{"id":23529,"date":"2011-01-03T17:44:37","date_gmt":"2011-01-03T16:44:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=23529"},"modified":"2011-01-03T17:44:37","modified_gmt":"2011-01-03T16:44:37","slug":"lanno-del-passaggio-verso-i-tablet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2011\/01\/03\/lanno-del-passaggio-verso-i-tablet\/","title":{"rendered":"L&#8217;anno del passaggio verso i tablet"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/blog.debiase.com\/2011\/01\/momento-di-passaggio-nelledito.html\">Via Luca De Biase<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Nel 2010, la Apple ha di fatto creato il mercato dei tablet.  E, connettendo il concetto a quello dell&#8217;iPhone, ha rilanciato il  mercato delle applicazioni. Concepite come software che girano su  oggetti mobili e belli.\u00a0 Il 2011 si annuncia come un grande  momento di passaggio per questo mercato. Al Ces stanno per arrivare  molti nuovi tablet con sistemi operativi diversi, da Android a Microsoft  e a Palm (probabilmente), in attesa del Rim. Questo render\u00e0 pi\u00f9  complesso il mercato delle applicazioni. Comprese quelle editoriali.<br \/>\n&#8230;<\/p>\n<p>L&#8217;editoria arrivava a prendere  in considerazione le applicazioni dopo aver vissuto l&#8217;incubo della crisi  della pubblicit\u00e0 del 2009. E sperava che le applicazioni riaccendessero  il mercato dei giornali a pagamento anche nel digitale, dopo aver visto  che sul web questo modello non passa. E ha pensato di poter  contrapporre la logica delle apps a quella del web. Di questa idea si \u00e8  fatto portavoce Chris Anderson su Wired, con il famoso e controverso  (per non dire sbagliato) titolo estivo &#8220;<a href=\"http:\/\/www.wired.com\/magazine\/2010\/08\/ff_webrip\/all\/1\">il web \u00e8 morto<\/a>&#8220;. Anderson ha poi <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=pNrf4z1R83c&amp;feature=youtube_gdata\">chiarito<\/a> che l&#8217;eccessiva drammaticit\u00e0 della titolazione era un po&#8217; dovuta a una scelta di comunicazione.<br \/>\n&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Che cosa pu\u00f2 succedere? Facciamo due scenari per le apps editoriali a pagamento:<br \/>\n1.  Lo scenario peggiore per il prossimo anno &#8211; Nel corso del 2011 le apps  editoriali a pagamento avranno altri problemi perch\u00e9 dovranno essere  scritte in linguaggi diversi, tanti quanti saranno le piattaforme sulle  quali si vorrebbe che girassero. Ci saranno sistemi editoriali per  produrle in modo pi\u00f9 industriale ma in questo senso diventeranno anche  meno &#8220;originali&#8221; e diverse. Avranno ancora pi\u00f9 difficolt\u00e0 a farsi  trovare. Costeranno sempre di pi\u00f9 in termini di software e meno in  termini di contenuti. Si innescher\u00e0 un circolo vizioso. Solo alcuni  sopravviveranno.<br \/>\n2. Lo scenario migliore per il prossimo anno &#8211; Nel  corso del 2011, un&#8217;azienda come Google (o un&#8217;altra con analoga logica)  creer\u00e0 un&#8217;edicola virtuale con costi bassi per gli editori e lancer\u00e0 una  grande campagna per diffondere i tablet con Android (o con un altro  sistema operativo alternativo a quello della Apple). Allora la Apple  dovr\u00e0 rispondere creando migliori condizioni per gli editori sulla sua  piattaforma. I costi scenderanno, la libert\u00e0 commerciale per gli editori  migliorer\u00e0, si innescher\u00e0 un circolo virtuoso. Molti nuovi entreranno  in competizione e ci sar\u00e0 spazio per diversi vincitori.<\/p>\n<p>Per le  apps gratuite con pubblicit\u00e0 la logica sar\u00e0 diversa perch\u00e9 dipender\u00e0  dalla qualit\u00e0 del contenuto, dalla velocit\u00e0 di scaricamento, dalla forza  di vendita delle concessionarie editoriali ma non avr\u00e0 remore a  connettersi con il web. Perch\u00e9 i contenuti gratuiti e la pubblicit\u00e0  connessa andranno logicamente anche sul web, sebbene con un design  diverso. Avranno pi\u00f9 lettori su tablet e avranno ancora pi\u00f9 lettori  connettendosi a pagine intelligemente collegate sul web. E quindi la  pubblicit\u00e0 avr\u00e0 un maggiore impatto. Con un circolo virtuoso. Sarebbe  logico che fossero fatte in html5, per questo, ma non \u00e8 obbligatorio per  ora perch\u00e9 l&#8217;html5 non ha ancora editor sufficientemente facili da  usare.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Luca De Biase Nel 2010, la Apple ha di fatto creato il mercato dei tablet. E, connettendo il concetto a quello dell&#8217;iPhone, ha rilanciato il mercato delle applicazioni. Concepite come software che girano su oggetti mobili e belli.\u00a0 Il 2011 si annuncia come un grande momento di passaggio per questo mercato. 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