{"id":20893,"date":"2010-08-23T08:30:03","date_gmt":"2010-08-23T06:30:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=20893"},"modified":"2010-08-23T08:44:08","modified_gmt":"2010-08-23T06:44:08","slug":"levi-levi-anselmi-la-stampa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/08\/23\/levi-levi-anselmi-la-stampa\/","title":{"rendered":"Levi, Levi, Anselmi, La Stampa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/primapagina.wordpress.com\/2010\/08\/21\/ritratti-de-la-stampa-giorgio-levi\/\">Via Prima Pagina<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Quando Giorgio Levi tenta la prima scalata a La Stampa \u00e8 il 1974.  Reduce del Sessantotto, cultura balbettante, fuori corso all\u2019universit\u00e0,  quattro facolt\u00e0 cambiate, nemmeno una conclusa, nessuna laurea. Indossa  giacche di velluto liscio come Robert Reford in \u201cTutti gli uomini del  presidente\u201d e mette il taccuino intonso nella tasca posteriore dei  pantaloni come Dustin Hoffmann. Ha l\u2019incrollabile convizione che il suo  mestiere \u00e8 quello del giornalista. Ma non in un posto qualunque, il suo \u00e8  La Stampa.<\/p>\n<p>Il direttore Arrigo Levi nel 1974<\/p>\n<p><!--more-->In quell\u2019anno il numero uno nella nuova sede di via Marenco \u00e8 Arrigo  Levi. Nella primavera del \u201974 Levi (Giorgio) ottiene, per vie traverse,  un colloquio con il direttore. Quando \u00e8 sulla porta dell\u2019ufficio di  direzione (che allora era molto diverso da quello che \u00e8 oggi) si  presenta:<br \/>\n\u201cSono Levi\u201d.<br \/>\nSeduto sulla sua poltrona c\u2019\u00e8 Arrigo: \u201cLevi\u201d.<br \/>\nIl giovane Levi capisce subito che la coincidenza non \u00e8 un buon  segno, il vecchio Levi \u00e8 tignoso su questa storia del cognome. Ha del  whisky in un ripiano della libreria, ne offre un bicchiere al Levi  piccolo:<br \/>\n\u201cChe cosa posso fare per te?\u201d.<br \/>\n\u201cBeh\u2026parlarmi delle rose selvatiche del Giappone? Non credo\u201d.<br \/>\n\u201cHai fatto l\u2019universit\u00e0?\u201d.<br \/>\n\u201cAlcune, pi\u00f9 d\u2019una, per la verit\u00e0\u201d.<br \/>\n\u201cMa che bravo, quella di adesso?\u201d.<br \/>\n\u201cScienze politiche\u201d.<br \/>\n\u201cBene, sei vicino alla laurea allora?\u201d.<br \/>\n\u201cDirettore, sono qui perch\u00e9 voglio fare il giornalista\u201d.<br \/>\n\u201cMhhh\u2026dunque. S\u00ec capisco. Abbiamo bisogno di giovani\u201d.<br \/>\n\u201cEcco\u201d.<br \/>\n\u201cPer\u00f2 io Levi che assumo un Levi, non sei nemmeno mio figlio, ti confesso che \u00e8 complicato\u201d.<br \/>\n\u201cNon \u00e8 colpa mia se ci chiamiamo Levi, e io non sono nemmeno suo cugino\u201d  (questa risposta la penser\u00e0, se la ripeter\u00e0 per anni, ma l\u00ec con il suo  whiskie in mano non la dice).<br \/>\n\u201cGuarda, io ti direi per il momento fai esperienza, diventa un bravo cronista, fatti le ossa,  poi vediamo\u201d.<br \/>\n\u201cE \u2018proprio quello che pensavo di fare\u201d.<br \/>\nLevi congeda Levi con la promessa di ripensarci. A tutt\u2019oggi, anno  2010, non deve averci ancora pensato perch\u00e9 i due Levi non si sono mai  pi\u00f9 visti.<\/p>\n<p>Il direttore Giulio Anselmi, 35 anni dopo<br \/>\nIl secondo colloquio della vita con il direttore della Stampa \u00e8 nel  2007, 35 anni esatti dopo il primo. Per alcuni un tempo ragionevole.  Levi, che entra ed esce dal giornale da alcuni anni con numerosi quanto  frustranti contratti a tempo, chiede ad un giudice di arbitrare la  partita. Il giudice ci pensa un po\u2019 poi in una assolata mattina di  novembre fischia la fine dell\u2019incontro e mette d\u2019accordo  tutti, ancora  prima che inizi un processo. E Levi pu\u00f2 entrare a La Stampa.  L\u2019accoglienza avviene ai piani amministrativi, strette dimano, firme, un  sacco di gente, cominciano i primi sgambetti, tira lasolita filuera,  sorrisi, benvenuto Levi. Nelle assunzioni normali il direttore riceve il  neo redattore, gli dice qualcosa tipo bene arrivato a bordo, gli augura  buon lavoro e due ore dopo gli morde i polpacci.<br \/>\nPer Levi il rito dovrebbe essere superato dai fatti. Ma non \u00e8 cos\u00ec.  Il direttore \u00e8 Giulio Anselmi e vuole vedere Levi ad ogni costo.<br \/>\nLa porta dell\u2019ufficio \u00e8 la stessa di 35 anni prima. Anselmi \u00e8 dietro  la sua scrivania con gli occhi a fessura, le labbra serrate, i movimenti  facciali ridotti ai minimi termini. Il solito modellino di 500 rossa  d\u2019epoca sul ripiano della libreria.<br \/>\n\u201cLevi, entra\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCiao direttore, come stai?\u201d.<br \/>\n\u201cSiediti\u201d.<br \/>\n\u201cEccoci qui\u201d.<br \/>\n\u201cVuoi che dica la verit\u00e0?\u201d.<br \/>\n\u201cSono qui per questo, direttore\u201d.<br \/>\n\u201cIo,fosse dipeso da me, fossi stato io a dover decidere, avessi potuto pensarci, non ti avrei mai assunto\u201d.<br \/>\n\u201cCerto, direttore\u201d.<br \/>\n\u201cE\u2019 un giudice che lo impone all\u2019azienda\u201d.<br \/>\n\u201cLo so, \u00e8 andata cos\u00ec\u201d.<br \/>\n\u201cTi mando alla redazione di Vercelli\u201d.<br \/>\n\u201cMa che meraviglia, sono proprio contento\u201d.<br \/>\n\u201cDa oggi sei uno come tutti gli altri\u201d.<br \/>\n\u201cQuesto s\u00ec\u201d.<br \/>\n\u201cBene, se un giorno vuoi tirarti fuori da l\u00e0 datti da fare\u201d.<br \/>\nLevi si aggiusta la cravatta porta fortuna comprata allo spaccio del  campus di Berkley, fa un cenno ad Anselmi, che storta la bocca in una  smorfia. Il primo treno per Vercelli parte tre giorni dopo, in pieno  inverno. Levi sulla banchina di Porta Susa si aggiusta il sacco sulle  spalle, ripieno di generi di conforto. Nell\u2019ordine pullover, cappello di  lana, coltellino svizzero, taccuini, medicine, alimentari vari, tshirt  di ricambio. Non si sa mai.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Prima Pagina Quando Giorgio Levi tenta la prima scalata a La Stampa \u00e8 il 1974. Reduce del Sessantotto, cultura balbettante, fuori corso all\u2019universit\u00e0, quattro facolt\u00e0 cambiate, nemmeno una conclusa, nessuna laurea. Indossa giacche di velluto liscio come Robert Reford in \u201cTutti gli uomini del presidente\u201d e mette il taccuino intonso nella tasca posteriore dei &#8230; <a title=\"Levi, Levi, Anselmi, La Stampa\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/08\/23\/levi-levi-anselmi-la-stampa\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Levi, Levi, Anselmi, La Stampa\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[30,32,14],"tags":[161,193],"class_list":["post-20893","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-media","category-pensieri","category-torino","tag-giornalisti","tag-lastampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20893","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20893"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20893\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20895,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20893\/revisions\/20895"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20893"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20893"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20893"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}