{"id":15946,"date":"2010-01-13T20:56:52","date_gmt":"2010-01-13T19:56:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=15946"},"modified":"2010-01-13T21:42:24","modified_gmt":"2010-01-13T20:42:24","slug":"nuovissime-prospettive-sul-futuro-dell%e2%80%99informazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/01\/13\/nuovissime-prospettive-sul-futuro-dell%e2%80%99informazione\/","title":{"rendered":"Nuovissime prospettive sul futuro dell\u2019informazione"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 aperta una nuova discussione sui temi dell&#8217;informazione on-line a partire da una felice sintesi per punti di <a href=\"http:\/\/blog.debiase.com\/2010\/01\/nuove-prospettive-sul-futuro-d.html\">Luca de Biase<\/a>, gi\u00e0 annotata da <a href=\"http:\/\/blinkenmedia.it\/2010\/01\/09\/postille-a-nuove-prospettive-sul-futuro-dellinformazione-di-luca-de-biase\/\">Marco Formento <\/a>e (il giornalaio) <a href=\"http:\/\/giornalaio.wordpress.com\/2010\/01\/11\/nuove-prospettive-sul-futuro-dellinformazione-contributi-da-giornalaio\/\">Pier Luca Santoro<\/a>. e probabilmente fra poco da altri. Il bloggante titolare decide di dire la sua, con particolare declinazione al mercato dell&#8217;informazione italiano<\/p>\n<blockquote><p>1. L&#8217;informazione di qualit\u00e0 ha valore e costa tempo o denaro. Il modo in cui viene pagata contribuisce a qualificarla: pu\u00f2 pagarla il pubblico che compra un prodotto editoriale, la pubblicit\u00e0 che compra l&#8217;attenzione del pubblico, una comunit\u00e0 di sottoscrittori o uno stato che la finanzia.<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;informazione \u00e8 un bene particolare, ma \u00e8 un bene suscettibile a quelle che sono le leggi del mercato legate a domanda ed offerta, e alla distribuzione. L&#8217;evoluzione storica dei media e dei prodotti editoriali aveva staticizzato il concetto editoriale di infornazione in un oggetto cartaceo distribuito in media quotidianamente detto giornale. Il giornale veniva distribuito attraverso dei canali distributivi rigidi e soggetti a parcellizzazione. Poi \u00e8 arrivata la rete che ha demolito e ricostruito dal nulla canali distributivi, ha allargato enormemente l&#8217;offerta di informazione,\u00a0 ha distrutto la scala dei tempi portando tutta l&#8217;informazione al tempo reale (TV, radio, Internet) e relegando la carta stampata all&#8217;approfondimento.<br \/>\nIl sistema distributivo fisico italiano, molto &#8220;viscoso&#8221; \u00e8 ancora un&#8217;ancora di salvezza per\u00a0 il futuro degli editori cartacei. D&#8217;altra parte nessuno ha cercato ad oggi di mutarlo, evidemente sta bene cos\u00ec come \u00e8 a editori, distributori e punti vendita. E&#8217; come il rapporto fra concessionarie e case di produzione automobilistiche, spesso criticato, ma mai modificato seriamente.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nMa che succeder\u00e0 domani:\u00a0 ovvero quale sar\u00e0 il futuro delle edicole. Un punto vendita multiuso &#8230; senza pi\u00f9 troppi quotidiani e con molti magazine ?<\/p>\n<p>Un altro quesito amletico. Quanti lettori, utenti, navigatori hanno bisogno di informazione e quanti di approfondimento ? Sulla rete ad oggi si trova molta informazione, fatta molto bene. Non molta di origine giornalistica tradizionale, che piaccia o meno. L&#8217;informazione del futuro \u00e8 uno strumento dinamico che sfrutta tutte le risorse disponibili in osservanza delle leggi vigenti.<br \/>\nL&#8217;approfodimento coster\u00e0 di pi\u00f9, ma \u00e8 merce per un pubblico meno vasto e molto pi\u00f9 differenziato. Una cosa da mercati verticali e da forte contributo interattivo da parte dei lettori o navigatori. Peccato che troppi giornalisti tradizionali siano abituati a fare molti commenti e poche notizie.\u00a0 Troppi editoriali e troppa ricerca del bello scrivere ad effetto invece che poco racconto vero dei fatti, spesse volte assenti ingiustificati.<\/p>\n<blockquote><p>2. L&#8217;ambiente che crea le condizioni per generare un prodotto editoriale davvero bellissimo \u00e8 essenzialmente costruito da: a) editori che investono in ricerca, che amano la tecnologia e la capiscono, che corrono alla velocit\u00e0 della tecnologia, che inventano i modelli di business giusti; b) da giornalisti, autori, designer, grafici, che colgono le possibilit\u00e0 offerte dalla tecnologia e le interpretano bene;<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;obiettivo prospettico proposto da Luca De Biase \u00e8\u00a0 sostanzialmente perfetto. Ma nell&#8217;editoria italiana negli ultimi anni e ancor peggio negli anni precedenti la parola innovazione \u00e8 stata praticamente ignorata. Se lo stesso fosse successo nel settore della telefonia avremmo ancora i telefoni grigi con il rotellone centrale con suoni gracchianti. Si \u00e8 investito nell&#8217;innovazione di processo finalizzata prevalentemente alla riduzione dei costi, ma il migliorare l&#8217;efficienza \u00e8 spesso una chimera. La ricerca e l&#8217;innovazione di prodotto sono veramente modeste.<br \/>\nAnzi il terrore degli editori e&#8217; quello di rinnovare il prodotto, spiazzando i lettori e inducendoli a fuggire. Lo spauracchio degli editori \u00e8 di cambiare, senza considerare che la ricerca costa e richiede apertura intellettuale e concettuale presente in pochi di questi che per anni hanno pensato che si potesse salvare il salvabile inserendo in panino giornali videocassette, poi giornali e dvd. Ora che proporranno ? Giornali a panino con ipod o tablet con dentro giornali, libri musica e film digitali ?<br \/>\nI media digitali permettono una non comune possibilit\u00e0 di personalizzare il prodotto editoriale. Ma pare che questa potenzialit\u00e0 sia stata poco perseguita nel passato e nel presente. Pensare che Iphone, tablet pc, ebook reader e altro aumentino i ricavi digitali per bilanciare le defaillances dei prodotti editoriali tradizionali (leggi i giornali di carta) erogando dei prodotti editoriali clone sui nuovi device \u00e8 una pura utopia economica con cui gli editori si scontreranno fra qualche settimana dopo le prime emozioni autoerotiche. Possono\u00a0 servire come operazioni di marketing, ma \u00e8 un&#8217;altra storia.<br \/>\nUn sistema dei media italiano ragionevolmente &#8220;piombato&#8221; con grandi barriere all&#8217;accesso economico &#8211; politiche &#8211; strutturali ha sostanzialmente demotivato imprenditori esteri a entrare in Italia per evitare di &#8220;farsi del male&#8221;. Ma sar\u00e0 sempre cos\u00ec ?<\/p>\n<blockquote><p>3. La tecnologia \u00e8 contemporaneamente una continua corsa al rialzo e alla popolarizzazione: non ci sono barriere all&#8217;entrata che durano per sempre; e la qualit\u00e0, come la partecipazione del pubblico (anche attraverso il pagamento), si mantiene soltanto investendo continuamente nella qualit\u00e0 dei contenuti e nella tecnologia che li supporta.<\/p><\/blockquote>\n<p>La tecnologia, per lo meno per chi la sa usare, \u00e8 una utility. Molti pensano che per cercare nuove strade per il futuro occorra &#8220;pompare&#8221; molta tecnologia. Certo ci vuole. Ma con giudizio. Per superare la china \u00e8 pi\u00f9 importante cambiare il modo di fare informazione, aumentare la trasparenza della sua produzione, fare in modo che i giornalisti, o in generale i produttori dell&#8217;informazione si aprano al mondo e alla rete, piuttosto che vivere in torri d&#8217;avorio da cui guardano il mondo con non banale distacco il resto del vivere.<br \/>\nPoi per favore la si pianti di sbandierare studi per cui i giornali tradizionali sono la fonte della maggior parte dell&#8217;informazione anche on-line. Basta pensare quelle che sono le risorse investite per capire che il dato ad oggi non potrebbe essere diverso. Ci si consenta <a href=\"http:\/\/www.lsdi.it\/2008\/06\/30\/della-dignita-del-giornalismo-digitale\/\">una auto citazione<\/a> di oramai tempo fa.  Ma domani sar\u00e0 gi\u00e0 diverso.<br \/>\nLa pubblicit\u00e0 resta ancora la voce di ricavo pi\u00f9 sensata e il modello di business pi\u00f9 probabile. Oggi e domani. Chi ha idee migliori si faccia avanti.<br \/>\nIl futuro dell&#8217;editoria e del giornalismo si giocher\u00e0 sempre pi\u00f9 in &#8220;campo aperto&#8221; con pregi e difetti assortiti di questa peculiarit\u00e0. Chi \u00e8 disposto a farlo bene. Gli altri editori ci pensino, prima che sia per loro tardi. Possono sempre vendere le loro imprese, finch\u00e8 sono in tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 aperta una nuova discussione sui temi dell&#8217;informazione on-line a partire da una felice sintesi per punti di Luca de Biase, gi\u00e0 annotata da Marco Formento e (il giornalaio) Pier Luca Santoro. e probabilmente fra poco da altri. Il bloggante titolare decide di dire la sua, con particolare declinazione al mercato dell&#8217;informazione italiano 1. &#8230; <a title=\"Nuovissime prospettive sul futuro dell\u2019informazione\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/01\/13\/nuovissime-prospettive-sul-futuro-dell%e2%80%99informazione\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Nuovissime prospettive sul futuro dell\u2019informazione\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17,6,30,32],"tags":[159,161,176,2155],"class_list":["post-15946","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economia","category-internet","category-media","category-pensieri","tag-giornali","tag-giornalisti","tag-informazione","tag-internet"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15946","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15946"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15946\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15948,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15946\/revisions\/15948"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15946"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15946"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15946"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}