{"id":21051,"date":"2010-09-01T23:29:14","date_gmt":"2010-09-01T21:29:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=21051"},"modified":"2010-09-01T23:29:14","modified_gmt":"2010-09-01T21:29:14","slug":"secondo-il-nuovo-regolamento-dei-contributi-per-leditoria-internet-non-esiste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2010\/09\/01\/secondo-il-nuovo-regolamento-dei-contributi-per-leditoria-internet-non-esiste\/","title":{"rendered":"Secondo il nuovo regolamento dei contributi per l&#8217;editoria internet non esiste"},"content":{"rendered":"<p>Si tratta di contributi per l&#8217;editoria o di una ciambella di salvataggio per l&#8217;editoria tradizionale ? <a href=\"http:\/\/www.asca.it\/focus-EDITORIA__CON_NUOVO_REGOLAMENTO_PIU__RIGORE_SU_CONTRIBUTIPUBBLICI-3248.html\">Via Asca<\/a><\/p>\n<blockquote><p>E&#8217; pronto il regolamento per il riordino dei contributi  all&#8217;editoria. Dopo i pareri delle Commissioni parlamentari e  del Consiglio di Stato, il Dipartimento per l&#8217;editoria della  Presidenza del Consiglio, guidato da Elisa Grande, ha  provveduto alla sua riformulazione e in una delle prossime  riunioni del Consiglio dei ministri sara&#8217; all&#8217;ordine del  giorno per l&#8217;approvazione definitiva.<\/p>\n<p>Il testo del nuovo regolamento, che Asca e&#8217; in condizione  di anticipare, e&#8217; ovviamente basato sulla legislazione  esistente ma introduce maggiore rigore nella concessione dei  contributi, vincolati alle effettive vendite di giornali e  periodici, introducendo tuttavia elementi di incertezza nella  gestione delle imprese editoriali, sin qui in grado di  conoscere in via presuntiva la dimensione del sostegno di cui  potevano godere da parte pubblica.<\/p>\n<p>I quotidiani ad esempio potranno richiedere i contributi a  condizione che la testata sia venduta per almeno il 25% delle  copie distribuite (per i giornali nazionali) e 40% per i  quotidiani locali.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nAttualmente la norma e&#8217; piu&#8217; blanda, basata come e&#8217; sul  criterio della diffusione del 25% della tiratura complessiva  per i nazionali e 40% per i locali. Il nuovo regolamento  invece precisa che per copie distribuite &#8221;si intendono  quelle poste in vendita in edicola o presso punti vendita non  esclusivi, entrambi tramite contratti con societa&#8217; di  distribuzione esterne&#8221; e quelle distribuite in abbonamento a  pagamento. Non potranno essere inserite nel calcolo le copie  vendute in blocco a un prezzo inferiore a quello indicato  sulla testata.<\/p>\n<p>Cambiamenti anche nell&#8217;entita&#8217; e nel metodo di calcolo del  contributo. Per i quotidiani e&#8217; previsto un importo fisso  annuo pari al 50% dei costi ammissibili (costi direttamente  connessi all&#8217;esercizio dell&#8217;attivita&#8217; editoriale per la  produzione della testata) e comunque non superiore a 2  milioni di euro. Oggi invece la norme prevede il 50% dei  costi complessivi dell&#8217;impresa.<\/p>\n<p>Per i giornali di partito resta invariato il contribuito  fisso pari al 40%, ma relativo ai costi ammissibili e non  piu&#8217; a quelli complessivi e confermati anche i criteri per i  contributi variabili. Confermato anche che l&#8217;insieme dei  contributi non potra&#8217; superare il 70% dei costi ammissibili.<\/p>\n<p>L&#8217;art. 3 del regolamento inoltre stabilisce che &#8221;in caso  di insufficienza delle risorse stanziate&#8221; sul capitolo del  bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio, agli aventi  diritto spettano contributi ridotti mediante riparto  proporzionale. Questo favorirebbe la cura &#8221;dimagrante&#8221; sui  capitoli editoria della Presidenza del Consiglio pretesa dal  Ministero dell&#8217;Economia: essendo le somme disponibili scese  dai 180 milioni di euro del 2009 ai circa 110 del 2010, ai  giornali tocchera&#8217; ben meno del sostegno teorico di euro  0,009 a copia, introducendo un elemento di assoluta  incertezza nei conti economici delle aziende.<\/p>\n<p>Il regolamento poi introduce disposizioni per favorire  l&#8217;occupazione. E&#8217; previsto infatti che il contributo ai  quotidiani venga ridotto del 20% quando, risultando superiore  a 2 milioni di euro, l&#8217;impresa non abbia utilizzato almeno 5  giornalisti o poligrafici regolarmente assunti con contratto  a tempo indeterminato. I contributi tra 1 e 2 milioni di euro  sono ridotti del 20% se l&#8217;impresa non abbia impiegato almeno  3 giornalisti o poligrafici. E&#8217; questo della fungibilita&#8217; dal  punto di vista occupazionale tra le figure dei giornalisti e  dei poligrafici uno dei punti ancora controversi: essendo  orientato il sostegno pubblico alla garanzia del pluralismo  corrispondeva alla presenza di un congruo numero di  giornalisti nelle testate. La possibilita&#8217; che il contributo  venga basato, invece, su altre figure professionali, non  risulterebbe coerente con lo scopo.<\/p>\n<p>Novita&#8217; anche per agenzie di informazione radiofoniche e  televisive. Viene introdotto il criterio che tali agenzie  devono avere una struttura redazionale di almeno 15  giornalisti a tempo pieno regolarmente iscritti all&#8217;Inpgi. Inoltre devono essere collegate in almeno 13 regioni (oggi la  norma prevede 12) con almeno 40 emittenti radiofoniche (oggi  non meno di 30) e diffondere oltre 2 mila notiziari l&#8217;anno  rispetto ai mille previsti oggi.<\/p>\n<p>Anche le radio nazionali per accedere ai contributi devono  avere come dipendenti almeno 5 giornalisti con contratto di  lavoro a tempo pieno e iscritti all&#8217;Inpgi. Queste radio  possono avere un rimborso fino al 60% delle spese sostenute  per abbonamento ai servizi delle agenzie di stampa fino a un  massimo di 100 mila euro ma per ogni ulteriore giornalista  dipendente il limite viene innalzato a 20 mila euro fino a un  massimo di 200 mila euro. Per le radio locali invece e&#8217;  richiesto almeno un giornalista per accedere ai contributi  (25 mila euro il tetto massimo ma aumentabile di 10 mila euro  per ogni ulteriore giornalista). Alle radio di partito e&#8217;  richiesta una struttura redazionale composta da almeno 4  giornalisti a tempo pieno.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si tratta di contributi per l&#8217;editoria o di una ciambella di salvataggio per l&#8217;editoria tradizionale ? Via Asca E&#8217; pronto il regolamento per il riordino dei contributi all&#8217;editoria. 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