{"id":2659,"date":"2007-12-05T17:15:54","date_gmt":"2007-12-05T15:15:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2007\/12\/05\/la-moda-del-giornalismo-di-moda\/"},"modified":"2007-12-05T17:15:54","modified_gmt":"2007-12-05T15:15:54","slug":"la-moda-del-giornalismo-di-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2007\/12\/05\/la-moda-del-giornalismo-di-moda\/","title":{"rendered":"La moda del giornalismo di moda"},"content":{"rendered":"<p>Se ne era parlato da queste parti del <a href=\"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2007\/09\/26\/vuoto-pneumatico-il-giornalismo-di-moda\/\">vuoto pneumatico del giornalismo di moda<\/a>, ma ora la grande Gabanelli ha pensato di dedicare un Report al tema dal titolo sintomatico: <a href=\"http:\/\/www.report.rai.it\/R2_HPprogramma\/0,7353,243,00.html\">Schiavi del lusso<\/a> (<a href=\"http:\/\/www.rai.tv\/mpplaymedia\/0,,RaiTre-Report%5E23%5E45413,00.html\">qui il video<\/a>). Oltre a dimostrare l&#8217;assurdit\u00e0 di un mondo finto e irreale, di filiere basate sullo sfruttamento nella produzione del prodotto, di enormi profitti derivanti da irreali margini sul costo del prodotto Anche se grazie a dio la maggioranza del Made in Italy si basa su qualit\u00e0, creativit\u00e0, artigianalit\u00e0, stile vero.<\/p>\n<p>Diverso \u00e8 il discorso del giornalismo di moda: una farsetta. Andate verso la fine del filmato e trovarete frasi del genere:<br \/>\n<!--more--><br \/>\n<em>C&#8217;\u00e8 la tradizione del reportage, di far vedere quello che c&#8217;\u00e8, quello che ha fatto lo stilista, la tendenza che c&#8217;\u00e8 e non siamo l\u00ec per criticare. Che sia legato anche alla pubblicit\u00e0&#8230;si, forse.<\/em><\/p>\n<p><em>Spesso, se io facessi un servizio completamente libero degli stilisti emergenti che mi piacciono, sicuramente non sarebbe ben visto. Per\u00f2 sta anche a te decidere di farlo perch\u00e9 ogni tanto invece va fatto. Ma io sono un settimanale, ripeto, nel mensile \u00e8 pi\u00f9 difficile.<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 dovremmo criticare dei produttori che sono bravissimi e che hanno fatto grande questo paese? Per\u00f2 la volta che dovesse capitare si possono fare delle critiche come di tutto e di tutti.<\/em><\/p>\n<p><em>Il giorno della presentazione della collezione di Cesare Paciotti c&#8217;ero anch&#8217;io. Ed ho assistito al dietro le quinte della cronaca di Rosanna Cancellieri. L&#8217;intervista nello showroom e un giro nel negozio di fronte per scegliere un paio di scarpe di suo gradimento. Ringrazia e se ne va&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Ma il patto di reciproco soccorso si spinge oltre. Alcune giornaliste di moda hanno una doppia identit\u00e0 alternando la vita di redazione, quella ufficiale, a quella di consulenti per le aziende spesso proprio del settore. Queste sono fatture per la prestazione di consulenza, un modo per arrotondare.<\/em><\/p>\n<p><em>Chi fa consulenze. Devo dire se tu vedi alcuni esempi di stilisti che dal niente sono arrivati&#8230;evidentemente ha funzionato per cui cos&#8217;\u00e8 la regola giusta: se uno guarda quella dell&#8217;etica professionale forse sarebbe di non fare la consulenza per\u00f2 del resto siamo tutti dei commercianti, no? Eh no, il giornalista dovrebbe fare il giornalista. Eh ma&#8230;il giornalista, soprattutto nella moda, non lo so chi fa veramente il giornalista!<\/em><\/p>\n<p><em>Forse si attribuisce ai guru pi\u00f9 importanza di quella che hanno. Come ha detto la direttrice moda di A &#8220;in fondo siamo tutti commercianti&#8221;. Nel senso che si pensa molto agli interessi di bottega e poco a quelli del paese. A scapito di coloro che il made in Italy lo hanno fatto e continuano ancora a farlo sul serio. <\/em><\/p>\n<p>Amen<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se ne era parlato da queste parti del vuoto pneumatico del giornalismo di moda, ma ora la grande Gabanelli ha pensato di dedicare un Report al tema dal titolo sintomatico: Schiavi del lusso (qui il video). 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