{"id":20581,"date":"2010-07-30T06:51:30","date_gmt":"2010-07-30T04:51:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=20581"},"modified":"2010-07-30T08:34:18","modified_gmt":"2010-07-30T06:34:18","slug":"la-fenomelogia-del-raviolo-cinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/07\/30\/la-fenomelogia-del-raviolo-cinese\/","title":{"rendered":"La fenomenologia del raviolo cinese"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/bertola.eu\/nearatree\/?p=1908\">Via Vittorio Bertola<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Il problema principe viene insieme al  piatto principe: il raviolo. Qui tutti mangiano ravioli: \u00e8 il cibo pi\u00f9  normale e frequente. E sono buonissimi: la pasta \u00e8 sottile, appiccicosa  (spesso bisogna tirare per staccarla dal piatto o dalla carta che  mettono sotto), elastica e resistente, ma consistente quando la mordi;  il ripieno varia dalla semplice palletta di carne (ma decisamente pi\u00f9  grossa che nei nostri ravioli) a misture varie, ad esempio granchio e  maiale, oppure verdure, oppure tutto quello che volete, accompagnato dal  suo brodo. In pi\u00f9, dopo essere stati cotti al vapore nelle  caratteristiche scatole tonde di legno, spesso vengono \u201cfritti\u201d ovvero  passati alla piastra su un fondo di grasso non meglio precisato,  ottenendo su un lato una crosta pi\u00f9 dura e croccante.<\/p>\n<p>Nel centro commerciale qui vicino, all\u2019interno del <em>\u201cpalazzo del cibo\u201d<\/em> &#8211; quattro piani in cui ai livelli pi\u00f9 bassi vendono il cibo, ai livelli  intermedi te lo danno da mangiare al volo e ai livelli pi\u00f9 alti ci sono  dei ristoranti \u2013 c\u2019\u00e8 un bugigattolo che d\u00e0 ravioli fritti preparandoli  al momento. La catena del lavoro \u00e8 la seguente: c\u2019\u00e8 una gigantesca palla  di ripieno, grande come un bambino, in mezzo a un tavolo, attorno al  quale ci sono una dozzina di inservienti gomito a gomito che ne prendono  una manciata alla volta e lo mettono nel tondino di pasta, quindi con  gesti frenetici chiudono il raviolo e lo mettono in una grossa teglia  rotonda. La teglia viene cotta e passata sulla piastra, fino ad arrivare  al capo cameriere che fa le porzioni e le mette nelle vaschette,  servendo il primo della fila. Il tutto si svolge a una velocit\u00e0 da  capogiro che nel nostro immaginario assomiglia molto all\u2019idea dei  bambini pakistani che cuciono palloni, ma che qui \u00e8 considerata normale e  anzi segno onorevole di un meritevole duro lavoro da parte dei  dipendenti del posto.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Si fa presto, per\u00f2, a pensare di mangiare  un raviolo; la realt\u00e0 purtroppo \u00e8 diversa. Il primo livello \u00e8 riuscire a  prenderlo con le bacchette; generalmente ci\u00f2 \u00e8 reso semplice dalla  flessibilit\u00e0 e appiccicosit\u00e0 della pasta, ma le cose diventano difficili  se per caso comincia a colare del sugo, in quanto si verificher\u00e0 il  fenomeno gi\u00e0 citato dell\u2019unzione della pasta e della bacchetta, che  trasformer\u00e0 il raviolo in una saponetta.<\/p>\n<p>Potreste poi essere tentati di prendere  il raviolo e darci un morso per mangiarne met\u00e0 alla volta: anche questo \u00e8  un errore mortale. Infatti, non solo la pasta non \u00e8 cos\u00ec facile da  tagliare e spesso vi troverete la pasta attaccata ai denti che viene via  per intero e il ripieno che cade di sotto, ma l\u2019apertura inconsulta del  raviolo provocher\u00e0 la fuoriuscita di un lago di brodo a temperatura  ustionante; il brodo si trova spesso ad alta pressione e dunque partir\u00e0  uno schizzo che colpir\u00e0 la vostra maglietta, la maglietta del vicino, il  vostro naso, la borsa del tizio di fronte o altri oggetti vicini a  piacimento.<\/p>\n<p>La seconda strategia che viene naturale,  imparando dai propri errori, \u00e8 dunque quella di mangiare il raviolo  tutto intero. Siete gi\u00e0 sulla buona strada, ma occhio: dopo averlo preso  con le bacchette e inserito in bocca, evitate di darci un bel morso,  perch\u00e9 a quel punto lo schizzo di brodo a ventottomila gradi vi colpir\u00e0  il palato e la lingua e ve li porter\u00e0 via; avrete poco da piangere e da  strapparvi i capelli, il vostro senso del gusto sar\u00e0 volato via per  sempre o perlomeno per un paio di giorni. Inoltre, se il raviolo \u00e8 un  po\u2019 grosso, vi occuper\u00e0 tutta la bocca e la gola, e dopo dieci secondi  vi troverete nella spiacevole situazione di non poterlo masticare perch\u00e9  la temperatura \u00e8 ancora ustionante, non poterlo rigirare perch\u00e9 non c\u2019\u00e8  lo spazio per farlo, e di non riuscire pi\u00f9 a respirare perch\u00e9 la gola \u00e8  bloccata dal raviolo: rischierete il soffocamento.<\/p>\n<p>Alla fine abbiamo elaborato una terza  strategia: sollevare il raviolo con le bacchette, e darci un piccolo  morso in un angolo, prendendo soltanto la pasta, per aprirvi un buco.  Quindi soffiare dentro per raffreddarlo, e nel contempo succhiare il  brodo dal buco un po\u2019 alla volta fino a depotenziare l\u2019arma letale del  raviolo. A quel punto \u00e8 possibile morderlo con pi\u00f9 tranquillit\u00e0 e  masticarlo un po\u2019 alla volta. Cos\u00ec, pi\u00f9 o meno, funziona: sempre che  qualcosa non vada storto, e ad esempio il brodo non cominci a colare  generando l\u2019effetto saponetta, oppure il raviolo vi cada dalle bacchette  a buco aperto e si rovesci cominciando a sputare fuori brodo su tutta  la vaschetta.<\/p>\n<p>Per\u00f2, nonostante questo, ne vale davvero la pena: perch\u00e9 qui i ravioli sono davvero buonissimi.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Vittorio Bertola Il problema principe viene insieme al piatto principe: il raviolo. Qui tutti mangiano ravioli: \u00e8 il cibo pi\u00f9 normale e frequente. E sono buonissimi: la pasta \u00e8 sottile, appiccicosa (spesso bisogna tirare per staccarla dal piatto o dalla carta che mettono sotto), elastica e resistente, ma consistente quando la mordi; il ripieno &#8230; <a title=\"La fenomenologia del raviolo cinese\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/07\/30\/la-fenomelogia-del-raviolo-cinese\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La fenomenologia del raviolo cinese\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27,31],"tags":[604,99],"class_list":["post-20581","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cibo","category-mondo","tag-bertola","tag-cina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20581","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20581"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20581\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20583,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20581\/revisions\/20583"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}