{"id":26225,"date":"2011-06-07T07:39:14","date_gmt":"2011-06-07T05:39:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=26225"},"modified":"2011-06-06T23:46:19","modified_gmt":"2011-06-06T21:46:19","slug":"della-dignita-del-giornalismo-e-degli-uomini-contro-un-sistema-che-la-lede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2011\/06\/07\/della-dignita-del-giornalismo-e-degli-uomini-contro-un-sistema-che-la-lede\/","title":{"rendered":"Della dignit\u00e0 del giornalismo e degli uomini contro un sistema che la lede"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/blog.stefanotesi.it\/?p=921\" target=\"_blank\">Via Stefano Tesi<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Come tutte le cose, anche la dignit\u00e0 ha un principio e una fine. Senza l\u2019uno o senza l\u2019altra, resta un concetto vago, indeterminato. Prendiamo ad esempio  \u2013 argomento ahim\u00e8 attualissimo: ahim\u00e8 nel senso che \u00e8 di attualit\u00e0 sostanziale da almeno quindici anni, ma \u00e8 diventato \u201cdi moda\u201d solo da poco, quando i buoi sono irrecuperabilmente scappati dalla stalla \u2013 la dignit\u00e0 di un libero professionista.<br \/>\nSi fa presto a dire che la sua dignit\u00e0 \u00e8 lesa quando non trova lavoro, o \u00e8 costretto ad accettare compensi umilianti, o tempi di pagamento infiniti, o incarichi non consoni alla sua preparazione e alle sue qualit\u00e0 professionali. Bella scoperta. Questo \u00e8 l\u2019inizio. Poi, per\u00f2, c\u2019\u00e8 la fine. Ovvero: fino a che punto il professionista \u00e8 tenuto ad accettare quanto sopra prima di  rinunciare alla propria dignit\u00e0? In altre parole: a partire da che punto  egli per primo manca di rispetto a se stesso, sacrificandola, ed \u00e8 quindi l\u2019artefice di ci\u00f2 di cui si lamenta? Dove finisce la vittima e comincia il masochista? E a chi, quando, come, perch\u00e8 spetta di vigilare, accertare, intervenire, sanzionare, regolamentare la materia? In tutto ci\u00f2 i contrattualizzati che ruolo e quale responsabilit\u00e0 hanno? Sono colleghi o controparti? Non sanno, non capiscono o fingono di non vedere? O semplicemente se ne fregano?<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nSono domande che i giornalisti e le loro organizzazioni non amano sentirsi porre, perch\u00e8 recitare il ruolo delle vittime di una controparte cattiva e sfruttatrice piace a tutti. Piangere, paga. Se non in denaro, anche in solidariet\u00e0, in ruolo sociale e nella convinzione di stare a priori dalla parte del giusto.<br \/>\n&#8230;<br \/>\nLo sar\u00e0 se nell\u2019occasione la categoria riuscir\u00e0 finalmente a uscire dai minuetti politici, dalle ipocrisie delle reciproche e inutili legittimazioni formali, dalla retorica della pari (ma inesistente) dignit\u00e0 tra le diverse tipologie dei colleghi. E se sapr\u00e0 guardarsi in faccia senza troppe timidezze. Rendendo esplicito ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 in atto, ma sottaciuto: l\u2019annacquamento forzato e colpevolmente artificioso della categoria da un lato, la caduta a picco sia delle opportunit\u00e0 di lavoro che dei suoi margini economici.<br \/>\nSe, anche, riuscir\u00e0 a far piazza pulita dell\u2019interessata cortina fumogena che tende a rendere sfuocati i confini tra le diverse subcategorie. A far capire che il libero professionista (il freelance con partita iva, cio\u00e8) non \u00e8 un precario e che con i precari non potr\u00e0 quindi aver nulla a che spartire, anzi ne sar\u00e0 spesso un diretto concorrente. A far capire che i collaboratori di una sola testata non possono, per le stesse ragioni, essere considerati liberi professionisti, ma, secondo i casi, abusivi o co.co.pro. o qualcosa di simile. Che gli stagisti non sono giornalisti. Che i pubblicisti sono una categoria utile, ma divenuta cos\u00ec generica da aver perduto ogni significato. Che i giornalisti pensionati sono una risorsa preziosa per i giornali e per i colleghi, ma solo se non fanno concorrenza sleale scrivendo articoli gratis o nummo uno, vivendo della pensione, e se capiscono che le redazioni non sono l\u2019alternativa alle panchine dei giardinetti. Che il 70% del pubblicato \u00e8 prodotto fuori dalle redazioni. E che, forse (non ho paura di farmi nemici), si potrebbe anche cominciare a discutere se un pezzetto da 10 righe di informazioni copiaincollate sia, economicamente e contrattualmente parlando, considerabile sempre un articolo giornalistico, visto che chiunque, senza la minima preparazione pratica e teorica, \u00e8 oggi in grado di scriverlo e in sostanza gi\u00e0 lo fa. Gratis, pure.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Stefano Tesi Come tutte le cose, anche la dignit\u00e0 ha un principio e una fine. Senza l\u2019uno o senza l\u2019altra, resta un concetto vago, indeterminato. 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