{"id":20505,"date":"2010-07-26T12:30:46","date_gmt":"2010-07-26T10:30:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=20505"},"modified":"2010-07-26T12:30:46","modified_gmt":"2010-07-26T10:30:46","slug":"islanda-lisola-senza-bavaglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/07\/26\/islanda-lisola-senza-bavaglio\/","title":{"rendered":"Islanda, l&#8217;isola senza bavaglio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2010\/07\/26\/news\/islanda_paese_senza_bavaglio-5830551\/?ref=HREC1-1\">Via Repubblica.it<\/a><\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"islanda\" src=\"http:\/\/www.repubblica.it\/images\/2010\/07\/26\/093918423-ddd92458-a551-43f5-b705-defef12a8883.jpg\" alt=\"\" width=\"118\" height=\"167\" \/>Alle tre di quella notte, quando il parlamento \u00e8 stato chiamato a  votare, la deputata anarchica Birgitta Jonsdottir non era affatto certa  che la sua proposta sarebbe passata. E un mese dopo ancora si chiede se  tutti i colleghi avessero capito l&#8217;entit\u00e0 della sfida che la piccola  Islanda si impegnava a lanciare all&#8217;universo mondo &#8211; a Stati di polizia e  a compagnie petrolifere, al Pentagono e a grandi banche, gi\u00f9 gi\u00f9  digradando fino all&#8217;Italia di Silvio Berlusconi. Ma fosse pure con il  contributo di una scarsa consapevolezza, del sonno o della fretta di  andare in ferie, sul tabellone elettronico \u00e8 apparso, ricorda Birgitta,  &#8220;un mare verde. Approvato all&#8217;unanimit\u00e0. Ero stupefatta&#8221;. Da quel 16  giugno, un Paese di trecentomila abitanti promette uno scudo quasi  totale ai disvelatori di segreti &#8211; segreti militari, segreti  istruttorii, segreti societari, segreti di Stato.<\/p>\n<p>Se documenti  sottratti per un interesse pubblico saranno immessi in Internet da un  server con base in Islanda, la giustizia dell&#8217;isola non potr\u00e0 impedirne  la divulgazione, tentare di scoprire chi li abbia rivelati, dare seguito  a condanne comminate da tribunali esteri in base a leggi contrarie alle  norme islandesi. Ancora: se uno Stato o un privato si ritenesse  diffamato e ricorresse davanti ad una corte straniera, la societ\u00e0  islandese proprietaria del computer (il server) che ha immesso in Rete  carte segrete non solo non potr\u00e0 essere intimidita con la minaccia di  quei processi dai costi esorbitanti <script src=\"http:\/\/www.repubblica.it\/javascript\/adtags\/jx_speciale.js\" type=\"text\/javascript\"><\/script><script src=\"http:\/\/oas.repubblica.it\/RealMedia\/ads\/adstream_jx.ads\/repubblica.it\/nz\/esteri\/interna\/1945030148@Middle\"><\/script> che stanno costringendo all&#8217;autocensura molto giornalismo  occidentale, ma sar\u00e0 autorizzata a rispondere con una contro-citazione  davanti ad una corte dell&#8217;isola, dichiarandosi vittima di una minaccia  alla libert\u00e0 d&#8217;espressione.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nPer capire come andr\u00e0 a finire la  sfida islandese occorrer\u00e0 attendere la normativa d&#8217;attuazione (la  risoluzione, intitolata Icelandic Modern Media Iniziative, impegna il  parlamento a modificare quattordici leggi, tempo previsto: un anno).  Stando alle premesse, l&#8217;Islanda potrebbe diventare il bunker mondiale  del giornalismo investigativo, le Cayman Islands di un&#8217;informazione n\u00e9  manipolatoria n\u00e9 omissiva. Ma anche attirare specialisti della  disinformazione e mestieranti della calunnia. Potrebbe arretrare sotto  l&#8217;incalzare di silenziose pressioni internazionali. Oppure restituire la  voce agli zittiti &#8211; dissidenti, perseguitati, disomogenei. Nel  frattempo l&#8217;interesse che la deputata Birgitta Jonsdottir ha registrato  nel parlamento europeo, soprattutto nel gruppo liberale, suggerisce che  l&#8217;iniziativa islandese abbia gi\u00e0 ottenuto un risultato cospicuo:  chiamare alla riscossa contro la massa di divieti, ingiunzioni e  intimidazioni che da quasi un decennio sta comprimendo la libert\u00e0  d&#8217;espressione anche negli Stati di diritto occidentali, spesso con il  pretesto della lotta al terrorismo.<\/p>\n<p>Per quanto poi riguarda  l&#8217;Italia, quel che offre l&#8217;Islanda gi\u00e0 adesso permette di aggirare i  divieti che in origine appartenevano alla goffa proposta del ministro  Alfano. Nel concreto, chi volesse divulgare intercettazioni dal  contenuto significativo non dovrebbe fare altro che mandare le fotocopie  del documento originale ad un sito specializzato nella divulgazione di  segreti (il pi\u00f9 seguito, Wikileaks. org, ora ha la base ufficiale in  Islanda). Per posta, ad uno degli indirizzi indicati nel sito Wikileaks;  oppure via Internet attraverso il software Tor, gratuito, che  costruisce un gioco di carambole tra computer e rende difficilissimo  identificare il mittente. Il personale di Wikileaks verificherebbe  l&#8217;autenticit\u00e0 del documento attraverso i suoi collaboratori in Italia, e  tempo qualche giorno o qualche settimana, lo metterebbe in rete.  Secondo Smari Mc Carthy, matematico e portavoce di quella Digital  Freedom Society che ha avuto un ruolo importante nella formulazione  della proposta islandese, &#8220;una volta che il documento fosse in Internet,  i media italiani potrebbero riprenderlo senza temere ritorsioni&#8221;. La  tesi di Mc Carthy \u00e8 perlomeno discutibile, ma \u00e8 meno controverso che non  mancherebbero media internazionali disposti a dare pubblicit\u00e0 a ghiotti  segreti italici, soprattutto nei Paesi dove l&#8217;informazione gode di  forti protezioni. Dunque quanto pi\u00f9 la legge Alfano tentasse di  nascondere, tanto pi\u00f9 ostenterebbe scandali e inadeguatezza  dell&#8217;esecutivo.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Repubblica.it Alle tre di quella notte, quando il parlamento \u00e8 stato chiamato a votare, la deputata anarchica Birgitta Jonsdottir non era affatto certa che la sua proposta sarebbe passata. 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