{"id":20778,"date":"2010-08-13T12:44:42","date_gmt":"2010-08-13T10:44:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=20778"},"modified":"2010-08-13T12:44:42","modified_gmt":"2010-08-13T10:44:42","slug":"il-grande-fratello-google","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/08\/13\/il-grande-fratello-google\/","title":{"rendered":"Il grande fratello Google"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/tecnologia\/2010\/08\/13\/news\/google_spia-6257171\/?ref=HREC1-5\">Via Repubblica.it<\/a><\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Ecco il Grande fratello Google  Ci scheda per la pubblicit\u00e0\" src=\"http:\/\/www.repubblica.it\/images\/2010\/08\/13\/083240698-a2405ef6-64e2-436c-8a9e-134341645217.jpg\" alt=\"Ecco il Grande fratello Google  Ci scheda per la pubblicit\u00e0\" width=\"300\" height=\"175\" \/><!-- fine FOTO1 --> <!-- inizio TESTO --><strong><\/strong>Google  ci spia. Traccia e registra i nostri movimenti sulla rete. Vede quello  che cerchiamo, vede quello che leggiamo o guardiamo. Sa dove siamo.  Conosce i nostri interessi, anche quelli che vogliamo tenere nascosti.  Controlla il contenuto e i destinatari delle nostre email. Pochi lo  sanno, qualcuno lo sospetta, quasi tutti lo ignorano, ma \u00e8 proprio cos\u00ec.  Ci spia. E poi ci scheda, conservando la mole di informazioni che ci  riguardano in un database per un anno e mezzo. Otto italiani su dieci  che usano Internet sono finiti nei database di Google. Pi\u00f9 riesce a  conoscerci, pi\u00f9 specifica, corrispondente ai nostri gusti e quindi  efficace sar\u00e0 la pubblicit\u00e0 che ci far\u00e0 trovare sui siti che visitiamo.  Per i cervelloni del marketing \u00e8 semplicemente behavioral advertising,  pubblicit\u00e0 personalizzata. I difensori della privacy, invece, usano un  termine pi\u00f9 sinistro: profiling. Profilazione degli utenti. Ormai lo  fanno quasi tutti i pi\u00f9 grossi operatori del web. Ma nessuno in maniera  capillare quanto il gigante di Mountain View. Ma quante informazioni  riesce a raccogliere il colosso della rete?<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Repubblica ha assistito in diretta alla &#8220;profilazione&#8221;, grazie a Matteo  Flora, esperto di sicurezza su internet a capo di TheFool, una societ\u00e0  che offre servizi anti-schedatura. Abbiamo navigato per 10 minuti come  farebbe un qualsiasi utente: abbiamo visitato il sito di Repubblica,  abbiamo letto un articolo che parlava di Berlusconi, poi la notizia del  passaggio di Mourinho al Real Madrid, siamo passati su un sito di  vendita di automobili, abbiamo visto un&#8217;intervista al regista James  Cameron, poi abbiamo controllato il nostro conto in banca e spedito un  messaggio a un amico su Facebook. Su un altro computer &#8211; dotato di un  software in grado di fare il profiling &#8211; abbiamo potuto vedere con gli  occhi di Google. Risultato: al numero 4344222, identificativo del  browser (il software di navigazione, in questo caso Explorer), era  associato il nostro nome e cognome, carpito al momento dell&#8217;accesso a  Facebook. Poi una lista di parole: Berlusconi, Repubblica, sinistra,  politica, opposizione, Bersani, banca (e il nome del nostro istituto),  Inter, Mourinho, Real Madrid, calcio, sport, film, cinema, Avatar, 3d,  Cameron, avventura, automobile (e l&#8217;indicazione di un modello specifico  da noi pi\u00f9 volte cliccato), utilitaria, usato. Classificate per  importanza.<br \/>\n&#8220;Google personalizza gli annunci in base ai nostri reali  interessi &#8211; spiega Matteo Flora &#8211; ecco quindi che la pubblicit\u00e0 non \u00e8  pi\u00f9 una scocciatura, ma diventa persino utile. E remunerativa per chi te  la propone. Per cui un utente che naviga abitualmente su siti di  automobili, si trover\u00e0 sparsi ovunque annunci di vendita di auto, anche  su portali che non c&#8217;entrano niente con quel settore&#8221;. Tecnicamente  quindi Google \u00e8 una mega concessionaria di pubblicit\u00e0 che \u00e8 riuscita a  risolvere una volta per tutte l&#8217;antico problema del target, quello su  cui generazioni di venditori hanno sbattuto la testa. Tutto a discapito  per\u00f2 della nostra privacy.<br \/>\n&#8220;\u00c8 il prezzo che paghiamo per i costosi  prodotti che Google distribuisce gratuitamente &#8211; spiega ancora Flora &#8211;  con la navigazione di fatto offriamo inconsapevolmente dati personali e  dati sensibili riguardanti, ad esempio, l&#8217;orientamento sessuale, la  salute, la religione che nemmeno i servizi segreti pi\u00f9 intrusivi  potrebbero avere&#8221;. Come se fossimo tutti intercettati, 24 ore su 24.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Repubblica.it Google ci spia. Traccia e registra i nostri movimenti sulla rete. Vede quello che cerchiamo, vede quello che leggiamo o guardiamo. Sa dove siamo. Conosce i nostri interessi, anche quelli che vogliamo tenere nascosti. Controlla il contenuto e i destinatari delle nostre email. Pochi lo sanno, qualcuno lo sospetta, quasi tutti lo ignorano, &#8230; <a title=\"Il grande fratello Google\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/08\/13\/il-grande-fratello-google\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il grande fratello Google\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11,6],"tags":[162,274],"class_list":["post-20778","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diritti","category-internet","tag-google","tag-privacy"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20778","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20778"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20778\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20779,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20778\/revisions\/20779"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20778"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20778"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20778"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}