{"id":17704,"date":"2010-03-16T16:00:39","date_gmt":"2010-03-16T15:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=17704"},"modified":"2010-03-17T20:03:30","modified_gmt":"2010-03-17T19:03:30","slug":"molinettopoli-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/03\/16\/molinettopoli-2\/","title":{"rendered":"Molinettopoli 2"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/torino.repubblica.it\/cronaca\/2010\/03\/16\/news\/corruzione_alle_molinette-2684383\/\">Via Repubblica<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Irremovibile l&#8217;ingegner Francesco Chiaro nel pretendere il cinque per  cento. Forte del fatto di poter fare &#8220;cosa c&#8230; o voleva&#8221;, come ha  detto, senza tanti giri di parole, a Federica Tedino, rappresentante  legale dell&#8217;omonima ditta che chiedeva spiegazioni sulla decisione di  affidare ad un&#8217;unica impresa la manutenzione di tutte le autoclavi,  comprese quelle fornite dalla sua azienda.<\/p>\n<p>\u00c8 raccolta in  venticinque pagine di ordinanza la trama di quello che il giudice non  esita a definire un &#8220;disegno criminoso&#8221; messo in atto da Francesco  Chiaro e Carlalberto Massia &#8220;con pi\u00f9 azioni esecutive&#8221;. E, per capire di  che tipo fossero le &#8220;azioni esecutive&#8221; dei due piccoli tiranni  dell&#8217;ufficio tecnico delle Molinette, basta scorrere gli interrogatori  di Silvano Bonani, amministratore unico della Gruppo Sae srl, e di  Cristiano Mangolini, dirigente della parte impiantistica della stessa  azienda, dapprima sentiti dalla Finanza come testi e poi indagati.<\/p>\n<p>Il  13 novembre 2009 Silvano Bonani racconta agli investigatori: &#8220;Ho avuto  richieste di denaro da parte del perito Masia, dipendente delle  Molinette, nonch\u00e9 responsabile della manutenzione impianti elettrici, il  quale dopo che noi abbiamo vinto per il lotto 3 la gara di appalto per  la manutenzione ordinaria e straordinaria presso l&#8217;ospedale Molinette  nell&#8217;anno 2006, mi disse che Chiaro si aspettava il 5 per cento. Per  poter lavorare e per poter essere pagati in tempi ragionevoli dovevamo  per forza accettare la loro richiesta&#8221;. A Masia spetta d&#8217;altronde il  lavoro sporco. Quando Bonani si lamenta del fatto che, pur avendo vinto  l&#8217;appalto, la sua impresa non ha ancora avuto incarichi e a sorpresa gli  arriva un lavoro per 150 mila euro che nulla a che fare con la sua  specializzazione, \u00e8 Masia a spiegare il mistero: &#8220;Gli chiesi perch\u00e9 mai  fino a quel momento non lavoravamo &#8211; ricorda Bonani &#8211; e mi fu detto da  lui che si poteva lavorare di pi\u00f9, sempre a fronte di un cinque per  cento che sarebbe andato all&#8217;ingegner Chiaro&#8221;.<\/p>\n<p>Le buste di soldi  passavano di mano al bar, in auto, o in posti pi\u00f9 curiosi. Spiega ancora  Bonani: &#8220;Consegnavo il denaro a Masia in contanti dentro delle buste di  colore arancione o bianco per un totale di 52 mila euro in varie  tranches dal 2007 al novembre 2008. Davo il denaro al bar davanti  all&#8217;ufficio tecnico, oppure in auto, oppure dentro le cabine elettriche  delle Molinette&#8230;&#8221;. Da quel momento nessuno controllava pi\u00f9 il lavoro  della ditta che aveva pagato. &#8220;Sicuramente da quando pagavo non ho mai  subito un controllo, una contestazione o una penalit\u00e0 &#8211; sottolinea  Bonani &#8211; Intendo dire che Mangolini mi riferiva che, in accordo con  Masia e Chiaro, se per esempio invece di mettere un tubo da 40 metri ne  mettevo una da 30, nessuno controllava. Mentre io richiedevo il  pagamento per il tubo da 40 con il placet dell&#8217;ufficio tecnico  nonostante ne avessi messo uno da 30&#8230;&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Repubblica Irremovibile l&#8217;ingegner Francesco Chiaro nel pretendere il cinque per cento. 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