{"id":16567,"date":"2010-02-06T07:59:07","date_gmt":"2010-02-06T06:59:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=16567"},"modified":"2010-02-05T05:03:45","modified_gmt":"2010-02-05T04:03:45","slug":"riflessioni-sparse-sul-futuro-dei-media-cartacei-e-digitali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/02\/06\/riflessioni-sparse-sul-futuro-dei-media-cartacei-e-digitali\/","title":{"rendered":"Riflessioni sparse sul futuro dei media cartacei e digitali"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.maxkava.com\/2010\/02\/giornali-di-carta-contro-informazione.html\">Via Massimo Cavazzini<\/a><\/p>\n<blockquote><p>a Milano si \u00e8 tenuto un incontro, organizzato da The Ruling Companies, sul  futuro dell&#8217;informazione. &#8220;I giornali  di carta e l&#8217;informazione su Internet: confronto e prospettive&#8221; il titolo, relatori Marco Tosi di Icon Medialab, Giuseppe Minoia di Eurisko, Claudio Giua Gruppo Espresso, Paolo Panerai di Class Editori, Luca De  Biase de Il Sole 24 Ore e Marco  Pratellesi di Corriere della Sera. In sintesi questi gli interventi a  beneficio di chi non c&#8217;era :)<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\n&#8211; Minoia<br \/>\n# i brand cartacei hanno  un valore intrinseco e reputazionale che su Web \u00e8 difficile ottenere<br \/>\n#  la pubblicit\u00e0 su Web \u00e8 percepita come disturbo, su carta no<br \/>\n# il  peso opinionale dei lettori della carta stampata \u00e8 molto pi\u00f9 alto  rispetto al Web (ovvero, sul Web numeri pi\u00f9 grandi ma meno influenza)<br \/>\n#  i giovani ritengono la carta obsoleta<br \/>\n# chi legge cartaceo pensa di  essere in un&#8217;elite (ovvero si ritiene superiore)<br \/>\n# il futuro della  carta \u00e8 una deriva elitaria (ipernicchie per esperti)<br \/>\n# il futuro dei  giornali \u00e8 nello sfruttamento del brand e nella multicanalit\u00e0 (non  tutti ce la faranno, solo chi ha brand pu\u00f2 sopravvivere)<br \/>\n# la qualit\u00e0  d\u00e0 ritorno economico indipendentemente dal medium<br \/>\n# gli editori  devono riconquistare il touchpoint fisico (le edicole) lasciate a s\u00e8  stesse<\/p>\n<p>&#8211; Panerai<br \/>\n# con  la crisi il Web \u00e8 regredito (non ce ne siamo accorti perch\u00e8 ha  percentuali piccole rispetto al globale dell&#8217;informazione)<br \/>\n# l&#8217;utente  Internet \u00e8, dal punto di vista dell&#8217;advertising, infedele perch\u00e8 passa  rapidamente da un posto all&#8217;altro<br \/>\n# la pubblicit\u00e0 su Web fattura poco<br \/>\n#  la storia insegna che i giornali non sono morti con l&#8217;arrivo di radio e  tv e non moriranno quindi con l&#8217;arrivo di Internet<br \/>\n# Google ha preso  i contenuti degli editori gratis e ci ha fatto business, guadagnando.  Se gli editori fanno un accordo a pagamento con Bing\/Microsoft ci sar\u00e0  un riequilibrio del settore<br \/>\n# i problemi li hanno i giornali che non  sanno bilanciare costi e ricavi, si pu\u00f2 fare un giornale di carta e  guadagnare<br \/>\n# i giornali cartacei sono oggi ipertesti multimediali  perch\u00e8 usano i QR code (speciali codici a barre, ndkava)<\/p>\n<p>&#8211; Giua<br \/>\n# l&#8217;arrivo del Web, per la  prima volta nella storia, ha fatto diminuire le copie vendute  globalmente dalla carta<br \/>\n# un articolo on line di testate importanti  viene riprodotto 15 volte circa, 1\/15 di introiti pubblicitari va  all&#8217;editore ma 14\/15 (il 95%) va a chi quelle notizie le riproduce sul  proprio sito<\/p>\n<p>&#8211; De Biase<br \/>\n#  non esiste un tema di carta contro Web, esiste il pubblico da  soddisfare<br \/>\n# Google trends dimostra che il dibattito carta Vs Web  interessa solo gli editori e non il pubblico<br \/>\n# il pubblico \u00e8 attivo,  la rete crea chiacchiericcio e quel chiacchiericcio \u00e8 un medium. Il  passaggio di informazioni sul mezzo \u00e8 veloce ed \u00e8 basato sulla fiducia  (ricevo info dall&#8217;amico e quindi ci credo)<br \/>\n#context is king e il  contesto sta cambiando<br \/>\n#si esce dalla crisi migliorando  l&#8217;informazione<br \/>\n# nel decennio 2000-2009 la pubblicit\u00e0 di annunci (i  classified) negli USA \u00e8 calata da 20 a 6 miliardi di dollari: \u00e8 un  problema degli editori, non per il mondo dell&#8217;informazione o per il  pubblico<br \/>\n# la versione iPhone a 3 sterline del The Guardian ha  venduto 70mila copie in un mese, il mercato c&#8217;\u00e8<br \/>\n# il successo  editoriale del 2009 \u00e8 stato Il Fatto, che \u00e8 un giornale di carta!<br \/>\n#  la carta \u00e8 un mezzo, il giornale \u00e8 fatto dai contenuti non da mezzo (il  giornale non \u00e8 la carta su cui si stampa)<br \/>\n# la carta \u00e8 costosa,  quindi le informazioni che ci transitano devono essere preziose<br \/>\n# i  giornali diventano applicazioni (software e non hardware), ovvero  aggregatori di contenuti per il proprio pubblico<br \/>\n# i risparmi fatti  con i tagli ai costi devono andare in ricerca e sperimentazione, non \u00e8  stata fatta abbastanza sperimentazione<br \/>\n# i giornalisti devono  riconquistare il proprio ruolo\/senso sociale<\/p>\n<p>&#8211; Pratellesi<br \/>\n# gli editori dicono  &#8220;Crediamo nel Web&#8221; poi pensano &#8220;ma era meglio se non esisteva&#8221;<br \/>\n#  editori sono ancora incapaci di cogliere le opportunit\u00e0 del nuovo mezzo<br \/>\n#editori  bravi quando va bene, ma lenti a reagire quando va male. I tempi sono  cambiati c&#8217;\u00e8 bisogno di nuove idee, di inseguire i lettori e  riconquistarli<br \/>\n# in 20 anni gli editori non sono stati capaci di  intuire che la carta non era fatta per gli annunci (classified), \u00e8 un  segnale che spesso l\u2019editoria guarda pi\u00f9 alla salvaguardia del business  model esistente che non alla ricerca di nuove strade<br \/>\n# informazione  mordi e fuggi sul web: occorre considerare che a Corriere.it lavorano 18  giornalisti ed \u00e8 letto da 1,5 milioni ogni giorno, la carta vende oltre  500mila copie ma \u00e8 fatta da oltre 300 persone: credo che la differenza  di approfondimento sia anche una conseguenza di questo squilibrio<br \/>\n#  La carta sta al Web come il teatro sta al cinema: da un lato l&#8217;elite,  dall&#8217;altro la massa<br \/>\n# l&#8217;utente del Web non \u00e8 poco fedele  all&#8217;advertsing, \u00e8 semplicemente pi\u00f9 libero: non subisce la gerarchia  imposta dall&#8217;impaginazione cartacea, il lettore va dove trova quello che  lo soddisfa<br \/>\n# se togli i contenuti a Google News la gente non andr\u00e0  pi\u00f9 spesso in edicola (Facebook \u00e8 il terzo veicolo di traffico di  Corriere.it, ci sono fonti di traffico che la gente usa e bisogna  tenerne conto anche se piacciono poco)<br \/>\n# per salvare la carta e il  Web servono nuovi modelli di business<\/p>\n<p>Io credo che, a parte  l&#8217;intervento di Panerai che ho trovato anacronistico e troppo schierato,  ci siano delle verit\u00e0 in tutti gli interventi.<\/p>\n<p>&#8211; Context is king, non pu\u00f2 esistere  un&#8217;unica strada e un&#8217;unica soluzione. Analizzare il contesto, che sta  cambiando velocemente, \u00e8 la via di uscita:<br \/>\n&#8211; siamo nella fase pi\u00f9  difficile, perch\u00e8 non abbiamo ancora capito quale sia il futuro e non  possiamo pi\u00f9 fidarci del vecchio modello. La transizione \u00e8 in atto, bisogna adeguarsi ed essere  fluidi, la rigidit\u00e0 &#8211; in un senso o nell&#8217;altro &#8211; non paga<br \/>\n&#8211; la qualit\u00e0 deve guidare l&#8217;informazione (perch\u00e8 dovrei pagare la qualit\u00e0 scarsa?), non \u00e8 la carta il problema  come non lo \u00e8 Internet. Le persone pagano quello che ha mercato e in un  contesto industriale (i giornali hanno smesso di essere prodotto  culturale puro) sopravvive chi ha un mercato<br \/>\n&#8211; i giornalisti devono cambiare passo (perch\u00e8 i giornalisti con 20-25 anni alle spalle &#8211; ovvero il 90% di chi  ha un contratto giornalistico &#8211; vivono come una &#8216;punizione&#8217; il passaggio  alla redazione on line?)<br \/>\n&#8211; gli  editori devono avere pi\u00f9 coraggio e sperimentare: non \u00e8 vero che  il Web fattura poco, \u00e8 vero che ha numeri assoluti pi\u00f9 piccoli ma tassi  di crescita elevati con margini elevati. Se voi foste un imprenditore,  investireste in un business di medie dimensioni che sta crescendo o in  un business consolidato ma in fase calante?<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Massimo Cavazzini a Milano si \u00e8 tenuto un incontro, organizzato da The Ruling Companies, sul futuro dell&#8217;informazione. &#8220;I giornali di carta e l&#8217;informazione su Internet: confronto e prospettive&#8221; il titolo, relatori Marco Tosi di Icon Medialab, Giuseppe Minoia di Eurisko, Claudio Giua Gruppo Espresso, Paolo Panerai di Class Editori, Luca De Biase de Il &#8230; <a title=\"Riflessioni sparse sul futuro dei media cartacei e digitali\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/02\/06\/riflessioni-sparse-sul-futuro-dei-media-cartacei-e-digitali\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Riflessioni sparse sul futuro dei media cartacei e digitali\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17,6,30],"tags":[121,160],"class_list":["post-16567","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economia","category-internet","category-media","tag-editoria","tag-giornalismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16567","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16567"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16567\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16569,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16567\/revisions\/16569"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16567"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16567"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16567"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}