{"id":28040,"date":"2012-01-12T07:39:29","date_gmt":"2012-01-12T06:39:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=28040"},"modified":"2012-01-12T07:39:29","modified_gmt":"2012-01-12T06:39:29","slug":"salvate-il-giornalista-giovanni-tizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2012\/01\/12\/salvate-il-giornalista-giovanni-tizia\/","title":{"rendered":"Salvate il giornalista Giovanni Tizian"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.narcomafie.it\/2012\/01\/11\/io-mi-chiamo-giovanni-tizian-e-faccio-il-giornalista\/\" target=\"_blank\">Via Narcomafie<\/a><\/p>\n<blockquote><p>E\u2019 sempre triste apprendere che un giornalista \u00e8 costretto, per il suo lavoro, a vivere con la scorta. Lo \u00e8 ancora di pi\u00f9 se il nome \u00e8 quello di un caro collega e collaboratore della tua testata.<br \/>\nAlla lista dei cronisti costretti a vivere sotto tutela nel nostro paese aggiungiamo oggi il nome di Giovanni Tizian, giornalista freelance, dal 2010 firma di punta di Narcomafie.<\/p>\n<p>Conoscemmo Giovanni nell\u2019autunno del 2009, quando contatt\u00f2 la redazione a seguito della lettura di un approfondito dossier su Modena da noi pubblicato nel giugno di quell\u2019anno. \u201cFinalmente qualcuno che porta la questione mafia in Emilia-Romagna su pagine nazionali. Io avrei molto da scrivere\u201d, mi disse. Giovanni in effetti si occupava delle infiltrazioni della criminalit\u00e0 organizzata nella regione gi\u00e0 dal 2006, quando inizi\u00f2 a collaborare con la Gazzetta di Modena e a seguire meticolosamente tutte le operazioni che portavano alla scoperta di interessi della \u2018ndrangheta, della camorra e di Cosa nostra nel territorio.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/VZEYg9aA3NA?rel=0\" frameborder=\"0\" width=\"560\" height=\"315\"><\/iframe><\/p>\n<p>Un interesse per la materia dovuto non solo a un innato senso di giustizia e di senso civico, ma a una dolorosissima vicenda personale<!--more--><\/p>\n<p>E\u2019 una storia letteraria, quella di Giovanni, che non nasce giornalista per amore del mestiere in s\u00e9 e per s\u00e9, ma per ricucire una ferita che lo ha segnato per la vita.<br \/>\nAveva appena sette anni (pochi, ma abbastanza per capire tutto) quando la \u2018ndrangheta gli strapp\u00f2 via il padre Giuseppe, \u201cfunzionario integerrimo\u201d di banca, come lo hanno definito gli inquirenti che hanno investigato sul suo assassinio. Giuseppe Tizian venne ucciso a Locri, a colpi di lupara, la sera del 23 ottobre del 1989, proprio mentre stava tornando dal suo bambino. Le indagini non hanno prodotto un verdetto finale, ma l\u2019ipotesi \u00e8 che si fosse opposto a manovre bancarie non ortodosse che un clan \u2018ndranghetista pretendeva. Aveva 36 anni Giuseppe Tizian, e semplicemente faceva bene il suo lavoro. La sua storia si pu\u00f2 leggere in \u201cDimenticati\u201d (Castelvecchi 2010), un bellissimo libro di Danilo Chirico e Alessio Magro, giornalisti con la schiena dritta e animatori dell\u2019associazione DaSud, di cui lo stesso Tizian fa parte e che in suo sostegno ha lanciato oggi la campagna \u201cIo mi chiamo Giovanni Tizian\u201d.<\/p>\n<p>Anche Giovanni, come suo padre, fa bene il suo mestiere. In questi anni per Narcomafie ha firmato inchieste dettagliatissime, ed \u00e8 stato capace di quel passo in pi\u00f9 che solo i veri giornalisti investigativi sanno fare. Non appiattirsi sulle ordinanze delle forze dell\u2019Ordine, ma studiarle in ogni riga e memorizzarle, riuscendo poi a incrociare nomi e fatti anche lontani nel tempo. Come il padre, anche lui oggi \u00e8 costretto a pagare il conto per quello che in un paese normale dovrebbe invece essere l\u2019ordinariet\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Narcomafie E\u2019 sempre triste apprendere che un giornalista \u00e8 costretto, per il suo lavoro, a vivere con la scorta. Lo \u00e8 ancora di pi\u00f9 se il nome \u00e8 quello di un caro collega e collaboratore della tua testata. 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