{"id":27923,"date":"2012-01-02T19:24:08","date_gmt":"2012-01-02T18:24:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=27923"},"modified":"2012-01-02T19:24:08","modified_gmt":"2012-01-02T18:24:08","slug":"la-questione-dei-pubblicisti-for-dummies","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2012\/01\/02\/la-questione-dei-pubblicisti-for-dummies\/","title":{"rendered":"La questione dei pubblicisti for dummies"},"content":{"rendered":"<p>In modo tale che i normali cittadini siano informati <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cronache\/11_dicembre_29\/albo-pubblicisti-abolizione_2d28b55a-31fe-11e1-848c-416f55ac0aa7.shtml\" target=\"_blank\">su quello che accade nell&#8217;informazione italiana.<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Ora che il premier Monti ha ricevuto il tesserino da giornalista, chiss\u00e0 se sar\u00e0 pi\u00f9 sensibile al tema. Secondo una norma contenuta nella \u201cmanovra Salva Italia\u201d del suo governo da settembre 2012 l\u2019albo dei giornalisti pubblicisti potrebbe infatti essere abolito. Un provvedimento che se andasse in porto rappresenterebbe una rivoluzione per il mondo dell&#8217;informazione. La proposta di Monti in realt\u00e0 non \u00e8 una novit\u00e0, ma una nuova norma che recepisce le direttive europee sulle professioni redatta gi\u00e0 in passato da Berlusconi e confermata da questo governo. La norma che compare al punto \u201cRiforma degli ordini professionali\u201d, prevede infatti l\u2019annullamento della distinzione tra giornalisti pubblicisti e professionisti. Il comma 5 dell&#8217;art 3 dl 138\/2011 prevede che l&#8217;accesso a tutte le professioni intellettuali sia vincolato al superamento dell&#8217;esame di Stato previsto dalla Costituzione. Risultato, chi non avr\u00e0 conseguito il praticantato e sostenuto la prova di idoneit\u00e0 per accedere all\u2019albo dei professionisti entro il prossimo settembre potrebbe non aver diritto a svolgere regolarmente il proprio lavoro.<!--more--><\/p>\n<p>Il ministero di Giustizia in ottobre aveva gi\u00e0 riunito i presidenti degli ordini professionali invitandoli a formulare delle proposte di modifica. E ora la possibilit\u00e0 sta gettando scompiglio tra i circa 80 mila pubblicisti iscritti al relativo ordine, oltre a tutti quelli in procinto di concludere i 24 mesi previsti per la tessera di pubblicista. E ha suscitato dibattito nel mondo del giornalismo. Per Franco Abruzzo si potrebbe trovare una &#8220;soluzione empirica&#8221; basata sulla misurazione del reddito per verificare chi \u00e8 &#8220;giornalista vero&#8221; in modo da sanare le posizioni occupate negli elenchi da chi in realt\u00e0 non esercita ed \u00e8 giornalista solo di fatto. Dalla consigliera dell&#8217;Ordine Antonella Cardone \u00e8 arrivato invece un tentativo di fare chiarezza. In un messaggio girato su Facebook da altri colleghi, scrive: \u00abLa ratio sta nel voler liberalizzare l&#8217;accesso alle professioni, tenendo come unico criterio di accesso l&#8217;esame di Stato. Per noi giornalisti si trasforma in una restrizione, ma penso sia anche un&#8217;occasione per qualificare a meglio la categoria, che ricordo essere composta da 110 mila persone in tutta Italia di cui appena 50 mila versano i contributi all&#8217;Inpgi (vuol dire che 60 mila persone o non fanno la professione o lavorano in nero)\u00bb. Il nodo della questione diventerebbe allora &#8220;salvare&#8221; quei 15-20 mila pubblicisti che solo per questioni di reddito e contratto non vengono iscritti professionisti, ma che svolgono regolarmente la professione. E non solo. Sul tavolo finir\u00e0 anche il problema dei contributi versati fino all&#8217;entrata in vigore della norma, anche se \u00e8 presumibile pensare che saranno tutelati coloro che, come da regolamento, hanno fatto regolarmente i versamenti in regime di Gestione separata (Inpgi2). Intanto, mentre si attende una riunione del Consiglio nazionale dell&#8217;Ordine per stendere una proposta al Governo Monti prevista per il 18 e il 20 gennaio, il dibattito sulla rete continua.<\/p>\n<p>Nel suo sito personale il giornalista Antonello Antonelli, che ha seguito la vicenda negli ultimi mesi, ha provato ad azzardare tre ipotesi plausibili, la prima su un possibile blocco dell&#8217;elenco a partire da agosto, la seconda su una disciplina transitoria, per cui verrebbero emanate nuove norme per l\u2019accesso all\u2019esame che porterebbe alla cancellazione dall\u2019albo di tutti quelli che decideranno di non affrontarlo e superarlo, e come terzo scenario un ordine diviso nei due elenchi, professionisti e pubblicisti, per essere iscritti nei quali occorrer\u00e0 comunque un esame di Stato.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In modo tale che i normali cittadini siano informati su quello che accade nell&#8217;informazione italiana. 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