{"id":23635,"date":"2011-01-08T18:02:28","date_gmt":"2011-01-08T17:02:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=23635"},"modified":"2011-01-08T18:02:28","modified_gmt":"2011-01-08T17:02:28","slug":"le-scelte-dei-giornali-inglesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2011\/01\/08\/le-scelte-dei-giornali-inglesi\/","title":{"rendered":"Le scelte dei giornali inglesi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/2011\/01\/08\/giornali-inglesi-online\/\">Il Post riprende in italiano un<\/a> utilissimo articolo dell&#8217;Econnomist<\/p>\n<blockquote><p>1. Ci sono ben 9 quotidiani nazionali che vendono pi\u00f9 di 200 mila copie<br \/>\n2. I tabloid Daily Mirror e Daily Express hanno perso circa due terzi della loro diffusione dalla met\u00e0 degli anni Ottanta.<br \/>\n3. La pubblicit\u00e0 si \u00e8 spostata online pi\u00f9 rapidamente che negli altri  paesi: gi\u00e0 nel 2009 erano stati spesi pi\u00f9 soldi in pubblicit\u00e0 online che  sulla carta<br \/>\n4. I giornali britannici non ricevono contributi statali, a differenza da quelli francesi o italiani<br \/>\n5. E hanno invece un\u2019agguerrita concorrenza da parte del ricco servizio pubblico della BBC<\/p>\n<p>La prima strada per affrontare i tempi nuovi \u00e8 quella, ampiamente  dibattuta, del gruppo News Corporation di Rupert Murdoch: informazione  online a pagamento. I giornali sono quattro: Times, Sunday Times, Sun,  News of the World. A differenza dal Wall Street Journal, il Times non  offre nessun contenuto gratuito: \u00e8 tutto dietro \u201cpaywall\u201d a 2 sterline  alla settimana (il giornale di carta ne costa una).<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nIl risultato del passaggio a pagamento \u00e8 stato un drastico crollo del  numero dei lettori: stando a una ricerca solo il 14% dei lettori  abituali del Times si \u00e8 mai abbonato in qualche forma al sito, e solo  l\u20191% dei non lettori abituali. La gran parte dei visitatori, di fronte  alla richiesta di abbonamento, si rivolge al sito gratuito della BBC. Ma  News Corporation ritiene che i guadagni pubblicitari siano comunque  troppo esigui (la pubblicit\u00e0 online ha rese bassissime, per la grande  concorrenza e la presunta minore efficacia) per poterci basare un  business: e preferisce invece costruire un sistema di offerte  commerciali agli abbonati (applicazioni per iPad, biglietti di  spettacoli, vacanze): circa 250 mila persone hanno fatto acquisti di  vino dal sito. In pi\u00f9, l\u2019idea \u00e8 costruire un servizio-comunit\u00e0 che  garantisca la stabilit\u00e0 degli abbonati, come per le tv a pagamento: i  concorrenti sono infatti spaventati dalla possibilit\u00e0 che Murdoch lo  arricchisca con la rete BSkyB, che sta <a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/2010\/10\/12\/murdoch-sky-regno-unito\/\">cercando<\/a> di comprare.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 la strada opposta: tutto gratis online, a partire dall\u2019idea  che proprio perch\u00e9 i guadagni pubblicitari sono unitariamente molto  bassi bisogna fare dei numeri enormi per poterli rendere validi. Scelta  che ha fatto il Daily Mail. Il <a href=\"http:\/\/www.dailymail.co.uk\/home\/index.html\">sito<\/a> del tabloid \u00e8 ricco e vivace: sempre di contenuti da tabloid si tratta,  ma pi\u00f9 virato al gossip e al sesso che al terrorismo sensazionalista.  Vanta 35 milioni di visitatori unici al mese, i suoi contenuti sono  linkatissimi, e ha schiacciato la concorrenza del Daily Express. A oggi \u00e8  il secondo sito del mondo per visite di un giornale, dopo quello del  New York Times (che per\u00f2 annuncia forme di pagamento prossime, e sar\u00e0  forse superato).<\/p>\n<p>La strategia pi\u00f9 articolata e rischiosa \u00e8 quella dei quotidiani della  famiglia Lebedev, Independent e Evening Standard. Il secondo \u00e8 stato  reso un giornale \u201cfree press\u201d, raddoppiando i lettori (sono 700 mila) e  tagliando i costi di distribuzione. Del primo (che era in notevoli  difficolt\u00e0 di raccolta pubblicitaria) \u00e8 stata creata invece una <a href=\"http:\/\/www.guardian.co.uk\/media\/gallery\/2010\/oct\/26\/the-independent-i-newspaper\">versione<\/a> economica \u2013 \u201ci\u201d \u2013 a soli 20 pence, ridotta e reimpaginata. Nessuno dei  due ha fatto investimenti particolari sui rispettivi siti: l\u2019idea \u00e8 che i  giovani possano ancora leggere i giornali di carta se possono pagarli  poco, o niente.<\/p>\n<p>Da questo elenco manca il Guardian, il pi\u00f9 innovativo tra i  quotidiani inglesi negli ultimi anni, sia in termini di grafica e  contenuto che di presenza online: oggi \u00e8 stato superato in visite dal  sito del Daily Mail, ha costi di redazione molto alti e non ha la forza  del gruppo Murdoch. Nel giro di pochi anni sembra gi\u00e0 avere bisogno di  nove strategie.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Post riprende in italiano un utilissimo articolo dell&#8217;Econnomist 1. Ci sono ben 9 quotidiani nazionali che vendono pi\u00f9 di 200 mila copie 2. I tabloid Daily Mirror e Daily Express hanno perso circa due terzi della loro diffusione dalla met\u00e0 degli anni Ottanta. 3. 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