{"id":19858,"date":"2010-06-21T13:48:56","date_gmt":"2010-06-21T11:48:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=19858"},"modified":"2010-06-21T13:48:56","modified_gmt":"2010-06-21T11:48:56","slug":"la-lista-nera-delle-aziende-partecipate-della-regione-piemonte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/06\/21\/la-lista-nera-delle-aziende-partecipate-della-regione-piemonte\/","title":{"rendered":"La lista nera delle aziende partecipate della Regione Piemonte"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www3.lastampa.it\/torino\/sezioni\/economia\/articolo\/lstp\/249592\/\">Via LaStampa.it<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Serve un piano industriale per la valorizzazione  delle partecipazioni anche  tramite dismissioni, fusione o liquidazione  di alcune di esse\u00bb. La richiesta di  Mariella Enoc, presidente di  Confindustria Piemonte, \u00e8 contenuta in un dossier  consegnato alla  giunta Cota che analizza cinque anni di conti di 26 societ\u00e0 oggi   controllate da Finpiemonte partecipazioni. I risultati? Ci sono 11  societ\u00e0 che  dal 2004 al 2009 hanno accumulato deficit su deficit  (alcune con brevi  intervalli di pareggio o di utile) e di queste ce ne  sono sette che secondo  Confindustria richiedono \u00abuna maggiore  attenzione\u00bb. La stessa attenzione che  deve essere posta su Sito, la  societ\u00e0 che gestisce l\u2019Interporto di Orbassano,  che registra utili ma  che necessita di una profonda revisione delle sua  mission anche in  seguito alla realizzazione della Torino-Lione.<\/p>\n<p>Nel  dossier di  Confindustria si sottolinea come una delle criticit\u00e0 maggiori di  questo  sistema sia legata alla \u00abmodesta redditivit\u00e0 del portafoglio   partecipazioni\u00bb. Il motivo? \u00abLe scarse efficienze nella struttura  organizzativa  delle partecipate e un\u2019inefficiente razionalizzazione dei  servizi\u00bb, spiega Paolo  Ballistreri, segretario generale di  Confindustria. Per cercare di capire che  cosa \u00e8 successo \u00e8 necessario  analizzare i risultati di bilancio di quelle sette  societ\u00e0 che  potrebbero rientrare in un\u2019ipotetica \u00abblack list\u00bb.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nPartiamo da   Monterosa 2000 (partecipata al 61% dalla comunit\u00e0 montana della Valsesia  e per  il 31,5 da Finpiemonte). Il suo scopo \u00e8 promuovere e valorizzare  l\u2019attivit\u00e0  turistico-ricettiva in Valsesia, ma per farlo ha accumulato  in cinque anni un  reddito netto negativo di 6,3 milioni, anche se nel  2009 ha dimezzato il  risultato negativo del 2008.<br \/>\nUn discorso  analogo vale per Villa Gualino spa,  la storica residenza sulla collina  di Torino, gestita da una societ\u00e0 mista tra  Finpiemonte e Camera  commercio di Torino, che in cinque anni accumula solo segni  negativi  fino a una cifra complessiva di 5,2 milioni, ma con una buona   performance nel 2009, che riduce a un quarto il deficit del 2008: meno  554 mila  euro contro gli oltre 2 milioni.<br \/>\nNel campo della formazione  le perplessit\u00e0 di  Confindustria si concentrano su Citt\u00e0 Studi di  Biella spa. In questo caso non  sono disponibili i dati dei bilanci 2008  e 2009, ma nei quattro anni precedenti  si \u00e8 arrivati a un reddito  netto negativo di 5,8 milioni.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 il capitolo di  Torino  Nuova Economia, la societ\u00e0 nata per valorizzare le aree dismesse dalla   Fiat a Mirafiori, che solo per gli anni 2006-2007 registra un segno meno   superiore al milione. Qualche preoccupazione c\u2019\u00e8 anche per la societ\u00e0  Sviluppo  Investimenti territorio, nata dalla fusione di Soprin e  Sinatec, che sul  bilancio 2009 segna un risultato negativo di 546 mila  euro.<br \/>\nE poi c\u2019\u00e8 il  settore della logistica, dove serve una  riflessione pi\u00f9 ampia, ma dove c\u2019\u00e8 una  societ\u00e0 &#8211; Cim, che gestisce  l\u2019interporto di Novara &#8211; che segna meno 5,5 milioni  di euro in sei anni  con una parentesi di pi\u00f9 3 milioni nel 2006. Da chiarire  anche il  futuro di Slala, la fondazione nata per programmare sul territorio   alessandrino lo sviluppo del retro-porto di Genova.In sei anni d\u2019attivit\u00e0 l\u2019intero comparto formato da  otto societ\u00e0  ha registrato una perdita complessiva di 14,4 milioni. Le  criticit\u00e0 maggiori,  secondo il dossier di Confindustria, sono  rappresentate da Monterosa 2000 e da  Villa Gualino Spa, che registrano  perdite superiori ai 6 e ai 5 milioni.<\/p>\n<p>In  rosso anche Expo  Piemonte spa, complessivamente per circa 1 milione e Villa  Melano (meno  410 mila euro). Fingranda spa, dopo i primi due anni positivi, ha   iniziato a collezionare segni negativi: 621 mila euro in tutto.  L\u2019Agenzia di  Pollenzo, invece, a partire dal 2005 ha iniziato a  registrare piccoli attivi  fino ai 48 mila del 2009 che fanno scendere  il risultato negativo di sei anni a  760 mila euro. Pi\u00f9 contenuta, 89  mila euro, la situazione negativa per la  societ\u00e0 Canavese sviluppo spa.  Chiude con un segno pi\u00f9 la societ\u00e0 La Tuno srl: 6  mila euro. Nel dossier di Confindustria Piemonte il  settore  risulta aver accumulato un risultato negativo in sei anni di 1,8   milioni, ma il dato deriva dalla differenza delle perdite della Citt\u00e0  Studi di  Biella, che superano di poco i 5,8 milioni (mancano i dati dei  bilanci del 2008  e del 2009), e degli utili di Icarus, che sfiorano i 4  milioni.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via LaStampa.it Serve un piano industriale per la valorizzazione delle partecipazioni anche tramite dismissioni, fusione o liquidazione di alcune di esse\u00bb. La richiesta di Mariella Enoc, presidente di Confindustria Piemonte, \u00e8 contenuta in un dossier consegnato alla giunta Cota che analizza cinque anni di conti di 26 societ\u00e0 oggi controllate da Finpiemonte partecipazioni. 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