{"id":16052,"date":"2010-01-19T11:37:48","date_gmt":"2010-01-19T10:37:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=16052"},"modified":"2010-01-19T11:39:00","modified_gmt":"2010-01-19T10:39:00","slug":"ricchezza-bisogno-scarsita-distribuzione-mercato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/01\/19\/ricchezza-bisogno-scarsita-distribuzione-mercato\/","title":{"rendered":"Ricchezza, bisogno, scarsit\u00e0, distribuzione, mercato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/irenecassarino.wordpress.com\/2009\/09\/14\/la-prima-societa-dellabbondanza-e-la-prossima\/\">Via Irene Cassarino<\/a><\/p>\n<blockquote><p>La societ\u00e0 dei consumi \u00e8 fondata sulla creazione artificiosa e sullo sfruttamento strutturale dei sistema dei bisogni, che \u00e8 frutto del sistema della produzione. Il quale prima di essere destinato a produrre beni ha la funzione di produrre privilegi e di mantenerli. I bisogni rispondono ad una necessit\u00e0 di segni e differenziazioni. Il consumo non mira a soddisfare un supposto bisogno profondo e recondito dell\u2019individuo, ma a ripristinare continuamente la distanza sociale e a confermare i segni d\u2019appartenenza ad uno status, perpetuando una tensione cronica che \u00e8 l\u2019antitesi della \u2019soddisfazione\u2019. Per questo un bisogno \u201crealizzato\u201d non crea, come sostengono i razionalisti, uno stato di equilibrio e risoluzione delle tensioni, al contrario le riproduce in maniera folle, negando la possibilit\u00e0 di una soddisfazione e quindi smascherando la natura stessa del bisogno.<\/p>\n<p><!--more-->L\u2019emancipazione da questo stato di follia collettiva pu\u00f2 avvenire solo con il sovvertimento della struttura sociale, al cui mantenimento il sistema dei bisogni \u00e8 votato. Non sar\u00e0 questa crisi a compiere il miracolo. Semmai servir\u00e0 a rispolverare le considerazioni \u2013 le solite che ciclano e ri-ciclano di ventennio in ventennio \u2013 sull\u2019inadeguatezza del PIL come indicatore di benessere e la necessit\u00e0 di fondare un\u2019economia della felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un prodotto della societ\u00e0 della scarsit\u00e0 in cui si sono sperimentate forme sociali alternative, radicate strutturalmente sulla parit\u00e0 anzich\u00e8 sulla differenziazione, sull\u2019infinito decentramento e scambio anzich\u00e8 sull\u2019accentramento del potere e la difesa \u2013 pi\u00f9 o meno mascherata \u2013 dei privilegi ad esso connessi.<\/p>\n<p>Questo ecosistema \u00e8 internet, e se non ci sbrighiamo a renderci conto dell\u2019inestimabile potenziale di risorgimento umanistico rispetto allo scempio della societ\u00e0 industrializzata, se non ci decidiamo a sottrarlo alla morsa della grande (e piccina) retorica ancora industriale del \u201cprogresso\u201d e dell\u2019 \u201cinnovazione\u201d, lo abbiamo gi\u00e0 perso e venduto al passato.<\/p>\n<p>Trascrivo, commossa, da una lettura \u2013 La soci\u00e9t\u00e9 de consommation, di Beaudrillard (1970) \u2013 che solo in questo frammento abbandona il tono liricamnete caustico e lo sguardo sconfitto sul presente abbacinnato e sul molle futuro, in cui noi, nel 2009, fluttuiamo scomposti:<\/p>\n<p>\u201cDobbiamo abbandonare l\u2019idea preconcetta che abbiamo della societ\u00e0 dell\u2019abbondanza come di una societ\u00e0 nella quale tutti i bisogni materiali (e culturali) sono facilmente soddisfatti, dato che quest\u2019idea fa astrazione da una logica sociale. Biosgna invece pervenire all\u2019idea, ripresa da Marshall Sahlins nel suo articolo sulla \u201cprima societ\u00e0 dell\u2019abbondanza\u201d, secondo la quale sono le nostre societ\u00e0 indistriali e produttiviste ad essere dominate dalla scarsit\u00e0, dall\u2019ossessione della scarsit\u00e0 caratteristica dell\u2019esconomia di mercato. Pi\u00f9 si produce pi\u00f9 si sottolinea, nel senso stesso della profusione, l\u2019irrimediabile allontanamento dal termine finale, cio\u00e8 dall\u2019abbondanza, definita come l\u2019equilibrio tra la produttivit\u00e0 umana e le finalit\u00e0 umane.<br \/>\nPoich\u00e8 quell che \u00e8 soddisfatto da una societ\u00e0 della crescita, e sempre pi\u00f9 man mano che cresce la produzione, e non i \u201cbisogni\u201d dell\u2019uomo, sul cui disconoscimento riposa tutto il sistema, \u00e8 chiaro che l\u2019abbondanza indietreggia indefinitamente, o meglio essa \u00e8 irrimediabilmnete negata a vantaggio del regno organizzato della scarsit\u00e0 (penuria strutturale).<br \/>\nPer Sahlins erano i cacciatore raccoglitori (trib\u00f9 nomadi primitive dell\u2019Australia) che conoscevano la vera abbondanza malgrado la loro assoluta \u201cpovert\u00e0\u201d. I primitivi non possiedono nulla di proprio, essi non sono ossessionati dagli oggetti che essi gettano via uno dopo l\u2019altro per spostarsi meglio. Non vi \u00e8 l\u2019apparato produttivo n\u00e8 di \u201clavoro\u201d: essi cacciano e raccolgono si potrebbe dire a piacere e dividono tutto tra loro. La loro prodigalit\u00e0 \u00e8 totale: essi consumano tutto subito, non vi \u00e8 calcolo economico, non vi sono stock. Il cacciatore raccoglitore non ha nulla dell\u2019homo economicus di invenzione borghese. Egli non conosce i fondamenti dell\u2019economia politica. Rimane sempre al di qua dell\u2019energia umana, delle risorse naturali e delle effettive possibilit\u00e0 economiche. Dorme molto. Ha fiducia \u2013 ed \u00e8 questo che fa andare avanti il sistema economico \u2013 nella ricchezza delle risorse naturali, mentre il nostro sistema \u00e8 contraddistinto (e sempre di pi\u00f9 col perfezionamento della tecnica) dalla disperazione di fronte all\u2019insufficienza dei mezzi umani, da un\u2019angoscia radicale e catastrofica che \u00e8 l\u2019effetto profondo dell\u2019economia di mercato e della concorrenza generalizzata.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Irene Cassarino La societ\u00e0 dei consumi \u00e8 fondata sulla creazione artificiosa e sullo sfruttamento strutturale dei sistema dei bisogni, che \u00e8 frutto del sistema della produzione. Il quale prima di essere destinato a produrre beni ha la funzione di produrre privilegi e di mantenerli. 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