{"id":26792,"date":"2011-09-01T08:39:46","date_gmt":"2011-09-01T06:39:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=26792"},"modified":"2011-09-01T15:54:50","modified_gmt":"2011-09-01T13:54:50","slug":"il-fatto-che-uno-di-noi-accetti-di-essere-pagato-poco-dovrebbe-essere-fonte-di-preoccupazione-per-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2011\/09\/01\/il-fatto-che-uno-di-noi-accetti-di-essere-pagato-poco-dovrebbe-essere-fonte-di-preoccupazione-per-tutti\/","title":{"rendered":"Il fatto che uno di noi accetti di essere pagato poco dovrebbe essere fonte di preoccupazione per tutti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/silviabencivelli.it\/2011\/gud-prais-mai-friend-perche-io-valgo-anche-se-mi-paghi-poco-tie\/\" target=\"_blank\">Via Silvia Bencivelli<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Nel mio lavoro, prezzo e valore dell\u2019opera spesso funzionano cos\u00ec. La prestazione, poniamo una puntata alla radio o un articolo su un giornale, ha un prezzo fissato a monte. A dispetto del fatto che mi chiamino libero professionista, non \u00e8 possibile contrattarlo e non dipende da quanto sono brava e ricercata. Anzi: il mio cliente in genere si fa un punto d\u2019orgoglio del pagarlo a tutti sempre nella stessa misura (guarda, paghiamo tutti cos\u00ec, siamo equi\u2026), che poi \u00e8 anche un sistema per abbassarlo a tutti, di colpo, senza possibilit\u00e0 di discuterne (guarda, siamo costretti ad abbassare i compensi, lo facciamo con tutti, siamo equi\u2026). Ma il valore che pu\u00f2 avere \u00e8 molto variabile.<br \/>\nPer esempio: se intervisto l\u2019amico mio faccio molta molta meno fatica che a cercare una voce diversa, e se chiamo l\u2019ufficio stampa dell\u2019azienda che mi tempesta di comunicati probabilmente avr\u00f2 anche qualche dato in pi\u00f9, senza nessuno sforzo. Peccato che nel primo caso faccia un servizio discutibile al pubblico (non \u00e8 detto: ho amici strepitosi, io) e che nel secondo rischi di fare decisamente male il mio lavoro (\u00e8 necessario che spieghi il perch\u00e9?). Potrei giocare alla giornalista d\u2019inchiesta, uscire di casa, fare pi\u00f9 interviste, ammazzarmi di telefonate, scovare temi nuovi, situazioni critiche, aspetti loschi, ma chi me lo fa fare? Tanto sono pagata a cottimo, o ad articolo, e non mi \u00e8 mai successo che al valore che ho dato alla mia opera corrispondesse un premio o una punizione: pagano tutto uguale, a tutti uguale, sono equi, no?! E poi la spesa al supermercato la pago con il prezzo, non con il valore, e dopo un po\u2019 pu\u00f2 anche scappare di decidere che il primo \u00e8 pi\u00f9 urgente.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nIl punto \u00e8 che il valore che do io alla mia opera ha un ovvio corrispettivo sul valore che quell\u2019opera avr\u00e0 per il pubblico, solo che il pubblico non sempre se ne accorge. Che ne sa, il pubblico, di come ho scelto il tema e chi intervistare? Il senso della mia opera potrebbe cambiare i suoi comportamenti, convincerlo a farsi curare una malattia che non ha o a fare qualcosa di diverso da quello che farebbe, ma il senso della mia opera potrebbe non essere corretto. Non vorrei montarmi la testa, ma \u00e8 pi\u00f9 o meno da queste parti che si piazza il valore sociale del mio lavoro e la mia responsabilit\u00e0. Ed \u00e8 pi\u00f9 o meno dalle stesse parti che si dovrebbe trovare l\u2019attenzione del pubblico al mercato dell\u2019informazione, intesa come servizio alla collettivit\u00e0. Non faccio il medico, ma ho tutto l\u2019interesse a battermi perch\u00e9 i medici possano crescere e lavorare in modo da garantire a me, paziente, un buon servizio sanitario. Per dire.<\/p>\n<p>Ecco: quando si parla di mercato del lavoro dovremmo forse ricordarci che il prezzo del lavoro pu\u00f2 essere una faccenda sporca, che poi ti rimproverano sempre di mettere sul tavolo anche quando, insomma, non sta bene (in genere trattasi di dipendenti pubblici che ricevono lo stipendio anche quando vanno in ferie, i depositari del bon ton). Ma il valore del lavoro \u00e8 una roba di cui dovremmo tenere di conto come collettivit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 il lavoro di ciascuno di noi che permette alla nostra societ\u00e0 di stare in piedi: di avere insegnanti, poliziotti, avvocati, giornalisti, autisti dell\u2019autobus, registi cinematografici, impiegati delle poste e del comune, scienziati e bidelli, ognuno dei quali fa la sua parte in questo mondo. Per questo a tutti noi dovrebbe interessare, al di l\u00e0 di Mastercard, che a tutti noi sia permesso di coltivarlo nel modo migliore che pu\u00f2. Somewhere over the rainbow e cos\u00ec via.<br \/>\nUna banalit\u00e0: ma se poi pensiamo che in un libero mercato, come quello dell\u2019informazione, un freelance vale quel che riesce a farsi pagare, il fatto che uno di noi accetti di essere pagato poco dovrebbe essere fonte di preoccupazione per tutti, non solo per la su\u2019 mamma e il su\u2019 babbo (e per il fratello economista dal telefonino rovente).<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Silvia Bencivelli Nel mio lavoro, prezzo e valore dell\u2019opera spesso funzionano cos\u00ec. La prestazione, poniamo una puntata alla radio o un articolo su un giornale, ha un prezzo fissato a monte. A dispetto del fatto che mi chiamino libero professionista, non \u00e8 possibile contrattarlo e non dipende da quanto sono brava e ricercata. 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