{"id":15794,"date":"2010-01-08T03:16:25","date_gmt":"2010-01-08T02:16:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=15794"},"modified":"2010-01-08T03:16:25","modified_gmt":"2010-01-08T02:16:25","slug":"un-grande-giornale-cerca-trasparenza-e-discute-dei-suo-problemi-con-i-lettori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/01\/08\/un-grande-giornale-cerca-trasparenza-e-discute-dei-suo-problemi-con-i-lettori\/","title":{"rendered":"Un grande giornale cerca trasparenza e discute dei suo problemi con i lettori"},"content":{"rendered":"<p>Sergio Rizzo e  Gian Antonio Stella discutono con il loro direttore sul prezzo del giornale e su altre cose insieme ai lettori in piena trasparenza e direttamente sul Corriere<\/p>\n<blockquote><p>Caro direttore, siamo convinti che sarebbe stato meglio aspettare prima di alzare il prezzo del giornale. Sappiamo che la situazione di tutta la stampa italiana \u00e8 difficile. Sappiamo che i conti economici delle aziende editoriali soffrono per il calo della pubblicit\u00e0: un po\u2019 per la crisi economica, un po\u2019 per colpa di un sistema scientificamente costruito per dirottare le risorse verso la televisione. Per\u00f2\u2026<\/p>\n<p>Nel 2008, se abbiamo capito bene, i ricavi della Rcs quotidiani sono calati da 716 a 666 milioni di euro e il fatturato pubblicitario si \u00e8 ridotto da 288 a 265 milioni: il tutto continuando a fornire con Corriere.it una informazione totalmente gratuita a un milione e mezzo di lettori on line. Nel 2009, poi, la situazione sarebbe ulteriormente peggiorata. Concordiamo: sono dati che non possono non preoccupare, nonostante i buoni segnali, a dispetto dei tempi non propizi, di aumenti delle vendite del Corriere. Dati che hanno costretto anche la redazione, con il buonsenso e lo spirito di sacrificio sempre dimostrati gi\u00e0 in passato, a farsi carico di tagli dolorosi alle retribuzioni e ai posti di lavoro.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>Sappiamo anche che molti concorrenti hanno aumentato il prezzo a un euro e venti ben prima che lo facessimo noi: la Stampa, il Giornale, Libero&#8230; Altri ancora. E sappiamo che negli ultimi mesi in tutta Europa il prezzo dei giornali \u00e8 aumentato, qua e l\u00e0, anche di 50 centesimi. N\u00e9 ignoriamo che il prezzo del Corriere era fermo da cinque anni, e che un euro del 2010, per quanto nel 2009 sia stata registrata l\u2019inflazione pi\u00f9 bassa da cinquant\u2019anni a questa parte, non ha lo stesso valore di un euro del 2005.<\/p>\n<p>Ma 20 centesimi in pi\u00f9 sono pur sempre un aumento del 20%. Non \u00e8 poco. Si dir\u00e0 che in realt\u00e0 il ritocco \u00e8 di poco superiore al 12%, tenuto conto del fatto che il gioved\u00ec e il sabato con i supplementi il prezzo resta invariato. Ma neanche il 12% \u00e8 poco. Non \u00e8 poco alla luce della situazione, molto pesante, di tante famiglie italiane. Ma anche alla luce di un dovere preciso che ha sempre avuto un quotidiano indipendente come il Corriere: offrire al suo lettore il meglio, nello spirito della concorrenza e del libero mercato. Di cui il prezzo \u00e8 una componente non trascurabile.<\/p>\n<p>E veniamo al punto. Ricordiamo quanto disse il presidente di Rcs, Piergaetano Marchetti, all\u2019assemblea degli azionisti del 28 aprile 2008, quando gi\u00e0 la crisi economica mordeva: \u00abNon vogliamo essere un\u2019azienda che vive di sussidi perch\u00e9 non solo questo mette in dubbio la capacit\u00e0 di reddito che una societ\u00e0 per azioni deve perseguire ma mette a rischio l\u2019indipendenza \u00bb, anche perch\u00e9 \u00abnon possiamo diventare parte di una casta assistita e parassitaria. \u00c8 una condizione di coerenza\u00bb.<\/p>\n<p>Giustissimo. Siamo costretti ad aumentare del 20% il prezzo del Corriere appellandoci al mercato e alla comprensione dei lettori? Bene, \u00e8 l\u2019occasione giusta per rinunciare parallelamente una buona volta al 4,4 per mille dei nostri ricavi: gli ultimi residui dei contributi e delle agevolazioni pubbliche. Certo, i contributi veri alla stampa indipendente sono finiti gi\u00e0 nel 2006, con l\u2019esaurimento delle agevolazioni per la carta, e sopravvivono solo sussidi che riguardano le tariffe telefoniche e facilitazioni del tutto secondarie. Come i sussidi per le vendite all\u2019estero, vendite perseguite nonostante sia un gioco a perdere in nome della necessit\u00e0 di consentire a tanti italiani che vivono o viaggiano in Paesi extraeuropei di mantenere un legame con l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Ci sono le agevolazioni postali, \u00e8 vero. Ma meritano un discorso a parte, perch\u00e9 sono un\u2019anomalia nell\u2019anomalia: lo Stato le riconosce infatti, con pelosa e ipocrita generosit\u00e0, perch\u00e9 vuole tenersi stretto, per motivi squisitamente politici e clientelari, il \u00abmonopolio\u00bb delle Poste. Vogliamo scommettere che in un regime di concorrenza vera i giornali, senza pi\u00f9 alcun \u00abfavore\u00bb, ci guadagnerebbero sia sul piano economico sia nella puntualit\u00e0 delle consegne? All\u2019estero funziona cos\u00ec. Lo Stato abolisca il \u00abmonopolio\u00bb, abolisca le tariffe agevolate e vedremo se i giornali pi\u00f9 sani non ci guadagneranno. Noi, ne siamo certi, stapperemmo una bottiglia.<\/p>\n<p>Bene, al netto di quella voce postale ci risulta che Rcs quotidiani abbia ricevuto dallo Stato nel 2008 contributi e agevolazioni per 2,9 milioni, che scenderebbero quest\u2019anno a 2,4 milioni. Stiamo parlando del 4,4 per mille (per mille!) del fatturato della Rcs Quotidiani, ovvero l\u2019uno per mille (per mille!) dell\u2019intero fatturato della Rcs Mediagroup. Niente a che vedere con i sussidi destinati a giornali concorrenti che accedono a contributi di vario genere facendo lo slalom in mezzo a norme confuse e anacronistiche che partono dalla famigerata legge 250 del 1990, quella per la stampa di partito.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi, magari facendo prediche sugli sprechi, incassa dallo Stato sotto varie forme di aiuti (che il Corriere non si \u00e8 mai sognato non solo di avere ma men che meno di invocare) il 10 per cento del fatturato, chi il 16,3 per cento, chi addirittura il 20 per cento. Chiudiamola l\u00ec almeno noi, con quello 0,4 per cento e non se ne parli pi\u00f9. E potremo finalmente spazzare via tutte quelle chiacchiere pretestuose di chi, in perfetta malafede, vorrebbe lasciare le cose cos\u00ec come stanno con quegli \u00abaiutini\u00bb a doppio taglio proprio per potere starnazzare di fantomatici e faraonici \u00absoldi dello Stato\u00bb dati a chi preferirebbe di gran lunga regole chiare, patti chiari, concorrenza chiara. E vinca il migliore. Insomma, direttore, restiamo dell\u2019idea che sarebbe stato meglio aspettare ad aumentare il prezzo del Corriere. E siamo consapevoli che ormai, fatto il passo, \u00e8 difficile fare retromarcia. Ma un segnale, ai nostri lettori, glielo dobbiamo. Che sia la volta buona?<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella discutono con il loro direttore sul prezzo del giornale e su altre cose insieme ai lettori in piena trasparenza e direttamente sul Corriere Caro direttore, siamo convinti che sarebbe stato meglio aspettare prima di alzare il prezzo del giornale. Sappiamo che la situazione di tutta la stampa italiana \u00e8 &#8230; <a title=\"Un grande giornale cerca trasparenza e discute dei suo problemi con i lettori\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/01\/08\/un-grande-giornale-cerca-trasparenza-e-discute-dei-suo-problemi-con-i-lettori\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Un grande giornale cerca trasparenza e discute dei suo problemi con i lettori\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11,17,30],"tags":[107,159,161],"class_list":["post-15794","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diritti","category-economia","category-media","tag-corriere","tag-giornali","tag-giornalisti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15794","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15794"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15794\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15795,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15794\/revisions\/15795"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15794"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15794"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15794"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}