{"id":26286,"date":"2011-06-12T11:16:18","date_gmt":"2011-06-12T09:16:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=26286"},"modified":"2011-06-13T00:05:37","modified_gmt":"2011-06-12T22:05:37","slug":"giornalisti-free-lance-sfruttati-con-i-soldi-pubblici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2011\/06\/12\/giornalisti-free-lance-sfruttati-con-i-soldi-pubblici\/","title":{"rendered":"Giornalisti free lance: sfruttati con i soldi pubblici"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/affaritaliani.libero.it\/mediatech\/giornalisti190510.html\">Via Affari Italiani <\/a><\/p>\n<blockquote><p>Un articolo battute scritto per La Nazione pu\u00f2 valere 2 euro, poco meno di quelli per Il Resto del Carlino, retribuiti &#8220;ben&#8221; 2,50 euro. Lordi, ovviamente. E non si pensi che sia solo il gruppo Poligrafici Editoriale a gestire &#8220;al risparmio&#8221; i suoi collaboratori: l&#8217;Ansa, principale agenzia italiana, paga 5 euro (sempre lordi) per ogni lancio, mentre la concorrente Apcom offre da 4 a 8 euro, ma non paga nulla nel caso in cui l\u2019evento assegnato non si realizzi. Una testata storica e prestigiosa come Il Messaggero non supera i 27 euro ad articolo (ma le brevi valgono solo 9 euro). E l&#8217;avvento del web introduce nuove, bizzare forme di retribuzione: \u00e8 il caso, ad esempio, del giornale online Newnotizie.it, che compensa 35 news settimanali 1,50 euro ogni mille click raggiunti (e non devono essere molti i pezzi a raggiungere tale soglia), cui vanno aggiunte 12 news a settimana senza retribuzione, anche se &#8220;consentono il raggiungimento del tesserino da gioralista pubblicista&#8221;. Vuoi mettere?<br \/>\n<!--more--><br \/>\nForse va meglio puntando sui principali quotidiani nazionali? Non proprio: la redazione toscana di Repubblica paga 20 euro a pezzo, ma dopo il 15mo articolo gli altri sono gratis&#8230; Sono alcuni dei &#8220;dati della vergogna&#8221; (cos\u00ec li ha definiti il segretario generale del Consiglio nazionale dell\u2019Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino), emersi dalla ricerca &#8220;Smascheriamo gli editori&#8221;, realizzata dall&#8217;Odg grazie a un migliaio di giornalisti free lance che hanno accettato di rispondere alla richiesta, inviata via email a circa 4mila giornalisti professionisti, di rivelare le condizioni in cui lavorano. Condizioni che delineano una situazione di vero e proprio sfruttamento del (troppo numeroso, evidentemente) &#8220;popolo&#8221; dei giornalisti free lance<br \/>\n&#8220;I dati &#8211; commenta il vicepresidente dell\u2019Ordine nazionale dei giornalisti, Enrico Paissan &#8211; sono parziali ma significativi. Mostrano che quello di giornalista freelance \u00e8 uno dei lavori pi\u00f9 precari e meno retribuito dell\u2019intero Paese. E\u2019 una categoria sottoposta a ricatto quotidiano&#8221;. Per questo il ministro per la Giovent\u00f9 Giorgia Meloni, alla presentazione della ricerca nella sede dell\u2019Ordine nazionale dei Giornalisti ha proposto l&#8217;istituzione di un &#8220;bollino blu&#8221; che comunichi all\u2019opinione pubblica quali siano le testate che rispettano il lavoro dei giornalisti, mentre i parlamentari Antonio Borghesi, Elio Lannutti, Silvano Moffa, Vincenzo Vita hanno sottolineato l&#8217;obiettivo di mettere a punto una proposta di legge che &#8220;ponga come condizione sine qua non per l\u2019elargizione di provvidenze all\u2019editoria il rispetto del lavoro dei giornalisti&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Affari Italiani Un articolo battute scritto per La Nazione pu\u00f2 valere 2 euro, poco meno di quelli per Il Resto del Carlino, retribuiti &#8220;ben&#8221; 2,50 euro. Lordi, ovviamente. 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