{"id":29965,"date":"2012-11-24T17:03:02","date_gmt":"2012-11-24T15:03:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=29965"},"modified":"2012-11-24T17:03:02","modified_gmt":"2012-11-24T15:03:02","slug":"in-carcere-in-giornalisti-che-non-sanno-fare-il-loro-lavoro-o-che-lo-fanno-volutamente-male-molti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2012\/11\/24\/in-carcere-in-giornalisti-che-non-sanno-fare-il-loro-lavoro-o-che-lo-fanno-volutamente-male-molti\/","title":{"rendered":"In carcere in giornalisti che non sanno fare il loro lavoro o che lo fanno volutamente male (molti)"},"content":{"rendered":"<p>Se un medico uccide un paziente deve subire una pena. Se un giornalista uccide il cervello e la verti\u00e0 deve passare inosservato e fuori dalla giustizia ? Non va bene ! Cos\u00ec si farebbero fuorio molti giornalisti pecorecci e parziali. <a href=\"http:\/\/blog.stefanotesi.it\/?p=1811\" target=\"_blank\">(via Stefano Tesi)<\/a><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>In sintesi: dovendo per definizione il giornalista essere terzo e imparziale (il che non vuol dire non avere opinioni, ma vuol dire non farsi accecare da esse al punto da travisare i fatti, piegando la cronaca alle idee personali), \u00e8 ammissibile l\u2019esistenza di giornalisti-militanti? Cio\u00e8 di giornalisti che sono dichiaratamente di parte, tifano, fanno politica, leggono a un libro solo, indagano da una parte sola, si schierano non solo in termini generici, bens\u00ec proprio nella lettura dei fatti di cui si occupano?<\/p>\n<p>Secondo me, no.<!--more--><\/p>\n<p>Se per\u00f2 mi guardo intorno \u2013 e in tal senso il girovagare e dibattere in rete con moltissimi giovani colleghi ha contribuito in modo decisivo ad aprirmi gli occhi \u2013 mi accorgo che la realt\u00e0 \u00e8 diversa.<\/p>\n<p>E che moltissimi giornalisti impegnati ogni giorno nella cronaca si sentono anche, se non principalmente, dei militanti. Se non di un partito, di un\u2019idea. Hanno cio\u00e8 una nozione preconcetta di chi sta dalla parte del torto e di chi da quella della ragione, vivono di apriorismi, di appartenenze ideologiche, di \u201caree\u201d di riferimento anzich\u00e8 di principi professionali da porre al centro del proprio lavoro e a cui far capo per l\u2019esecuzione dello stesso. E in base a ci\u00f2 scrivono, titolano, fanno inchieste, montano processi mediatici e vergano le relative sentenze.<\/p>\n<p>Ce ne sono poi alcuni (parecchi) che si dichiarano esplicitamente tanto di parte (e ci\u00f2 gli pare normale!) da considerare appunto la propria attivit\u00e0 di reporter non come una prestazione giornalistica, cio\u00e8 un\u2019attivit\u00e0 professionale resa a un editore in cambio di un compenso, ma un atto (dovuto) di militanza prestato a una fazione di commilitoni, correligionari, compagni.<\/p>\n<p>&#8230;.<\/p>\n<p>Se invece come adesso, giornalistificio imperante, prima si d\u00e0 a tutti la patacca di giornalista e poi nemmeno si controlla che chi la porta ne conosca il significato o applichi le regole-base che il possesso del tesserino implica, buonanotte: si manda in galera Sallusti, si dicono due o tre sciocchezze retoriche sulla libert\u00e0 di stampa, si offre al sindacato l\u2019opportunit\u00e0 dell\u2019ennesimo vaniloquio e dell\u2019ennesima fiaccolata e tutto resta come prima<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se un medico uccide un paziente deve subire una pena. 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