{"id":19603,"date":"2010-06-07T07:40:18","date_gmt":"2010-06-07T05:40:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=19603"},"modified":"2010-06-06T23:17:22","modified_gmt":"2010-06-06T21:17:22","slug":"la-lunga-storia-di-eda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/06\/07\/la-lunga-storia-di-eda\/","title":{"rendered":"La lunga storia di Eda"},"content":{"rendered":"<p>Daniele Martini sul Fatto Quotidiano <a href=\"http:\/\/www.grnet.it\/news\/95-news\/1438-sicurezza-la-rete-segreta-italiana-nelle-mani-di-un-privato.html\">via Grnet.it<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Viene male all\u2019idea che la supersegreta, supersicura,  superprotetta rete di comunicazione tra Carabinieri, Polizia e Guardia  di finanza non sia in mano allo Stato, ma in quelle di una signora di  origini polacche, Edoarda Wesselovsky, attrice di una qualche notoriet\u00e0  in giovent\u00f9. La rete si chiama Eda (Enterprise Digital Architects), ed \u00e8  un impianto gigantesco di telefonia e dati in ponte radio di cui quasi  tutti ignorano perfino l\u2019esistenza, la pi\u00f9 grande infrastruttura  d\u2019Italia di telecomunicazioni dopo quella Telecom, ultramoderna,  informatizzata, digitale. Un sistema nevralgico studiato per far  viaggiare in sicurezza assoluta telefonate e dati di poliziotti e 007,  le conversazioni dei ministri, le comunicazioni delle questure e delle  prefetture, le informazioni riservate e sensibili, da quelle sui  ricercati a quelle sulle targhe delle auto sospette, dai resoconti sulle  indagini alle segnalazioni degli agenti. E che entra in funzione anche  nei momenti di emergenza a sostegno\u00a0\u00a0 della Protezione civile,  affiancando le comunicazioni tradizionali o sostituendosi ad esse nel  caso siano danneggiate o messe fuori uso dai terremoti, dalle  catastrofi, dalle sciagure.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nQuesto network ha una sala operativa  in un bunker tra la Tiburtina e la Nomentana a Roma e centri nei comandi  dei Carabinieri ai Parioli, della Finanza in viale XXI aprile e della  Polizia al Viminale, filiali a Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova,  Milano, Napoli, Palermo, Torino e Mestre, pi\u00f9 103 \u201csiti nodali\u201d  provinciali e reti Lan per migliaia di postazioni Internet. La storia di  Eda \u00e8 lunga e complessa, con molte ramificazioni, e comincia  addirittura all\u2019inizio degli anni Novanta del secolo passato, prima di  Tangentopoli, ai tempi del democristiano Vincenzo Scotti ministro  dell\u2019Interno e Giulio Andreotti capo del governo. Il Fatto Quotidiano \u00e8  in grado di raccontare passaggio per passaggio, nome per nome questa  vicenda destinata probabilmente a riservare sorprese in futuro.<\/p>\n<p>Per un certo periodo, nell\u2019autunno del 2007, la propriet\u00e0 di questo  delicatissimo strumento \u00e8 stata addirittura di Eutelia della famiglia  aretina dei Landi, societ\u00e0 commissariata alcuni giorni fa. Sei  componenti di questo gruppo familiare a febbraio 2010 sono stati  rinviati a giudizio per appropriazione indebita (33 milioni di euro pi\u00f9 3  milioni di sterline) e per altri reati tra cui il falso in bilancio e  la frode fiscale. Qualche mese prima, alle 5:20 della mattina del 10  novembre 2009, l\u2019amministratore delegato dell\u2019azienda, Samuele Landi,  armato di piede di porco e alla guida di un commando di 15 persone aveva  fatto irruzione nei locali della sede romana di Eutelia presidiata dai  lavoratori da tre mesi senza stipendio. Lo stesso signore sul blog di  paracadutisti \u201cSky Dive Tortuga\u201d era ritratto con un coltello tra i  denti e un cappellino ornato dal fregio di un teschio. Eda \u00e8 transitata  un anno fa sotto il controllo Vitrociset della signora Wesselovsky,  vedova di Camillo Crociani, amministratore Finmeccanica alla met\u00e0 degli  anni Settanta del secolo passato, un manager diventato famoso per lo  scandalo degli aerei Lockheed, poi fuggito in Messico dove \u00e8 morto. Per  decenni la Vitrociset ha avuto proprio Finmeccanica come socia con una  quota del 10 per cento poi ridotta all\u20191,46 e affidata alla controllata  Selex Sistemi Integrati di cui \u00e8 amministratrice Marina Grossi, moglie  dell\u2019attuale amministratore della stessa Finmeccanica, Pierfrancesco  Guarguaglini. Vitrociset \u00e8 anche azionista Alitalia con meno del 2 per  cento e per decenni \u00e8 stata proprietaria dei radar e dei software per il  traffico aereo nazionale. Un controllo ceduto infine su pressione del  Parlamento all\u2019Enav, ente pubblico per l\u2019assistenza al volo amministrato  da Guido Pugliesi che ha sborsato 108 milionidieuro.Proprio Pugliesi si  \u00e8 battuto a lungo perch\u00e9 Vitrociset cedesse i suoi impianti sulla base  della considerazione che l\u2019Italia non poteva restare l\u2019unico paese  sviluppato al mondo in cui la propriet\u00e0 degli apparati per l\u2019assistenza  al volo civile e militare fosse in mano ad un\u2019azienda privata.<\/p>\n<p>La  stessa Vitrociset, per\u00f2, nel frattempo \u00e8 riuscita a controllare un  altro ganglio delicato dello Stato, la rete Eda, appunto, che ha  acquistato per una cifra modesta, 28 milioni di euro, al termine di un  periodo di affitto durato 18 mesi. Praticamente niente in confronto alla  valutazione circolata ai tempi in cui la rete fu realizzata: 2 mila  miliardi di lire.<\/p>\n<p>A impiantare Eda fu la svedese  Ericsson, scelta sulla base di una triplice considerazione: possedeva le  tecnologie adeguate, aveva il Nos, il nulla osta di sicurezza, e tra le  aziende di pari caratteristiche sul mercato, tipo Siemens o Alcatel,  era la pi\u00f9 \u201citaliana\u201d avendo acquistato Fatme e Sielte. Nel 2000 da  Ericsson nasce Ericsson Enterprise a cui viene affidato il controllo  della rete italiana tra le polizie, di l\u00ec a poco venduta a Damovo (Data  Mobile Voice) del fondo di investimenti Apax e subito dopo battezzata  Eda. Finmeccanica che con Selex nel frattempo stava sviluppando il  sistema di comunicazioni di sicurezza Tetra, comincia a metterci gli  occhi su e moltiplica le attenzioni quando alla fine del 2006 Eda, che  vive sui canoni pagati dalle forze di polizia, entra in crisi di  liquidit\u00e0. Nell\u2019azionariato della rete, per\u00f2, si affacciano la banca  d\u2019affari francese Lazard e Deutsche Bank. Passano pochi mesi e  nell\u2019autunno 2007 Eda finisce nell\u2019orbita Eutelia, ma dopo poco viene  dichiarata fallita. Entra cos\u00ec in un girone di grande confusione,  seguito con apprensione da Nicola Izzo, direttore dei servizi  tecnico-logistici del Viminale, incarico che di l\u00ec a poco lascia per  assumere quello di vice capo della Polizia e che trasferisce a Giovanna  Iurato il cui nome compare nella famosa \u201clista delle case Anemone\u201d,  nominata prefetto de L\u2019Aquila all\u2019inizio di maggio. Izzo e Iurato sono  indagati nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta sugli appalti per la sicurezza a  Napoli, compreso quello per il centro elaborazione dati delle forze  dell\u2019ordine affidato ad una societ\u00e0 Finmeccanica, la Elsag Datamat,  guidata dal marito della Izzo.Nell\u2019ambito della stessa inchiesta viene  sentita come testimone anche la signora Grossi, moglie del capo  Finmeccanica e amministratrice Selex, socia di Vitrociset.<\/p>\n<p>La  cura del fallimento Eda viene affidata a Oberdan Tommaso Scozzafava che  nel 2008 affitta la rete a Vitrociset. A quel punto la signora  Wesselovsky per rafforzare la parte telecomunicazioni assume come  manager Tommaso Pompei (ex Wind, ex Tiscali) il quale, per\u00f2,  nell\u2019autunno del 2009 diventa pure amministratore di Eutelia, anche se  per poco tempo, perch\u00e9 lascia con una frettolosa lettera di dimissioni.  Eda viene messa in vendita dal curatore, la base d\u2019asta \u00e8 di quasi 60  milioni di euro, nessuno avanza offerte e alla fine, al terzo tentativo,  la gigantesca rete interpolizie viene acquistata da Vitrociset per  appena 28 milioni di euro. \u00c8 un grande affare. Vitrociset considera  l\u2019acquisto il primo passo per la creazione di un sistema di \u201chomeland  security\u201d, sicurezza nazionale, obiettivo che, per\u00f2, si prefigge pure  Finmeccanica. Eda a questo punto diventa pi\u00f9 preziosa che mai.<em><\/em><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Daniele Martini sul Fatto Quotidiano via Grnet.it Viene male all\u2019idea che la supersegreta, supersicura, superprotetta rete di comunicazione tra Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza non sia in mano allo Stato, ma in quelle di una signora di origini polacche, Edoarda Wesselovsky, attrice di una qualche notoriet\u00e0 in giovent\u00f9. 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