{"id":17006,"date":"2010-02-17T18:00:09","date_gmt":"2010-02-17T17:00:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=17006"},"modified":"2010-02-18T01:12:48","modified_gmt":"2010-02-18T00:12:48","slug":"diffusioni-in-crollo-e-linee-editoriali-dei-quotidiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/02\/17\/diffusioni-in-crollo-e-linee-editoriali-dei-quotidiani\/","title":{"rendered":"Diffusioni in crollo e linee editoriali dei quotidiani"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-2\/media_e_tv\/articolo-13254\/1.htm\">Da ItaliaOggi Via Dagospia<\/a><\/p>\n<blockquote><p>In gennaio il 20% delle copie del &#8220;Corriere della Sera&#8221; e del &#8220;Sole-24Ore&#8221; \u00e8 evaporato. D&#8217;un botto, via Solferino si \u00e8 ritrovata 116 mila copie in meno rispetto alle diffusioni del gennaio 2009, e il quotidiano di Confindustria ne ha perse, invece, 64 mila.<\/p>\n<p>Uno sproposito, insomma, mentre &#8220;il Giornale&#8221; di Vittorio Feltri continua nel suo trend positivo (+6,7%) che, al netto delle promozioni che sostenevano i vecchi dati del 2009, risulta essere ancor pi\u00f9 spumeggiante in edicola, a +26% con 30 mila copie in pi\u00f9.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Per i big assistiamo dunque a uno sgonfiarsi clamoroso dei numeri, a una sorta de \u00abil re \u00e8 nudo\u00bb urlato ai quattro venti dallo stesso re. Dal &#8220;Sole-24Ore&#8221; di Gianni Riotta, infatti, fanno sapere che il -19,9% si giustifica con il taglio \u00abdelle copie promozionali sul punto vendita, delle vendite in blocco, delle copie nelle scuole, e di quelle presso le compagnie aeree\u00bb. E cio\u00e8 di quelle copie che non venivano comprate realmente da lettori, ma praticamente regalate.<\/p>\n<p>Stesso discorso al &#8220;Corriere della Sera&#8221;, dove alla razionalizzazione delle operazioni commerciali (scuole, aerei ecc.) si va ad aggiungere l&#8217;effetto \u00abaumento prezzo\u00bb, che da gennaio ha portato il quotidiano da 1 a 1,20 euro. Un ritocco che sin dal primo momento ha preoccupato il direttore Ferruccio de Bortoli, da subito pronto ad attivare una linea diretta con i lettori, via mail e via telefono, e disposto a farsi anche insultare pur di spiegare motivi e ragioni del rincaro e di non perdere aficionados.<br \/>\ncarlo verdelli<\/p>\n<p>L&#8217;iniziativa, peraltro, deve aver funzionato, se il giornale, dopo la media di 485 mila copie di dicembre, al prezzo unitario di un euro, \u00e8 riuscito addirittura a crescere in gennaio, a quota 488 mila. In questo mese il calo in edicola \u00e8 stato di circa il 3%, ma tenuto conto del +20% sul prezzo i vertici di Rcs si dicono piuttosto soddisfatti.<\/p>\n<p>Nonostante questo, tuttavia, il Corriere scende nettamente, del 19,1%, e inizia a preoccuparsi per il costante avvicinamento da parte di Repubblica che per\u00f2 ieri non era ancora pronta a comunicare i suoi dati di vendita in gennaio.<\/p>\n<p>Al terzo posto della classifica diffusioni c&#8217;\u00e8 la Gazzetta dello Sport (-7,3%). Rallenta il calo, anch&#8217;esso dovuto al taglio delle operazioni promozionali, e in edicola va segnalato il +2% sul gennaio 2009. Un bel modo di salutare i suoi azionisti per Carlo Verdelli, che lascia la direzione della rosea ad Andrea Monti e torna in Cond\u00e9 Nast con ruoli manageriali.<br \/>\nde bortoli<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Stabili &#8220;La Stampa&#8221; (-1,9%) e &#8220;Messaggero&#8221; (-1,8%), resta solido &#8220;Avvenire&#8221;, arretra &#8220;Libero&#8221; (-5,1%), mentre fuori dalla classifica Fieg va segnalata la buona performance del &#8220;Fatto&#8221;. Il giornale diretto da Antonio Padellaro, al debutto lo scorso settembre, in gennaio ha diffuso in media 106 mila copie (56 mila in edicola, 40 mila in abbonamento). In febbraio i primi dati, sulla scorta del congresso Idv e del caso Bertolaso, parlano di circa 60 mila copie in edicola, quindi una diffusione del Fatto oltre le 110 mila copie.<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-4\/business\/articolo-13227.htm\">E su questi dati sempre Dagospia analizza<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Lo stupore riguarda soprattutto la linea dei grandi giornali che dopo aver dato enorme rilievo a vicende che per adesso appaiono di scarso contenuto penale, adesso stanno spostando il tiro. Basta leggere il &#8220;Corriere della Sera&#8221; di oggi e il &#8220;Sole 24 Ore&#8221; per capire che la barra dell&#8217;editoria legata ai cosiddetti poteri forti sta puntando pi\u00f9 in alto.<\/p>\n<p>Perfino un editorialista soffice e Letta-Letta come Stefano Folli scrive oggi sul &#8220;Sole 24 Ore&#8221;: &#8220;il sospetto che intorno al Pdl si sia creato un vischioso sistema affaristico \u00e8 sufficiente ad appannare l&#8217;immagine del capo. E questa volta &#8211; conclude Folli con un monito &#8211; non si pu\u00f2 usare l&#8217;argomento del complotto dei magistrati&#8221;.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte all&#8217;inizio della vicenda Bertolaso era stato proprio il giornale di Confindustria a parlare di tangenti, ma le parole soffici di Folli sono poca cosa rispetto alle opinioni che appaiono sul &#8220;Corriere della Sera&#8221;. In questi giorni il direttore Flebuccio De Bortoli sembra aver riscoperto la vis polemica che attraversava la redazione di via Solferino ai tempi di Tangentopoli.<\/p>\n<p>Qualcuno sostiene (anche Dagospia l&#8217;ha scritto) che ad ispirare la battaglia moralizzatrice del primo giornale italiano sia soprattutto il calo delle copie vendute nell&#8217;edicola. Secondo una classifica che appare su &#8220;ItaliaOggi&#8221; il &#8220;Corriere&#8221; ha perso in un anno 116mila copie (meno 19,1%), mentre il quotidiano di Confindustria ne ha lasciate sul campo 64mila (meno 19,9%).<\/p>\n<p>Questa motivazione non pare per\u00f2 sufficiente a spiegare il fucile puntato contro il Governo e il sottile taccheggiamento che il giornale sta facendo nei confronti di Gianni Letta, il Gran Ciambellano di Palazzo Chigi che ha coperto con la sua autorevolezza l&#8217;amico Bertolaso, e rappresenta lo snodo di tutte le partite economiche.<\/p>\n<p>Un segnale che Gianni Letta potrebbe entrare nel mirino \u00e8 apparso sabato sulla prima pagina del &#8220;Riformista&#8221;, ma era un segnale debole rispetto a ci\u00f2 che scrive oggi il quotidiano di Flebuccio De Bortoli. Del Gran Ciambellano si ricorda che \u00e8 il punto di riferimento con i gangli pi\u00f9 importanti della Pubblica Amministrazione e che &#8220;il fianco scoperto del Cavaliere oggi non \u00e8 Bertolaso, \u00e8 Letta&#8221;.<\/p>\n<p>Le domande d&#8217;obbligo sono queste: che cosa sta succedendo alle spalle dei due quotidiani controllati dai poteri forti dei banchieri e di Confindustria?, come \u00e8 possibile che questo avvenga nel momento in cui alcuni grandi protagonisti dell&#8217;economia e della finanza stanno giocando le partite di Mediobanca, Generali e Telecom, cio\u00e8 di quei dossier caldi sui quali peser\u00e0 in maniera determinante la decisione del Cavaliere e del suo Gran Ciambellano?<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da ItaliaOggi Via Dagospia In gennaio il 20% delle copie del &#8220;Corriere della Sera&#8221; e del &#8220;Sole-24Ore&#8221; \u00e8 evaporato. D&#8217;un botto, via Solferino si \u00e8 ritrovata 116 mila copie in meno rispetto alle diffusioni del gennaio 2009, e il quotidiano di Confindustria ne ha perse, invece, 64 mila. 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