{"id":3363,"date":"2008-03-27T08:05:27","date_gmt":"2008-03-27T06:05:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2008\/03\/27\/leconomia-criminale-in-internet\/"},"modified":"2008-04-08T08:06:28","modified_gmt":"2008-04-08T06:06:28","slug":"leconomia-criminale-in-internet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2008\/03\/27\/leconomia-criminale-in-internet\/","title":{"rendered":"L&#8217;economia criminale in Internet"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/vittoriozambardino.repubblica.it\/zetavu\/2008\/03\/leconomia-crimi.html\">Alberto Berretti su ZetaVu<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.biosmagazine.co.uk\/images\/content\/prodpics\/200610\/malware_1.jpg\" align=\"right\" height=\"190\" width=\"261\" \/>Il malware e&#8217; passato da una fase in cui prodotti diversi venivano gestiti indipendentemente, artigianalmente, e, verrebbe da dire, &#8220;senza fini di lucro&#8221;, o in una area grigia (spam) o da personaggi piu&#8217; o meno pittoreschi (virus writers per divertimento, asociali vari), ad una fase che potremmo (seguendo Peter Guttmann) definire &#8220;convergente&#8221;, in cui nasce una vera e propria economia sviluppata. Virus, spam, phishing, e cosi&#8217; via diventano semplicemente degli strumenti per realizzare dei fini economici, uscendo dalla devianza &#8220;underground&#8221; ed integrandosi con il crimine organizzato (e talvolta anche politico).<\/p>\n<p>Nasce la divisione del lavoro: c&#8217;e&#8217; chi studia e realizza virus ed altri exploit, che costituiscono la base tecnica, le &#8220;armi&#8221; della guerra. Costoro vendono, spesso a basso prezzo, i loro strumenti ad altri, che o li rivendono in un vero e proprio mercato, con tanto di marketing e promozioni. O addirittura realizzano servizi su abbonamento, con contratto di manutenzione ed aggiornamento del software analogamente &#8211; ma al contrario! &#8211; a come fanno le societa&#8217; che realizzano antivirus.<\/p>\n<p>Questi tool vengono poi utilizzati oggi tipicamente per costruire delle botnet, e cioe&#8217;, come spiegato gia&#8217; in altro post credo, delle reti di pc controllati da una organizzazione criminale che li usa, all&#8217;insaputa del proprietario, per i propri scopi. Una botnet non e&#8217; banale da costruire e da controllare, perche&#8217; non deve essere &#8220;sgamata&#8221; facilmente: il pc non deve essere troppo disturbato dalla presenza del malware, che deve operare nel modo piu&#8217; invisibile possibile. E non deve nemmeno essere troppo facile determinare la centrale di C&amp;C (command &amp; control) che la gestisce, per questo si e&#8217; passati da botnet controllate mediante IRC (Internet Relay Chat) a botnet controllate via HTTP (il protocollo, ubiquito, del web) o addirittura controllate via protocolli peer-to-peer come Overnet.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alberto Berretti su ZetaVu Il malware e&#8217; passato da una fase in cui prodotti diversi venivano gestiti indipendentemente, artigianalmente, e, verrebbe da dire, &#8220;senza fini di lucro&#8221;, o in una area grigia (spam) o da personaggi piu&#8217; o meno pittoreschi (virus writers per divertimento, asociali vari), ad una fase che potremmo (seguendo Peter Guttmann) definire &#8230; <a title=\"L&#8217;economia criminale in Internet\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2008\/03\/27\/leconomia-criminale-in-internet\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;economia criminale in Internet\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[2155,426,2168,284,318,382,341,26,363],"class_list":["post-3363","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","tag-internet","tag-lavoro","tag-media","tag-repubblica","tag-software","tag-tav","tag-toro","tag-vittorio","tag-web"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3363","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3363"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3363\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3363"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3363"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3363"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}