{"id":26790,"date":"2011-09-01T07:58:14","date_gmt":"2011-09-01T05:58:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=26790"},"modified":"2011-09-01T07:01:45","modified_gmt":"2011-09-01T05:01:45","slug":"cronache-di-una-fabbrica-in-dismissione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2011\/09\/01\/cronache-di-una-fabbrica-in-dismissione\/","title":{"rendered":"Cronache di una fabbrica in dismissione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/torino.repubblica.it\/cronaca\/2011\/08\/31\/news\/fabbrica-21066722\/\" target=\"_blank\">Vera Schiavazzi su Repubblica<\/a><\/p>\n<blockquote><p>\nLa fabbrica che sembra sul punto di spegnersi non \u00e8 uguale dappertutto. Alle Presse, per esempio, si lavora poco, ma non cos\u00ec poco come altrove, visto che si continuano a produrre pezzi anche per altri stabilimenti, per esempio quelli del Ducato firmato Iveco (che, bene o male, si continua a vendere). La desolazione pi\u00f9 grande \u00e8 quella delle Carrozzerie. Si lavora due, massimo tre giorni a settimana, e non sempre gli stessi. E ai nuovi modelli ormai credono in pochi: &#8220;Per montare una catena di montaggio partendo da zero non basta un giorno, ci vuole qualche mese. Se poi di nuovo si vogliono fare anche degli stampi \u00e8 ancora peggio, sono macchine che vanno progettate e costruite apposta, neanche Mandrake pu\u00f2 deciderlo senza molto, molto anticipo. E, nel frattempo, questa fabbrica non \u00e8 diventata n\u00e9 pi\u00f9 nuova n\u00e9 pi\u00f9 efficiente&#8221;. Perfino gli spogliatoi hanno un&#8217;aria dismessa, grigiastra, come lo sgabuzzino di una casa dove non ci si decide a dare il bianco perch\u00e9 forse si sta per traslocare.<\/p>\n<p>In sei anni, dai tempi della &#8220;luna di miele&#8221;, quando l&#8217;arrivo di Marchionne aveva fatto respirare perfino ai pi\u00f9 scettici un&#8217;aria diversa (ricordate? Era l&#8217;epoca dei &#8220;collaboratori&#8221; diventati &#8220;lavoratori&#8221;, dei ristoranti tirati a lustro, dei murales dipinti dagli operai e degli internet point gratuiti ai quali accedere durante la pausa) \u00e8 cambiato tutto, o quasi. &#8220;Sono cambiate la facce &#8211; racconta Antonio &#8211; e non solo perch\u00e9 sono pi\u00f9 vecchie le persone. Tutti capiamo che questa fabbrica non potr\u00e0 pi\u00f9 risuscitare. La differenza \u00e8 che qualcuno ancora si incazza, altri preferiscono lasciar perdere e concentrarsi su qualche lavoretto da fare fuori, nell&#8217;attesa&#8221;. <!--more-->Per ironia della sorte, chi varca la soglia del gigante accasciato con la sua automobile continua a non trovare parcheggio. &#8220;Uno pensa: dato che qui non ci lavora quasi pi\u00f9 nessuno almeno sar\u00e0 facile lasciare la macchina. Sbagliato. Fuori, in via Settembrini, dove una volta ce n&#8217;erano centinaia, \u00e8 diventato impossibile, se la metti dove passa il tram numero 18 &#8211; ci vuole occhio ma c&#8217;\u00e8 chi lo sa fare &#8211; prendi la multa di sicuro. Dentro, hanno rifatto le strisce bianche, ora ci sono meno posti ma pi\u00f9 grandi. E siccome molti cancelli sono chiusi, e non si possono fare chilometri a piedi per andare a lavorare, tutti cercano comunque un posto dentro al recinto, compresi gli impiegati di aziende del gruppo che lavorano nei ristoranti dismessi e non sappiamo bene cosa facciano. Risultato: ieri pomeriggio c&#8217;erano auto anche nelle aiuole interne di Mirafiori. Non ce ne va bene una&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vera Schiavazzi su Repubblica La fabbrica che sembra sul punto di spegnersi non \u00e8 uguale dappertutto. 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