{"id":18013,"date":"2010-03-31T20:03:05","date_gmt":"2010-03-31T18:03:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=18013"},"modified":"2010-03-31T20:03:05","modified_gmt":"2010-03-31T18:03:05","slug":"a-torino-parte-lautomoto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/03\/31\/a-torino-parte-lautomoto\/","title":{"rendered":"A Torino parte l&#8217;automoto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www3.lastampa.it\/torino\/sezioni\/cronaca\/articolo\/lstp\/174742\/\">Via Lastampa.it<\/a><\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"kway\" src=\"http:\/\/www3.lastampa.it\/fileadmin\/media\/torino\/cronaca\/k_way_motori_g.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"230\" \/>Non \u00e8 una moto, ma le somiglia molto. Non \u00e8 una macchina, ma ha mutuato le tecnologie pi\u00f9 raffinate oggi in circolazione. Ed \u00e8 stata pensata per essere una via di mezzo: un veicolo pensato specificatamente per le esigenze di mobilit\u00e0 personale urbana e suburbana. Tre ruote e due posti in linea, una cella di sicurezza a prova d\u2019urto, un sistema di guida semplice e innovativo che al contempo piega e sterza il veicolo, una propulsione elettrica ibrida in grado di fornire a discrezione dell\u2019utente elevate prestazioni o di funzionare soltanto con la corrente e elettrica.<\/p>\n<p>Bastano pochi dettagli per capire che K-Way Motus sar\u00e0 qualcosa di innovativo. Un progetto partito nel 2006 nei Laboratori di Meccatronica del Politecnico e poi sviluppato da due aziende dell\u2019incubatore d\u2019imprese dell\u2019ateneo tecnologico di Torino, Actua e Ttw. Il progetto ideato dal ricercatore Stefano Carabelli ora \u00e8 realt\u00e0, sospinto dall\u2019imprenditore torinese Marco Boglione, che lo sponsorizza con il marchio KWay e dall\u2019estro di Fabrizio Giugiaro che, alla guida di Giugiaro Design, ne ha curato lo stile e si \u00e8 occupato della pelle che riveste il veicolo.<\/p>\n<p>Il progetto dev\u2019essere rilevante se K-Way Motus tra qualche giorno prender\u00e0 il volo per Detroit dove sar\u00e0 esposto al Sae World Congress, il meeting della societ\u00e0 degli ingegneri dell\u2019automotive. E non \u00e8 finita: dopo l\u2019esposizione nella Motown sar\u00e0 l\u2019unico veicolo italiano a partecipare al Progressive Automotive X Prize, la competizione organizzata dall\u2019X Prize Foundation riservata a veicoli sicuri, in grado di essere prodotti, omologati e consumare meno di un gallone di carburante per percorrere cento miglia (secondo i nostri parametri, si tratta di un consumo di un litro ogni 44 chilometri).<\/p>\n<p><!--more-->Il veicolo ibrido creato al Politecnico \u00e8 un condensato d\u2019innovazione e materiali all\u2019avanguardia. Come la fibra di carbonio, usata per i profili strutturali, particolare che rende il mezzo leggero e capace di elevate prestazioni. E ancora: la ricerca in campo aerodinamico ha prodotto risultati di rilievo e una linea a freccia, tratto peculiare del veicolo che, anche grazie al particolare sistema di controllo dello sterzo e della piega, sembra volare sulla strada. Nella parte superiore, inoltre, K-Way Motus adotta un\u2019unica cupola per coprire pilota e passeggero e ottimizzare la visibilit\u00e0 in generale.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Lastampa.it Non \u00e8 una moto, ma le somiglia molto. Non \u00e8 una macchina, ma ha mutuato le tecnologie pi\u00f9 raffinate oggi in circolazione. Ed \u00e8 stata pensata per essere una via di mezzo: un veicolo pensato specificatamente per le esigenze di mobilit\u00e0 personale urbana e suburbana. 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