{"id":2780,"date":"2007-12-30T10:12:18","date_gmt":"2007-12-30T08:12:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2007\/12\/30\/anno-nuovo-11-obiettivi-per-giornalisti\/"},"modified":"2007-12-30T10:12:18","modified_gmt":"2007-12-30T08:12:18","slug":"anno-nuovo-11-obiettivi-per-giornalisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2007\/12\/30\/anno-nuovo-11-obiettivi-per-giornalisti\/","title":{"rendered":"Anno nuovo: 11 obiettivi per giornalisti"},"content":{"rendered":"<p>Il bloggante per il 2008 che fa ? Rimane a fare nulla o si inventa cose nuove sul tema !!!<\/p>\n<p>Via <a href=\"http:\/\/mariotedeschini.blog.kataweb.it\/giornalismodaltri\/2007\/12\/29\/anno-nuovo-11-obiettivi-per-giornalisti\/\">Giornalismo d&#8217;altri<\/a><\/p>\n<blockquote><p>PROBLEMA: siete bravi giornalisti che lavorano nella redazione tradizionale di un giornale, e qualcuno vi ha detto o avete capito da soli che l\u2019aria nel mondo dei media \u00e8 cambiata. Siccome non siete sciocchi, anzi per mestiere siete abituati a porre domande scomode anche a voi stessi, decidete che \u00e8 ora di capirci qualcosa. Da dove cominciare?<\/p>\n<p>SOLUZIONE: un elenco di dieci obiettivi per il 2008 stilato da Howard Owens, giornalista di carta e poi pioniere dell\u2019online, diretto a tutti i \u201cnon-wired journalists\u201c. Siccome Howard \u00e8 un tipo preciso, chiarisce che intende per non-wired journalists: tutti quei giornalisti che \u201cper paura, indifferenza o hubris\u201d evitano di toccare internet, se non per qualche email, una ricerca su Google di tanto in tanto (\u201de non sia mai che clicchino su un link a Wikipedia\u201c) o per la loro dose giornaliera di Romenesko (famoso blog sul mondo della stampa Usa, da noi potremmo parlare &#8211; mutatis i molti mutandi &#8211; della \u201cdose giornaliera di Dagospia\u201c<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Mi sembra che Owens sintetizzi in modo eccellente e pragmaticamente efficiente una serie di idee che anche io sono andato elaborando in questi anni e che potrebbero (dovrebbero) portare anche a un ripensamento radicale del modo in cui vengono formati i giornalisti, nelle scuole o altrove:<\/p>\n<p>* L\u2019idea fondamentale che, in qualunque mezzo ci si \u201cesprima\u201d come giornalisti, il mondo digitale \u00e8 una cultura che va conosciuta perch\u00e9 \u00e8 la nostra cultura (anche se non ce ne rendiamo conto) e che solo \u201cfacendo\u201d qualcosa \u00e8 possibile capire questa cultura.<br \/>\n* L\u2019idea collaterale che \u201cfare\u201d qualcosa di digitale oggi non richiede particolari conoscenze o mezzi tecnici avanzati: qualunque strumento non professionale (una piccola macchina fotografica in grado anche di riprendere video, un telefonino) uniti agli strumenti software che si trovano di default in qualsiasi computer o nei siti web2.0, consente di fare esperimenti e costruire materiali di buona qualit\u00e0 senza grande sforzo. E che per imparare a usare questa roba non servono grandi corsi, basta provarci e magari leggere qualche tutorial online.<\/p>\n<p>Ecco in sintesi i dieci punti di Owens:<\/p>\n<p>1. Diventa un blogger. Individua un argomento che ti appassiona (calcio? cucina?). Scopri quanti pi\u00f9 blog possibile sul tuo argomento, leggi regolarmente i cinque o i sei migliori. Partecipa: lascia commenti, segui i link. Dopo tre mesi di lettura e partecipazione apri il tuo blog sullo stesso argomento. Cerca di pubblicare qualcosa ogni giorno per almeno sei mesi. Evita gli argomenti legati al tuo campo professionale o la politica.<br \/>\n2. Compra una piccola macchina fotografica digitale che faccia anche video. Iscriviti a un sito di condivisione di fotografie (Flickr, Buzznet). Fate foto e pubblicatele sul sito.<br \/>\n3. Con la stessa macchina gira almeno tre video. Usa il software del tuo computer (sia i pc sia i mac ne hanno uno anche se non lo sai) per montarli. Pubblicali su YouTube e, almeno uno, su un altro sito di condivisione video. L\u2019obiettivo non \u00e8 fare capolavori, ma capire come funziona.<br \/>\n4. Passa almeno due ore a settimana a navigare su YouTube, cerca gli argomenti che ti interessano e segui i link, cerca di capire che cosa guarda la gente, guarda sia video professionali sia video amatoriali.<br \/>\n5. Iscriviti a un sito di social networking: Linkedin,   Facebook,  MySpace\u2026<br \/>\n6. Usa il social bookmarking (condivisione dei link ai siti \u201cpreferiti\u201d), usa del.icio.us ogni giorno. Impara che cosa sono i tag. Guarda Digg, Mixx o simili.<br \/>\n7. Comincia a usare gli RSS per tenerti aggiornato dai siti o dai blog (che nel frattempo hai cominciato a leggere) senza andare sui siti medesimi. Assicurati che il tuo blog abbia il suo feed RSS. Marc Glaser ha un\u2019utile guida in proposito.<br \/>\n8. Se non ce l\u2019hai, rimedia un telefonino con capacit\u00e0 di inviare messaggi SMS (questo \u00e8 un obiettivo che in Italia si pu\u00f2 dare per gi\u00e0 raggiunto).<br \/>\n9. Impara a usare Twitter.<br \/>\n10. Crea una mappa di Google con dati (mashup). Se non sai di che si tratta, guarda su Google. Ci sono un sacco di tutoriali disponibili, non \u00e8 difficile, masta un foglio di calcolo, un po\u2019 di intelligenza e seguire passo passo le istruzioni.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il bloggante per il 2008 che fa ? Rimane a fare nulla o si inventa cose nuove sul tema !!! Via Giornalismo d&#8217;altri PROBLEMA: siete bravi giornalisti che lavorano nella redazione tradizionale di un giornale, e qualcuno vi ha detto o avete capito da soli che l\u2019aria nel mondo dei media \u00e8 cambiata. 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