{"id":32574,"date":"2014-12-14T10:25:53","date_gmt":"2014-12-14T08:25:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=32574"},"modified":"2014-12-14T02:06:19","modified_gmt":"2014-12-14T00:06:19","slug":"dei-cronisti-e-dei-marchettari-ovvero-anche-dei-giornalisti-e-delle-prostitute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2014\/12\/14\/dei-cronisti-e-dei-marchettari-ovvero-anche-dei-giornalisti-e-delle-prostitute\/","title":{"rendered":"Dei cronisti e dei marchettari ovvero anche dei giornalisti e delle prostitute"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/blog.stefanotesi.it\/?p=3046\" target=\"_blank\">Via Stefano Tesi<\/a><\/p>\n<blockquote>\n<div id=\"stcpDiv\">Nella testa di molti giornalisti di quotidiano, soprattutto della vecchia guardia, circolano strane idee. Ad esempio che l\u2019unico tipo di giornalismo degno di questo nome sia il loro: generalista, basato sulla cronaca e fatto da redattori. Il corollario \u00e8 che tutto il resto non \u00e8 giornalismo serio, che ci\u00f2 che esula dalla cronaca \u00e8 fuffa e che chi scrive lo fa di norma per compiacere se stesso o qualcuno, in alto nel giornale o all\u2019esterno di esso. Corollario del corollario \u00e8 che i collaboratori sono i primi complici di questo sistema. Cio\u00e8, in parole povere, marchettari: per vocazione, per scelta o per necessit\u00e0 (quest\u2019ultima toppa giustificativa \u00e8 risultata anche peggiore del buco). Quando poi, dopo e in privato, ti spieghi, la cosa prende per fortuna sfumature e toni diversi. Ma, l\u00ec per l\u00ec, sentirsi dire brutalmente che tutti gli articoli che parlano di vini, ristoranti, moda, arredamento, viaggi, tempo libero, auto, viaggi, libri, tv, spettacoli o elettrodomestici non sono notizie ma marchette (e quindi chi li scrive \u00e8 tendenzialmente un marchettaro pi\u00f9 o meno consapevole) fa abbastanza inquietare.<!--more--><\/p>\n<\/div>\n<div>Primo, perch\u00e8 non \u00e8 vero. Secondo, perch\u00e8 allora pu\u00f2 essere marchettaro anche il cronista che riporta una versione dei fatti invece di un\u2019altra o il notista che cita le parole di un politico anzich\u00e8 di un altro. Terzo perch\u00e8 la critica giornalistica da un lato e l\u2019esistenza ultracinquantennale della stampa specializzata dimostrano il contrario. Cio\u00e8 che la differenza la fanno il recensore e chi lo paga (me mi paga l\u2019editore) e che la credibilit\u00e0 dello spazio dedicato a un argomento dipende innanzitutto dall\u2019autorevolezza del recensore e dalla specializzazione della testata: \u00e8 insomma cosa ben diversa se alla nuova Mercedes si dedicano quattro pagine sul quotidiano locale o su Quattroruote. Le affermazioni suddette sono suonate ancora pi\u00f9 surreali se si pensa che, da almeno tre decenni, tutti i quotidiani hanno pagine specializzate sui temi pi\u00f9 disparati. Pagine che, secondo la logica detta sopra, sarebbero anch\u2019esse e a prescindere dei contenitori di marchette gestite da caposervizio marchettari alla guida di giornalisti marchettari<\/div>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Stefano Tesi Nella testa di molti giornalisti di quotidiano, soprattutto della vecchia guardia, circolano strane idee. 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