{"id":27710,"date":"2011-12-09T21:48:44","date_gmt":"2011-12-09T20:48:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=27710"},"modified":"2011-12-09T21:48:44","modified_gmt":"2011-12-09T20:48:44","slug":"loggi-da-sostenere-dei-giornalisti-onesti-ce-ne-sono-non-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2011\/12\/09\/loggi-da-sostenere-dei-giornalisti-onesti-ce-ne-sono-non-giovani\/","title":{"rendered":"L&#8217;oggi da sostenere dei giornalisti onesti (ce ne sono) non giovani"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/blog.stefanotesi.it\/?p=1275\" target=\"_blank\">Via Stefano Tesi<\/a><\/p>\n<blockquote><p>A trent\u2019anni sei ancora in tempo a cambiare vita e mestiere, a cinquanta no. A trent\u2019anni puoi pensare solo a te stesso e contare sull\u2019aiuto, almeno morale, dei genitori. A cinquanta, no: ben che vada, hai una famiglia da mantenere. Non puoi riciclarti. Non puoi reinventarti. Ne sai e ne hai viste troppe per cadere nelle lusinghe del cosiddetto \u201clavoro pi\u00f9 bello del mondo\u201d (variante del pi\u00f9 celebre \u201csempre meglio che lavorare\u201c), ma neppure puoi permetterti di rassegnarti ed affogare. La tua professionalit\u00e0 \u00e8 un handicap. il tuo disincanto \u00e8 una zavorra. La tua conoscenza del giornalismo e del suo mondo \u00e8 un ostacolo. Se perdi il lavoro sei morto, ma spesso lo mantieni solo per non far fallire l\u2019editore che non ti paga. Paradossi non dissimili da quelli dei principianti che, credendo di lavorare, lo fanno in perdita e in pratica finanziano il giornale prestando la loro opera gratis.<br \/>\nLa pensione \u00e8 una chimera alla quale, primo, mancano quindici anni (e non entriamo nel merito dell\u2019aumento dell\u2019et\u00e0 minima) e, secondo, che non si sa mai bene se la prenderai e quanto ti dar\u00e0. Nel caso dei freelance, poi, \u00e8 peggio: gi\u00e0 si sa che sar\u00e0 una miseria.<!--more--><br \/>\nEppure, della generazione dei giornalisti cinquantenni, generazione in piena crisi, nessuno parla. Nemmeno i diretti interessati. Tutti giustamente impegnati a tutelare il lavoro dei pi\u00f9 giovani, a preservarli dagli errori che loro compirono, a tracciargli una strada che oggi per\u00f2 \u00e8 spesso preclusa ai genitori stessi di questi giovani.<br \/>\nI precari reclamano un lavoro, i cinquantenni si accontenterebbero di mantenere quello assai traballante che hanno.<br \/>\nCerto, non \u00e8 cos\u00ec per tutti. C\u2019\u00e8 chi ha la fortuna di avere contratti blindati (in questo l\u2019Fnsi ha certamente lavorato bene in passato, peccato lo abbia fatto a spese dei liberi professionisti). Ma in un mondo che, per deriva populista, da un lato ti rimprovera se hai una casa di propriet\u00e0 e un\u2019auto di media cilindrata, come se per una persona matura fosse una colpa avere qualche minimo agio, e dall\u2019altro ti tassa selvaggiamente, senza al tempo stesso darti la minima garanzia di continuit\u00e0 lavorativa n\u00e8 di reddito, \u00e8 difficile sentirsi tranquilli.<br \/>\nE\u2019 invece molto pi\u00f9 facile sentirsi invisibili.<br \/>\nPerch\u00e8, come scrive la collega ad Abruzzo, tutti guardano ai giovani, che non hanno un domani, e ai pensionati, che hanno un oggi. Nessuno guarda a noi che abbiamo un oggi da sostenere e un domani da alimentare.<br \/>\n\u201cNon interessa pi\u00f9 a nessuno assumere i professionisti: costano troppo e conoscono bene il mestiere. Ora l\u2019informazione si fa rubacchiando da internet e con i prodotti delle agenzie che costano molto meno di un dipendente\u201c, scrive la collega. Con l\u2019aiuto di masochisti disposti a lavorare in cambio di niente, aggiungo io. Mentre le nuove leve litigano con i pensionati, noi ci troviamo nel mezzo come vasi di coccio.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Stefano Tesi A trent\u2019anni sei ancora in tempo a cambiare vita e mestiere, a cinquanta no. A trent\u2019anni puoi pensare solo a te stesso e contare sull\u2019aiuto, almeno morale, dei genitori. A cinquanta, no: ben che vada, hai una famiglia da mantenere. Non puoi riciclarti. Non puoi reinventarti. 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