{"id":30392,"date":"2013-02-20T22:04:23","date_gmt":"2013-02-20T20:04:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=30392"},"modified":"2013-02-20T22:04:27","modified_gmt":"2013-02-20T20:04:27","slug":"la-lettera-aperta-della-fieg-sul-futuro-delleditoria-in-italia-il-consiglio-per-loro-e-semplice-arrendetevi-in-fretta-la-festa-per-voi-e-finita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2013\/02\/20\/la-lettera-aperta-della-fieg-sul-futuro-delleditoria-in-italia-il-consiglio-per-loro-e-semplice-arrendetevi-in-fretta-la-festa-per-voi-e-finita\/","title":{"rendered":"La Lettera Aperta della Fieg sul futuro dell&#8217;editoria in Italia. Il consiglio per loro \u00e8 semplice: arrendetevi in fretta, la festa per voi \u00e8 finita"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2013\/02\/20\/la-lettera-aperta-della-fieg-sul-futuro-delleditoria-in-italia-il-consiglio-per-loro-e-semplice-arrendetevi-in-fretta-la-festa-per-voi-e-finita\/game-over\/\" rel=\"attachment wp-att-30393\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-30393 alignright\" alt=\"game-over\" src=\"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/game-over.jpg\" width=\"180\" height=\"120\" \/><\/a>La <a href=\"http:\/\/www.fieg.it\/\">Fieg<\/a>, la cosiddetta Federazione Italiana Editori di Giornali, una lobby costituita per la sua parte pi\u00f9 influente di editori impuri che hanno impoverito e infangato l&#8217;informazione in Italia, che hanno voluto trasformare il mercato dell&#8217;editoria in una oligarchia di potenti,\u00a0 che hanno condiviso con una lobby di giornalisti vecchi nella mente e nelle azioni\u00a0 i destini del paese, ha scritto una patetica lettera aperta sul suo sito in cui cerca di salvarsi. L&#8217;incipit \u00e8 patetico, il resto peggio. Per molti di loro \u00e8 finita: game over.<\/p>\n<blockquote><p>\u00a0Noi editori consideriamo la tutela della libert\u00e0 di stampa e la diffusione delle notizie una funzione pubblica e insieme un&#8217;attivit\u00e0 d&#8217;impresa che va salvata perch\u00e9 essenziale alla vita democratica del Paese. Abbiamo una doppia responsabilit\u00e0: offrire ai lettori un prodotto di qualit\u00e0, vale a dire corretto, ben fatto, utile e adatto ai tempi che viviamo; e garantire un lavoro ai nostri collaboratori in condizioni di equit\u00e0. Si tratta di un equilibrio difficile da mantenere, la cui ricerca richiede grande capacit\u00e0 di adattamento alle nuove sfide. L&#8217;editoria italiana sta vivendo un passaggio epocale: agli effetti della congiuntura economica si aggiunge il rapido avanzare delle tecnologie digitali, con effetti rivoluzionari nelle abitudini delle persone e sul mercato.<br \/>\nIn questo difficile contesto \u00e8 urgente un ripensamento complessivo del settore editoriale come base per una politica industriale capace di frenare la flessione produttiva e di cogliere le occasioni di sviluppo attraverso una decisa modernizzazione.<!--more--><\/p>\n<div align=\"justify\">Gli editori italiani rifiutano interventi a pioggia e distribuzione indiscriminata di risorse. Pubblicamente e ripetutamente ci siamo detti favorevoli e abbiamo operato per una ventata di moralizzazione e trasparenza che privilegi l&#8217;innovazione e non perpetui rendite di posizione politiche.<br \/>\nIn questo quadro e con questi limiti, un intervento pubblico sul fronte della domanda -circoscritto nel tempo e ben delineato nell&#8217;oggetto &#8211; \u00e8 indispensabile per superare l&#8217;emergenza e tutelare davvero il pluralismo: ad esempio nella forma di incentivi fiscali per favorire la ripresa degli investimenti pubblicitari e per diffondere la lettura dei giornali tra i giovani. Sarebbe anche opportuno prevedere una specifica modulazione degli abbonamenti, in funzione della messa a disposizione dei giornali in esercizi pubblici o aperti al pubblico.<\/div>\n<p>Le aziende editrici italiane hanno razionalizzato i costi, per riacquisire efficienza e frenare il declino della redditivit\u00e0, ed hanno diversificato le loro attivit\u00e0, confrontandosi con un ambiente sempre pi\u00f9 multimediale. Ma non hanno mai trovato nelle politiche pubbliche sufficiente interesse per la protezione di chi produce contenuti editoriali di qualit\u00e0 e per la salvaguardia di tutte quelle risorse &#8211; economiche, umane e tecniche \u2013 indispensabili alla loro realizzazione e, pi\u00f9 in generale, alla sopravvivenza di una informazione libera e credibile.<\/p>\n<div align=\"justify\">Libert\u00e0 di stampa e pluralismo sono possibili solo con imprese editrici autonome ed economicamente sane, che operino in un contesto di regole di mercato. Rafforzare l&#8217;effettivit\u00e0 della tutela del diritto d&#8217;autore in Internet rispetto ai molteplici fenomeni di sfruttamento parassitario dei contenuti editoriali significa rafforzare le imprese stesse, la loro economicit\u00e0 e la loro capacit\u00e0 di sviluppare e sperimentare nuove forme di comunicazione multimediale.<\/div>\n<div align=\"justify\"><\/div>\n<div align=\"justify\">II processo di liberalizzazione e modernizzazione della distribuzione attua un disegno che potr\u00e0 essere valutato al suo completarsi, e a cui gli editori hanno risposto con un preciso impegno per l&#8217;informatizzazione della distribuzione e delle edicole.<br \/>\nL&#8217;obiettivo \u00e8 di offrire una nuova rete al Paese che si traduca in un servizio pi\u00f9 efficiente per i cittadini \u2013 ad esempio garantendo loro una scelta pi\u00f9 ampia in termini di orari di apertura delle rivendite &#8211; e in un elemento di chiarezza su vendite e rese nell&#8217;interesse dei mercati e dei suoi protagonisti.<\/div>\n<div align=\"justify\">I nuovi prodotti editoriali e le mutate esigenze del mercato comportano la necessit\u00e0 di sviluppare la formazione di nuove figure professionali, di incentivare l&#8217;accesso dei giovani alla professione giornalistica, di intervenire a sostegno della trasformazione dell&#8217;organizzazione del lavoro.<\/div>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Fieg, la cosiddetta Federazione Italiana Editori di Giornali, una lobby costituita per la sua parte pi\u00f9 influente di editori impuri che hanno impoverito e infangato l&#8217;informazione in Italia, che hanno voluto trasformare il mercato dell&#8217;editoria in una oligarchia di potenti,\u00a0 che hanno condiviso con una lobby di giornalisti vecchi nella mente e nelle azioni\u00a0 &#8230; <a title=\"La Lettera Aperta della Fieg sul futuro dell&#8217;editoria in Italia. 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