{"id":18326,"date":"2010-04-18T02:57:03","date_gmt":"2010-04-18T00:57:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=18326"},"modified":"2010-04-18T03:05:35","modified_gmt":"2010-04-18T01:05:35","slug":"le-molteplici-forme-di-precariato-nel-giornalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/04\/18\/le-molteplici-forme-di-precariato-nel-giornalismo\/","title":{"rendered":"Le molteplici forme di precariato nel giornalismo"},"content":{"rendered":"<p>Via Agenzia Ami<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"giornalisti precari\" src=\"http:\/\/nuovosoldo.files.wordpress.com\/2009\/08\/giornalisti-precari.jpg\" alt=\"\" width=\"262\" height=\"174\" \/>Qualcuno considera il giornalismo come il pi\u00f9 bel mestiere del  mondo. Ma da troppo tempo ormai le storie non combaciano pi\u00f9 con la  realt\u00e0. Ne \u00e8 un esempio il mondo dei giornalisti precari in Campania,  dove nelle riunioni del coordinamento siede l&#8217;intelaiatura di chi a  Napoli produce informazione, senza essere riconosciuto o retribuito .  \u00abNapoli \u00e8 la culla della cronaca, ma non viene pagata\u00bb, spiegano i  giornalisti precari che annunciano battaglia.<\/p>\n<p>La  riunione del collettivo giornalisti precari della Campania sembra una  postilla del libro \u201cl&#8217;abusivo\u201d di Antonio Franchini. Aspirante  pubblicista nella provincia di Napoli alla fine degli anni &#8217;70, divenuto  poi editor della Mondadori, Franchini raccontava l&#8217;odissea famigliare e  sociale di uno che da grande avrebbe voluto fare il giornalista. La  narrazione \u00e8 alternata alla vicende del ragazzo Giancarlo Siani che,  appena approdato dopo lungo e non terminato precariato ad una scrivania  nella sede in via Chiatamone de \u201cil Mattino\u201d, trovava la morte pochi  giorni dopo per mano di altrettanto giovani sicari del clan Gionta.  Nelle riunioni del coordinamento siede l&#8217;intelaiatura di chi a Napoli  produce informazione. Quei ragazzi che  consentono agli editorialisti di  firmare qualcosa a capo di un pi\u00f9 corposo libretto di cronaca  cittadina. Un lavoro che \u00e8 soprattutto una passione. Una passione che  per essere accreditata spesso va svenduta a buon a mercato. Chi ci  guadagna \u00e8 un mercato editoriale che ti impone doveri ma che ti fa  sentire scevro da diritti.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Per di pi\u00f9 in una citt\u00e0 che non ha mai avuto un  editore degno di questo nome. Che si parli di informazione stampata come  radiotelevisiva, di saggistica o di narrativa, Napoli \u00e8 una galleria di  atipici e buffi editori ma nessun progetto serio.  Come spiega Ciro  Pellegrino  che del coordinamento ne fa parte \u00abNapoli \u00e8 la culla della  cronaca, ma questa non viene pagata\u00bb. E il giornalista ha una serie di  declinazioni, \u00abcome il giornalista di fatto; colui che vuole fare il  giornalista ma non ha il tesserino. Propone i pezzi ma ha difficolt\u00e0  anche a imparare perch\u00e9 si tratta di un mestiere. Un lavoro che richiede  una gavetta e un apprendimento. Poi c&#8217;\u00e8 chi fa scuole di giornalismo  che hanno un costo annuo abbastanza consistente. Un investimento che fa  l&#8217;aspirante giornalista o la sua famiglia su una professione. Una  tipologia di precario che il lavoro lo vede da lontano, con uno stage  bimestrale ma che poi non trovano il lavoro per la crisi della  redazione. Lo stagista in una redazione \u00e8 visto come la morte visto che  alcuni progetti editoriali mantengono a fatica i propri redattori. Poi  giornalisti espulsi dal ciclo produttivo che si trovano poi come free  lance o come ufficio stampa presso dei politici. Con il doppio incarico  di chi deve fare tutto e pu\u00f2 fare tutto, magari vincolato da una  dimissione in bianco, o con il compito di fare quelle che a Napoli  chiamiamo \u201cmarchetto\u201d, ovvero promuovere il lavoro del primo datore di  lavoro occulto\u00bb. Dinanzi un sindacato che sembra avere come unica  missione della propria vita la difesa di tre giornalisti in Rai il  coordinamento a Napoli \u00e8 una risorsa creata da s\u00e9. Anche perch\u00e9 se il  punto \u00e8 l&#8217;autonomia del giornalismo nel paese Italia il coordinamento  tiene a evidenziare una cosa: \u00abL&#8217;autonomia si ferma quando prendi un  tesserino e non hai possibilit\u00e0 di trovare lavoro\u00bb. Da qui cominciano  mille odissee, e la passione rischia di divenire incubo.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Agenzia Ami Qualcuno considera il giornalismo come il pi\u00f9 bel mestiere del mondo. Ma da troppo tempo ormai le storie non combaciano pi\u00f9 con la realt\u00e0. 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