati della nuova Ricerca, basata sull\u2019analisi di pi\u00f9 550 canali relativi a tutte le principali piattaforme televisive digitali e su oltre 50 casi di studio realizzati mediante interviste dirette alle pi\u00f9 significative imprese operanti nei diversi stadi di questa filiera.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 dunque preoccupante almeno per il settore dei mezzi di comunicazione tradizionali. Riprende Andrea Rangone: \u00abI giornali di carta stampata devono fare i conti con il calo di circa il 20 per cento nel fatturato, soprattutto ovviamente quello pubblicitario, e devono vedersela anche con un declino delle copie vendute altrettanto pesante. E francamente dubito che si riesca a tornare indietro\u00bb.<br \/>\nIl futuro quindi \u00e8 nei media digitali, settore cresciuto nel suo complesso del 13 per cento e che ormai rappresenta poco meno di un terzo del mercato complessivo di media (precisamente il 29%), quando valeva il 24 per cento appena un anno fa e il 22 nel 2007. Stiamo parlando di meno di cinque miliardi di euro, dei quali 600 milioni aggiunti nell\u2019ultimo anno, prova concreta dei successi degli ultimi dodici mesi.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Repubblica.it Oltre un miliardo e mezzo di euro andati in fumo. E\u2019 questo il bilancio per il 2009 dei media italiani: una flessione nel giro d\u2019affari complessivo del settore compresa fra l\u2019otto e il 10 per cento. Ovvero meno di 17 miliardi di euro contro i 18 e mezzo del 2008. 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