{"id":30291,"date":"2013-02-05T09:43:50","date_gmt":"2013-02-05T07:43:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=30291"},"modified":"2013-02-05T09:43:50","modified_gmt":"2013-02-05T07:43:50","slug":"la-salute-dei-giornali-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2013\/02\/05\/la-salute-dei-giornali-italiani\/","title":{"rendered":"La salute dei giornali italiani"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/2013\/02\/01\/crisi-giornali-italiani\/\">Il Post scrive un articolo molto dettagliato <\/a>sulla salute economica ed esistenziale dei giornali in Italia<\/p>\n<blockquote><p>Nell\u2019ambito della grande e globale crisi dei giornali cartacei \u2013 in questo articolo parleremo dei quotidiani, ma il problema riguarda notoriamente anche le riviste \u2013 anche per la stampa italiana il 2012 \u00e8 stato un anno molto difficile. Si \u00e8 ridotta la quota dei finanziamenti pubblici, che rappresenta per molte testate una significativa fonte di introiti, ma soprattutto sono continuati a diminuire i guadagni dalla pubblicit\u00e0. Nei primi nove mesi del 2012 <a href=\"http:\/\/www.gruppo24ore.ilsole24ore.com\/media\/117001\/comunicato_cda12.11.12_9mesi.pdf\">il mercato pubblicitario<\/a> del settore dell\u2019informazione, nell\u2019insieme, \u00e8 arretrato del 10,5 per cento, rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno scorso. La tendenza va avanti cos\u00ec da anni e porta con s\u00e9 conseguenze sulle redazioni e, alla fine della fiera, sul prodotto finale, quello che arriva nelle mani dei lettori (anche questi sempre di meno, con poche eccezioni).<\/p>\n<p>Per i quotidiani nel 2012 la raccolta pubblicitaria \u00e8 diminuita del 13,9 per cento, mentre per i periodici del 16,2 per cento. Nelle redazioni ci sono stati e ci saranno piani di riorganizzazione e ristrutturazione, con lo scopo principale di tagliare i costi sul lavoro, cio\u00e8 giornalisti e poligrafici. I poligrafici sono i dipendenti di un giornale che non sono giornalisti, principalmente i tipografi e gli impiegati amministrativi, ma non i dirigenti (come il direttore marketing o il direttore editoriale).\u00a0Secondo i dati dell\u2019INPGI, l\u2019Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani, le aziende che nell\u2019ultimo anno hanno fatto ricorso allo \u201cstato di crisi\u201d sono state 58.<!--more--><\/p>\n<p>Per \u201cstato di crisi\u201d si possono intendere diverse cose, ma parliamo in sostanza di ammortizzatori sociali: prepensionamenti, cassa integrazione, contratti di solidariet\u00e0. I giornalisti coinvolti, sempre secondo l\u2019INPGI, sono almeno 1.139. Qui bisogna aprire una parentesi: quando si parla di \u201cgiornalisti\u201d, come nei dati forniti dall\u2019INPGI, si fa riferimento alle persone iscritte all\u2019Ordine dei Giornalisti come praticanti o come professionisti. Questo perch\u00e9 in Italia la legge \u2013 <a href=\"http:\/\/www.odg.it\/content\/legge-n-691963\">la legge 69 del 1963<\/a> \u2013 stabilisce che chi vuole esercitare la professione giornalistica debba obbligatoriamente iscriversi all\u2019Ordine dei Giornalisti e sostenere un esame di Stato, al termine di un periodo di praticantato. Questo non ha evitato, per\u00f2, che moltissime persone oggi svolgano professioni giornalistiche all\u2019interno di redazioni giornalistiche senza un contratto giornalistico, ma con contratti di varia altra natura (e molto minori retribuzioni e tutele): dai co.co.co ai co.co.pro. alle partite IVA. E poi ci sono i freelance: collaboratori che vengono pagati ad articolo ma che non fanno parte degli organici redazionali. Nella maggior parte dei casi le collaborazioni sono tra le prime cose a essere tagliate, e a volte il punto di partenza delle trattative sindacali, allo scopo di tutelare i giornalisti della redazione, \u00e8 proprio il taglio radicale dei contratti di collaborazione.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Post scrive un articolo molto dettagliato sulla salute economica ed esistenziale dei giornali in Italia Nell\u2019ambito della grande e globale crisi dei giornali cartacei \u2013 in questo articolo parleremo dei quotidiani, ma il problema riguarda notoriamente anche le riviste \u2013 anche per la stampa italiana il 2012 \u00e8 stato un anno molto difficile. 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