{"id":29742,"date":"2012-10-07T08:26:35","date_gmt":"2012-10-07T06:26:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=29742"},"modified":"2012-10-07T11:23:32","modified_gmt":"2012-10-07T09:23:32","slug":"le-strano-caso-della-cubana-yoani-sanchez","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2012\/10\/07\/le-strano-caso-della-cubana-yoani-sanchez\/","title":{"rendered":"Lo strano caso della cubana Yoani Sanchez"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.giannimina-latinoamerica.it\/1961-a-proposito-di-yoani\/\" target=\"_blank\">Gianni Min\u00e0 nel suo blog cita un articolo di Salim Lamrani, docente universitario alla Sorbona di Parigi <\/a><\/p>\n<blockquote><p>Yoani S\u00e1nchez, famosa blogger cubana, \u00e8 un personaggio molto particolare nell\u2019ambiente della dissidenza cubana. Mai nessun oppositore ha ottenuto tanta esposizione mediatica n\u00e9 un riconoscimento internazionale cos\u00ec grande nel giro di poco tempo. Emigrata in Svizzera nel 2002, dopo due anni, nel 2004, ha deciso di rientrare a Cuba. Nel 2007 entra a far parte dell\u2019opposizione cubana creando il suo blog Generaci\u00f3n Y, e diventa un\u2019irriducibile detrattrice del governo dell\u2019Avana. Mai nessun dissidente a Cuba, e forse al mondo, ha ottenuto tanti riconoscimenti internazionali in cos\u00ec poco tempo, per di pi\u00f9 con un particolare di non poco conto: a Yoani S\u00e1nchez \u00e8 stato elargito cos\u00ec tanto denaro da consentirle di vivere tranquillamente a Cuba per il resto della sua vita. La blogger, infatti, \u00e8 stata retribuita per un totale di 250.000 euro, un importo cio\u00e8 pari a pi\u00f9 di 20 anni di salario minimo in un paese come la Francia, quinta potenza mondiale. A Cuba il salario minimo mensile \u00e8 di 420 pesos, pari a 18 dollari e a 14 euro, il che significa che Yoani S\u00e1nchez ha ottenuto, per la sua attivit\u00e0 di oppositrice, l\u2019equivalente di 1.488 anni di salario minimo cubano.<!--more--><\/p>\n<p>Yoani S\u00e1nchez intrattiene stretti rapporti con la diplomazia nordamericana a Cuba, come segnala un documento, classificato \u201csegreto\u201d per i dati sensibili in esso contenuti, proveniente dalla Sezione di interessi nordamericani (Sina). Michael Parmly, ex capo della Sina a L\u2019Avana, che si riuniva regolarmente con Yoani S\u00e1nchez nella sua residenza diplomatica personale, come dimostrano i documenti riservati della Sina, ha esternato la sua preoccupazione in merito alla pubblicazione dei documenti diplomatici americani da parte di Wikileaks: \u201cMi darebbe molto fastidio se venissero divulgate le numerose conversazioni che ho avuto con Yoani S\u00e1nchez. Lei potrebbe pagarne le conseguenze per tutta la vita\u201d. La domanda che sorge spontanea \u00e8 la seguente: per quale motivo Yoani S\u00e1nchez sarebbe in pericolo se, come sostiene, le sue azioni rientrano nell\u2019ambito della legalit\u00e0?<\/p>\n<p>Nel 2009 la stampa occidentale ha fortemente enfatizzato l\u2019intervista che il presidente Barack Obama aveva concesso a Yoani S\u00e1nchez, fatto ritenuto assolutamente eccezionale. La S\u00e1nchez aveva anche riferito di avere mandato un elenco di domande simile al presidente cubano Ra\u00fal Castro, il quale non si era neanche degnato di risponderle. Eppure i documenti segreti della Sina, pubblicati da Wikileaks, smentiscono queste dichiarazioni.<\/p>\n<p>Si \u00e8 scoperto che, in realt\u00e0, \u00e8 stato un funzionario della stessa rappresentanza diplomatica a L\u2019Avana a farsi carico di elaborare le risposte per la dissidente, e non il presidente Obama. Fatto ancor pi\u00f9 grave, Wikileaks ha rivelato che la S\u00e1nchez, contrariamente alle sue affermazioni, non ha mandato nessun elenco di domande a Ra\u00fal Castro. Il responsabile della Sina, Jonathan D. Farrar, ha confermato questi fatti in un dispaccio inviato al Dipartimento di Stato: \u201cLei non aspettava nessuna risposta, perch\u00e9 ha confessato di non averle mai [le domande] trasmesse al presidente cubano\u201d.<\/p>\n<p>Oltre al sito Generaci\u00f3n Y, Yoani S\u00e1nchez ha anche un account Twitter dove vanta di avere pi\u00f9 di 214mila seguaci (al 12 febbraio 2012). Solo 32 di loro risiedono a Cuba. Dal canto suo, la dissidente cubana segue pi\u00f9 di 80 mila persone. Nel suo profilo la S\u00e1nchez si presenta cos\u00ec: \u201cSono una blogger, vivo a L\u2019Avana e racconto la mia realt\u00e0 in pezzi da 140 caratteri. Twitto via sms e non ho accesso al web\u201d.<\/p>\n<p>La versione di Yoani S\u00e1nchez \u00e8 tuttavia poco credibile. \u00c8 infatti assolutamente impossibile seguire pi\u00f9 di 80 mila persone solo via sms o utilizzando una connessione settimanale da un albergo. Per ottenere un risultato del genere, \u00e8 indispensabile avere l\u2019accesso quotidiano alla rete.<\/p>\n<p>La popolarit\u00e0 nel social network Twitter dipende dal numero di seguaci. Pi\u00f9 numerosi sono, maggiore \u00e8 la visibilit\u00e0 dell\u2019account. Esiste anche una forte correlazione tra il numero di persone seguite e la visibilit\u00e0 del proprio account. La tecnica, che consiste nel seguire numerosi account, \u00e8 di norma utilizzata per fini commerciali, oppure viene usata dai politici durante le campagne elettorali.<\/p>\n<p>Il sito www.followerwonk.com permette di analizzare il profilo dei contatti di qualsiasi membro della comunit\u00e0 di Twitter. Lo studio del caso Yoani S\u00e1nchez \u00e8 emblematico per diversi aspetti. Un\u2019analisi dei dati dell\u2019account Twitter della blogger cubana, che \u00e8 stata realizzata attraverso il sito, rivela un\u2019attivit\u00e0 eccezionale dell\u2019account di Yoani S\u00e1nchez a partire dal 2010. Cos\u00ec, da giugno 2010, la S\u00e1nchez si \u00e8 registrata in oltre 200 diversi account Twitter ogni giorno, con picchi che sono arrivati addirittura a 700 account nelle 24 ore. A meno di passare ore e ore del giorno e della notte a fare solo quello, il che \u00e8 piuttosto improbabile, \u00e8 impossibile iscriversi a tutti quegli account in cos\u00ec poco tempo. Sembra quindi che tutto questo sia stato generato mediante un robot informatico.<\/p>\n<p>Si scopre anche che quasi 50 mila contatti della S\u00e1nchez sono in realt\u00e0 account fantasma o inattivi, che creano l\u2019illusione che la blogger cubana goda di grande popolarit\u00e0 nei social network. Dei 214.063 contatti dell\u2019account @ yoanisanchez, infatti, 27.012 sono privi di immagine e 20.000 hanno tutte le caratteristiche di account fantasma con attivit\u00e0 inesistente nella rete (da zero a tre messaggi inviati dalla creazione dell\u2019account).<\/p>\n<p>Tra gli account fantasma che seguono Yoani S\u00e1nchez su Twitter, 3.363 non hanno nessun contatto e solo 2.897 seguono la blogger e altri due o tre account. Alcuni account inoltre hanno caratteristiche piuttosto strane: non hanno nessun seguace, seguono solo Yoani S\u00e1nchez e hanno inviato pi\u00f9 di 2.000 messaggi.<\/p>\n<p>Questa operazione, volta a creare una popolarit\u00e0 fittizia attraverso Twitter, \u00e8 impossibile da realizzarsi senza un accesso a Internet. \u00c8 necessario anche un supporto tecnologico e di conseguenza un budget adeguato. Secondo una ricerca effettuata dal quotidiano <em>La Jornada<\/em>, intitolata \u201cIl cyber- trasporto, la nuova strategia adottata dai politici su Twitter\u201d, su operazioni in cui erano coinvolti candidati alle presidenziali messicane, parecchie imprese statunitensi, asiatiche e latinoamericane offrono questo servizio di popolarit\u00e0 fittizia (\u201ccyber-trasporto\u201d) a prezzi elevati. \u201cPer un esercito di 25.000 seguaci inventati su Twitter \u2013 sostiene la testata \u2013 si spendono fino a 2.000 dollari e per 500 profili fasulli per 50 persone si possono spendere tra i 12.000 e i 15.000 dollari.\u201d<\/p>\n<p>Yoani S\u00e1nchez manda in media 9,3 messaggi al giorno. Nel 2011 la blogger ha pubblicato circa 400 messaggi al mese. Il prezzo di un messaggio a Cuba \u00e8 di 1 peso convertibile (Cuc), cio\u00e8 un totale di 400 Cuc al mese. Il salario minimo a Cuba \u00e8 di 420 pesos, circa 16 Cuc. Ogni mese quindi Yoani S\u00e1nchez spende l\u2019equivalente di due anni di salario minimo cubano. In questo modo, da Cuba la blogger spende su Twitter una somma che corrisponde a 25.000 euro mensili, vale a dire 300.000 euro all\u2019anno. Da dove provengono le risorse necessarie per queste attivit\u00e0?<\/p>\n<p>\u00c8 inevitabile che sorgano altre domande. Come pu\u00f2 Yoani S\u00e1nchez seguire pi\u00f9 di 80.000 account senza avere un accesso permanente a Internet? Come ha potuto iscriversi a circa 200 diversi account al giorno in media da giugno 2010, con picchi superiori ai 700? Quante persone seguono davvero le attivit\u00e0 dell\u2019oppositrice cubana in rete? Chi finanzia la creazione degli account fasulli? A quale scopo? Quali interessi si nascondono dietro alla figura di Yoani S\u00e1nchez?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gianni Min\u00e0 nel suo blog cita un articolo di Salim Lamrani, docente universitario alla Sorbona di Parigi Yoani S\u00e1nchez, famosa blogger cubana, \u00e8 un personaggio molto particolare nell\u2019ambiente della dissidenza cubana. Mai nessun oppositore ha ottenuto tanta esposizione mediatica n\u00e9 un riconoscimento internazionale cos\u00ec grande nel giro di poco tempo. 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