{"id":31321,"date":"2014-07-08T02:55:13","date_gmt":"2014-07-08T00:55:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=31321"},"modified":"2014-07-08T02:55:13","modified_gmt":"2014-07-08T00:55:13","slug":"linformazione-in-italia-laccordo-truffa-bisanzio-morire-compiacenze-renzi-padrone-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2014\/07\/08\/linformazione-in-italia-laccordo-truffa-bisanzio-morire-compiacenze-renzi-padrone-tutto\/","title":{"rendered":"L&#8217;informazione in Italia, l&#8217;accordo truffa della Bisanzio che va a morire e le compiacenze di Renzi il padrone di tutto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/news.you-ng.it\/2014\/06\/29\/perche-gli-editori-odiano-giornalisti-come-si-arrivati-allaccordo-bidone\/\" target=\"_blank\">Il riassunto di sfruttamenti, asservimenti e schiavismi politici<\/a><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">P<\/span>er capire come siamo arrivati al \u201cnuovo contratto\u201d spacca-ossa dei giornalisti \u2013 dai dipendenti ai precari, dai finti lavoratori autonomi ai disoccupati, dai freelance ai prepensionati \u2013 bisogna ricostruire le varie tappe, con l\u2019aiuto di alcuni dietro le quinte, molte confessioni dei protagonisti e qualche indiscrezione accertata dall\u2019incrocio con le varie fonti.<\/p>\n<p>Innanzitutto, lo sbandierato \u201cnuovo contratto\u201d del lavoro giornalistico \u00e8 un vero e proprio contratto? S\u00ec e no. A leggere bene i documenti firmati dal segretario nazionale della Fnsi, Franco Siddi, dalla Giunta esecutiva del sindacato spaccata come non mai, dalla Fieg, con la supervisione di Palazzo Chigi e la trepida attesa del presidente dell\u2019Inpgi, Andrea Camporese \u2013 il quale altrimenti rischierebbe di vedersi saltare a breve i conti dell\u2019Istituto di previdenza tra le mani \u2013 ricorre continuamente la dicitura \u201caccordo sul rinnovo contrattuale\u201d. Cosa vuol dire? Una cosa molto semplice. Nella sostanza \u2013 cosa di cui sono consapevoli tutti gli attori in causa, meno che i diretti interessati ossia i giornalisti stessi \u2013 quello firmato nei giorni scorsi \u00e8 un accordo-ponte valido fino al 2016, quando si dovr\u00e0 veramente scrivere il nuovo contratto e per il quale gli editori si stanno gi\u00e0 preparando a dare la spallata finale alla categoria: niente integrativi, azzeramento delle indennit\u00e0 delle domeniche lavorate, dei notturni, e cos\u00ec via. In sostanza, resta il vecchio contratto con l\u2019inserimento delle parti normative nuove (250 euro al mese agli autonomi, stipendi depotenziati per i precari, eliminazione della fissa) pi\u00f9 la parte economica: 60 euro lordi al mese per gli art.1, ancora per\u00f2 da definire.<!--more--><\/p>\n<p>E ora, bisogna fare una sosta a via Piemonte 64, una parallela di via Veneto, a Roma, sede della Fieg. Complice la crisi \u2013 che crisi non \u00e8, ma \u00e8 piuttosto una modifica strutturale del mercato frutto dei tempi, sconosciuta ai pi\u00f9 \u2013 nei saloni della Federazione degli editori, poco abituati a fare gli imprenditori, ma molto avvezzi a battere cassa e a vivere e a guadagnare (molto) dal rapporto con la politica, negli ultimi tre-quattro anni \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 palpabile l\u2019odio verso i giornalisti. Odio puro. La categoria non \u00e8 mai stata vista benissimo. Con i bilanci da tre anni in rosso, il fastidio si \u00e8 tramutato appunto in odio: i giornalisti sono visti come impiegati di lusso, inclini a fare quello che vogliono e ai quali non si riesce proprio a far timbrare il cartellino, insomma ad imporgli orario e limitazioni. Questo per i contrattualizzati. Perch\u00e9, per gli editori, gli \u201caltri\u201d \u2013 i giornalisti precari, freelance, collaboratori, a diritto d\u2019autore, cococo \u2013 neppure sono degni di attenzione. Pura manovalanza, da sfruttare finch\u00e9 si pu\u00f2, nonostante il mantra che il segretario della FNSI continua a ripetere in questi giorni sulla vittoria del sindacato che ha ottenuto la loro storica inclusione nel \u201ccorpo\u201d del contratto.<\/p>\n<p>Il fatto che il 60% della categoria \u2013 secondo l\u2019ultima ricerca LSDI commissionata dalla stessa FNSI \u2013 ormai eserciti questa professione senza contratto e fuori da un quadro di diritti e tutele, non \u00e8 sufficiente. Principii di fondo a garanzia dell\u2019autonomia dei giornalisti, conquistati in decenni di lotte sindacali, sono considerati come sprechi, privilegi, vizi inaccettabili, ciarpame ormai superato.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da tenere presente un dato di fatto. Da vent\u2019anni alla Fieg la fanno da padroni due ingegneri: uno l\u2019Ingegnere con I maiuscola, l\u2019editore \u201cpi\u00f9 democratico\u201d, De Benedetti, che ama visceralmente i suoi giornali perch\u00e9 ama il potere, e l\u2019altro esponente dei \u201cfalchi\u201d, Caltagirone, che dalle disavventure dei primi Anni \u201990 ha imparato che i giornali servono sia come arma di difesa \u2013 non si sa mai \u2013 sia, e soprattutto, come strumento per moltiplicare a dismisura affari e quattrini, in particolare se si \u00e8 padroni di testate storiche di citt\u00e0 come Roma, Napoli, Venezia, ecc.<\/p>\n<p>A dir la verit\u00e0, il vero nodo \u2013 crisi o meno \u2013 \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Ed \u00e8 il costo del lavoro: i giornalisti costano troppo alle aziende editoriali, non perch\u00e9 guadagnano troppo, ma perch\u00e9 la pressione fiscale e contributiva sulle loro buste paga in vent\u2019anni \u00e8 quasi raddoppiata, e perch\u00e9 la struttura del contratto \u00e8 tarata ancora sui tempi delle rotative e di quando i giornali cartacei vendevano (cio\u00e8 si facevano pagare, non erano gratis come i siti online) centinaia di migliaia di copie. L\u2019unica soluzione possibile sarebbe una riforma del lavoro giornalistico, studiata e proposta da editori e giornalisti. Abbassare il costo del lavoro in cambio dell\u2019emersione della zona sempre pi\u00f9 ampia di lavoro nero e grigio, aumentando cos\u00ec la platea contributiva. Alcuni editori sarebbero anche disposti ad affrontare il tema, facendone, con la difesa della qualit\u00e0 dell\u2019informazione, i due pilastri della strategia per affrontare le nuove sfide. Ma sono intimoriti, senza una voce propria.<\/p>\n<p>Incredibilmente, a non voler percorrere questa strada, difficile e non senza pericoli ma \u2013 a conti fatti \u2013 l\u2019unica possibile, oltre ai \u201cfalchi\u201d Fieg sono anche la Fnsi, il sindacato unico dei giornalisti e l\u2019Inpgi. Perch\u00e9? Il discorso sarebbe lungo. Per brevit\u00e0, diciamo che editori della carta stampata, vertici della categoria \u2013 Fnsi e Inpgi in testa \u2013 e governo (chiunque ne sia l\u2019inquilino) preferiscono la conservazione: del loro potere e spesso delle loro posizioni personali. Riscrivere il sistema di tutele, adeguandolo alla realt\u00e0 in evoluzione, porterebbe trasparenza e aria fresca nell\u2019informazione. Ma pi\u00f9 autonomia, anche e soprattutto economica, per la bistrattata categoria che per professione deve informare, significa meno controllo sull\u2019informazione e dell\u2019informazione. E questo chi detiene il potere non lo vuole. I costi, certamente aggravati dalla crisi, ma in un trend che va avanti da vent\u2019anni, vengono sempre pi\u00f9 drammaticamente scaricati sugli anelli pi\u00f9 deboli, poi sui cittadini e per ben due volte sui giornalisti: la prima come contribuenti, la seconda in quanto giornalisti che pagano l\u2019infinito numero di prepensionamenti nel settore.<\/p>\n<p>Prima lunga premessa, ma indispensabile. E ora andiamo avanti.<\/p>\n<p>Due anni fa \u00e8 stato nominato presidente della Fieg Giulio Anselmi, giornalista di razza e direttore di varie testate per vent\u2019anni. Incarico che ha accettato senza eccessivo entusiasmo. A chiedergli di assumerlo sono stati alcuni dei maggiori azionisti dell\u2019Ansa, che ha diretto. Certamente non \u00e8 amato da Caltagirone che, quando acquist\u00f2 il Messaggero, chiese ed ottenne che si facesse da parte come direttore della storica testata della Capitale, \u201cperch\u00e9 \u00e8 troppo abituato a fare come vuole\u201d. Diversi mesi fa Giulio Anselmi fa sapere che non accetter\u00e0 una riconferma alla guida della Fieg, al termine del mandato, il 30 giugno 2014. Prassi insolita per un presidente della Fieg. Come mai? Perch\u00e9 un anno fa comincia la danza.<\/p>\n<p>Alla scadenza del contratto 2009-2013, sotto i colpi della crisi che crisi non \u00e8, gli editori \u2013 nonostante i quasi 2mila prepensionamenti, a spese dei giornalisti e della collettivit\u00e0, e con i quali non hanno rilanciato alcunch\u00e9 \u2013 decidono di fare la faccia feroce. Comunicano che intendono disdettare il contratto nazionale del lavoro giornalistico. Una dichiarazione di guerra, certo, ma il contratto in scadenza rimarrebbe comunque in vigore (e visto come \u00e8 andata con l\u2019 \u201caccordo sul rinnovo contrattuale\u201d appena firmato sarebbe stato meglio<\/p>\n<p>\u2026). Si preannuncia uno scontro durissimo, tra editori e giornalisti. Anselmi al Consiglio federale della Fieg dice senza mezzi termini: \u201cNon voglio essere io l\u2019uomo della mazzata. Metteteci uno dei vostri\u201d.<\/p>\n<p>Da giornalista, prima che da presidente della Fieg, non vuole essere lui a massacrare i colleghi e la professione, a segnare la fine del giornalismo professionale e legalizzare la schiavit\u00f9 per i collaboratori e i freelance. In ogni caso nessuno avrebbe scommesso un euro che si sarebbe arrivati ad un accordo, a tutti i costi e a vantaggio di pochissimi. Come ci siamo arrivati? Lo vedremo tra poco.<\/p>\n<p>Ora la seconda premessa. Sempre un anno fa, quando il contratto sta per scadere e si addensano le nubi, il Direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, chiede espressamente \u2013 come per altro pi\u00f9 volte aveva tentato di fare l\u2019Azienda \u2013 che in Fieg entri anche la Tv pubblica, al cui ingresso farebbe seguito immediatamente quello di Mediaset, Sky, Telecom-La7. La Rai \u00e8 pronta a versare la sua cospicua quota (in altre occasioni era arrivata ad offrire il doppio della quota ordinaria). Non se ne fa nulla. Non solo per le opposizioni interne nella Fieg: se entrano i \u201ctelevisivi\u201d, gli editori alla Caltagirone e alla De Benedetti non avranno pi\u00f9 certo il boccino in mano. Ma il \u201cno\u201d viene a sorpresa anche da alcuni consiglieri del Cda della Rai, evidentemente sensibili a qualche richiamo della Presidenza del Consiglio (siamo agli ultimi scampoli del governo Letta), lungo quella filiera che da sempre lega la politica a Viale Mazzini, lega la Fnsi e la Fieg in un unico concentrato di potere da vent\u2019anni inamovibile.<\/p>\n<p>Queste due premesse sono indispensabili per capire il risultato dell\u2019 \u201caccordo sul rinnovo contrattuale\u201d.<\/p>\n<p>Gli incontri fra editori e Fnsi proseguono stancamente fino a febbraio di quest\u2019anno, con le delegazioni allargate e la partecipazione alla trattativa della Giunta esecutiva e delle Commissioni Fnsi. Poi a febbraio il giro di vite. Le consultazioni avvengono solo \u201cin ristretta\u201d: agli incontri sono presenti solo Siddi, il direttore Tartaglia, il presidente Giovanni Rossi per la Fnsi e per la Fieg il direttore generale.<\/p>\n<p>Una procedura irrituale e in aperta violazione dell\u2019art. 25 dello Statuto della Fnsi che stabilisce senza ombra di dubbio che tutti i contratti nazionali \u201csono stipulati dalla Giunta Esecutiva della Fnsi\u201d in modo collegiale, con la presenza di tutti membri, e non come invece \u00e8 accaduto, con una delegazione \u201cristretta\u201d formata solo da segretario, presidente e direttore. Perch\u00e9 \u00e8 stato violato lo Statuto? Perch\u00e9 Siddi ha aderito alle richieste della Fieg di trattare con una delegazione ristretta escludendo frettolosamente tutti gli altri membri della Giunta esecutiva?<\/p>\n<p>Viene del tutto disattesa anche la mozione congressuale che, dall\u2019ultimo congresso della Federazione della stampa a Bergamo, impegna i vertici sindacali a colmare un\u2019inadempienza che si trascina da oltre 30 anni: e cio\u00e8 ammettere anche le aziende televisive al tavolo delle trattative per il contratto di lavoro, finora discusso e deciso solo con gli editori di carta stampata. Impegno platealmente violato. Probabilmente un altro profilo di illegittimit\u00e0 che caratterizza questo \u201caccordo sul rinnovo contrattuale\u201d.<\/p>\n<p>La situazione comincia a sbloccarsi due settimane fa. C\u2019\u00e8 l\u2019accordo sull\u2019equo compenso. Firmato di notte, in silenzio, senza che ne sia informata la categoria, e con sfaccettature alquanto carbonare, anche dal presidente della Fieg. Certo non possono essere gli editori a schierarsi contro l\u2019\u201diniquo compenso\u201d\u2026 Segue, il 19 giugno, subito dopo, il famigerato accordo sul cosiddetto lavoro autonomo per il trattamento economico minimo di 250 euro (lordi) al mese: firmano, e ci tengono a farlo sapere, tutti i membri della Giunta esecutiva della Fnsi, con l\u2019eccezione di Ezio Cerasi, membro dell\u2019Esecutivo Usigrai, il potente\u00a0sindacato dei giornalisti della Rai, che se ne va prima \u201cper un improrogabile impegno\u201d, e di Fabio Morabito (Il Messaggero), che invece si rifiuta apertamente di sottoscrivere l\u2019ultimo atto di questo scempio.<\/p>\n<p>A questo punto, combinazione, comincia la \u201cpressione fortissima del governo\u201d sulla Fieg. S\u00ec, proprio del governo presieduto da Matteo Renzi, il Rinnovatore, che su questa materia segue un copione che pi\u00f9 consolidato non si pu\u00f2. Per caso \u00e8 stata sollecitata da qualche \u201cpotere forte\u201d questa improvvisa \u201cfortissima pressione\u201d da parte dell\u2019esecutivo che forse avrebbe altre gatte da pelare? Ah, saperlo!<\/p>\n<p>Anche in tempi di sacrifici per tutti, l\u2019esecutivo non si dimostra insensibile al richiamo e alle pene dell\u2019editoria amica: \u00e8 disposto a trovare 120 milioni in tre anni \u2013 soldi pubblici \u2013 \u201cma ci deve essere l\u2019accordo tra Fnsi e Fieg\u201d. Come si fa a dire di no a 120 milioni per le aziende editoriali in crisi? Ma gli editori non fanno praticamente nulla. A portare la soluzione su un piatto d\u2019argento \u2013 incredibile \u2013 \u00e8 il sindacato dei giornalisti: 250 euro alle partite Iva, raddoppio del praticantato che passa da 18 mesi a 36, ai nuovi assunti il precariato a vita con contratti depotenziati e stipendi pi\u00f9 bassi del 20\/30% dello stipendio minimo per 7-10 anni. Per gli altri, gli art.1, i \u201cprivilegiati\u201d che in redazione sono sempre di meno e che in questi anni hanno lavorato in condizioni sempre pi\u00f9 difficili per garantire un prodotto decente, via la cosiddetta \u201cex fissa\u201d. Viene presentata come un insopportabile privilegio, mentre rappresenta in realt\u00e0 una delle tutele di reale autonomia inserita fin dal primo contratto nazionale che i giornalisti italiani, dopo infinite lotte, riuscirono a strappare nel 1911. L\u2019eliminazione del \u201cprivilegio\u201d avviene con un gigantesco conflitto di interesse. I responsabili del dissesto del Fondo Ex Fissa gestito dall\u2019Inpgi sono gli stessi che lo liquideranno, nella totale assenza di trasparenza su cosa \u00e8 avvenuto, cosa ha determinato il dissesto, chi non ha versato il dovuto, chi ha preso fisse milionarie, chi se ne \u00e8 costruite di fittizie, e cos\u00ec via. Insomma una sanatoria che gli editori incassano senza colpo ferire e senza alcuna contropartita.<\/p>\n<p>Di fatto gli editori si sono limitati a guardare, accettando una proposta alla quale \u2013 sebbene la maggioranza dei giornalisti la consideri indecente \u2013 non potevano certo dire di no!<\/p>\n<p>Il sottosegretario Lotti ha fatto la sua parte, come nuovo figurante della politica di scambio tra governo e padroni delle testate. Come all\u2019epoca del governo Berlusconi nel 2009, con due sole differenze: Lotti \u00e8 pi\u00f9 giovane e pi\u00f9 foto\/telegenico dell\u2019allora sottosegretario Bonaiuti. Dalle tasche degli italiani saranno prelevati 120 milioni in tre anni dietro il paravento delle \u201cnuove assunzioni\u201d, destinati in parte ai soliti noti e in parte a puntellare i conti dell\u2019Inpgi. Gi\u00e0, i conti dell\u2019Inpgi. Con tutta evidenza, devono essere pi\u00f9 traballanti di quanto \u00e8 emerso finora, se non \u00e8 bastata \u2013 com\u2019era ovvio- la spericolata costituzione del Fondo Immobiliare che \u2013 a detta dello stesso Presidente, Andrea Camporese \u2013 ha prodotto una plusvalenza tale da compensare per il 2013 (e poi?) lo sbilancio ormai strutturale di 70-80 milioni. Tradotto: l\u2019Istituto, da che era la cassaforte della categoria, ogni anno eroga pensioni e assistenza per 70-80 milioni in pi\u00f9 di quanto incassa da contributi e rendita del patrimonio. Uno sbilancio che non pu\u00f2 che essere destinato a peggiorare.<\/p>\n<p>Nel decreto sul Fondo per l\u2019editoria, il sottosegretario Luca Lotti ha infilato il principio sacrosanto dell\u2019equo compenso (anche se insufficiente e, con questo sindacato, controproducente), un po\u2019 di demagogia, la formula vergognosa e anticostituzionale del \u201cprendi 4 e paghi 1\u201d (ovvero ogni tre prepensionamenti un nuovo assunto, gli editori volevano 4 prepensionati e un \u201cgiovane\u201d assunto ), e la previsione suffragata dal nulla che ci saranno \u201c300 nuovi assunti\u201d. Un impegno che nessuno sa dire su che stime si basi. \u201cMa lo sai quante saranno le nuove assunzioni all\u2019anno? Venti-trenta\u201d confida un membro della\u00a0Giunta esecutiva Fnsi. Anche se \u2013 dicono \u2013 Lotti avrebbe un asso nella manica. Nel decreto, che si vedr\u00e0 solo tra una settimana, avrebbe inserito la clausola dei \u201ctre prepensionati e un nuovo assunto\u201d applicandola anche agli stati di crisi gi\u00e0 pendenti presso il ministero del Lavoro e\/o addirittura anche a quelli degli anni passati. Difficile che qualunque provvedimento di legge abbia valore retroattivo, ma tutto pu\u00f2 essere. E se cos\u00ec fosse, il giovane Lotti si sar\u00e0 dimostrato pi\u00f9 furbo del sindacalista di lungo corso Siddi. Pu\u00f2 ambire (ammesso che ne abbia il minimo interesse) al posto di prossimo segretario della Fnsi. Vedremo.<\/p>\n<p>Soprattutto nessuno ma proprio nessuno \u2013 n\u00e9 la Fnsi, n\u00e9 la Fieg, n\u00e9 Palazzo Chigi, (Inpgi non pervenuto) \u2013 \u00e8 in grado di spiegare come un precario a vita, con stipendio da fame e conseguente gettito contributivo, possa sostenere tre prepensionamenti effettuati sulla base di stipendi \u201cnormali\u201d degli anni passati.<\/p>\n<p>Il gruppo De Benedetti, che ha sponsorizzato in tutti i modi lo sbarco di Renzi a Palazzo Chigi, \u00e8 il primo a passare all\u2019incasso della cambiale. Non a caso nello stesso giorno due testate del Gruppo hanno messo a disposizione, in stereofonia, due ampie interviste a Lotti e a Siddi. Quando si dice le combinazioni. Per chi ha molti giornali con cronache locali, regionali, cittadine, poi, \u00e8 una mano santa il trattamento economico minimo da 250 euro al mese ai collaboratori-schiavi. Cos\u00ec \u201cBeautiful\u201d Lotti non ha mai goduto di tanta pubblicit\u00e0 come in queste ore, fino addirittura ad oscurare la Boschi. Miracoli del raggiunto \u201caccordo\u201d.<\/p>\n<p>Come per tutte le cose, c\u2019\u00e8 un prezzo da pagare. L\u2019 \u201caccordo sul rinnovo contrattuale\u201d ha spaccato a met\u00e0 il vertice della Fnsi: in Giunta esecutiva hanno votato a favore in 8, 3 contrari, 3 astenuti (2 di questi passati all\u2019astensione a seguito di una forte mobilitazione sul web da parte dei giornalisti, soprattutto precari e freelance, dopo che avevano invece approvato l\u2019accordo sull\u2019\u201cEquo compenso\u201d). L\u2019accordo finale pu\u00f2 contare su 7 contro 6 se si esclude Siddi, il segretario della Fnsi, anche se gli astenuti sono dati come prossimi al ritorno all\u2019ovile. Ma nonostante tanti provvidenziali regali il clima non \u00e8 dei migliori neppure in Fieg. Chi conosce l\u2019ambiente descrive gli editori asserragliati nel fortino, ostaggio della paura. \u201cSono terrorizzati\u201d. La paura di essere travolti dai debiti e chiudere bottega. Chi \u00e8 disposto a passare la mano? De Benedetti non vender\u00e0 mai i suoi gioielli, perch\u00e9 come si \u00e8 detto ama troppo il potere, Caltagirone difficilmente rinuncerebbe all\u2019arma dei giornali. Tra gli altri in molti venderebbero subito se ci fosse qualcuno a comprare, anche se restano titubanti un po\u2019 per \u201cspirito di attaccamento all\u2019azienda\u201d e un po\u2019 perch\u00e9 sanno che, senza il potere derivante da una testata, sarebbero nessuno.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la cornice entro la quale \u00e8 stato modellato l\u2019 \u201caccordo sul rinnovo contrattuale\u201d.<\/p>\n<p>Un po\u2019 un pasticcio, un po\u2019 un imbroglio, con diverse probabili illegittimit\u00e0 e molta iniquit\u00e0, un po\u2019 il ricorso garantito dal governo Renzi all\u2019atavica consuetudine degli imprenditori italiani, e in particolare degli editori: profitti privati, perdite pubbliche. Situazione drammatica? Certamente s\u00ec. Ma tutti i protagonisti di questo accordo-scandalo sanno perfettamente che la macelleria sociale tra i giornalisti, la riduzione di informazione degna di questo nome e il conseguente abbassamento del livello di democrazia nel Paese, non risolveranno uno solo dei nodi sul tappeto. Fino al nuovo vero contratto nel 2016 e alla resa dei conti decisiva da parte degli editori con i giornalisti. Basta con questa libert\u00e0 e autonomia dell\u2019informazione, tutta roba superata e intollerabile!<\/p>\n<p>Comunque vadano le cose, ormai la lezione \u00e8 chiara: umiliare i giornalisti serve a ridurre la libert\u00e0 di tutti. E meno si \u00e8 informati meno si riflette, meno si capisce e meno si disturba il manovratore, e, di questi tempi, meglio \u00e8.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il riassunto di sfruttamenti, asservimenti e schiavismi politici Per capire come siamo arrivati al \u201cnuovo contratto\u201d spacca-ossa dei giornalisti \u2013 dai dipendenti ai precari, dai finti lavoratori autonomi ai disoccupati, dai freelance ai prepensionati \u2013 bisogna ricostruire le varie tappe, con l\u2019aiuto di alcuni dietro le quinte, molte confessioni dei protagonisti e qualche indiscrezione accertata &#8230; <a title=\"L&#8217;informazione in Italia, l&#8217;accordo truffa della Bisanzio che va a morire e le compiacenze di Renzi il padrone di tutto\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2014\/07\/08\/linformazione-in-italia-laccordo-truffa-bisanzio-morire-compiacenze-renzi-padrone-tutto\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;informazione in Italia, l&#8217;accordo truffa della Bisanzio che va a morire e le compiacenze di Renzi il padrone di tutto\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17,1,30,32],"tags":[2019,928],"class_list":["post-31321","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economia","category-politica","category-media","category-pensieri","tag-giornaliati","tag-sfruttamento"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31321","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31321"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31321\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31322,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31321\/revisions\/31322"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31321"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31321"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31321"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}