{"id":33966,"date":"2016-07-14T23:10:34","date_gmt":"2016-07-14T21:10:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=33966"},"modified":"2016-07-15T02:27:29","modified_gmt":"2016-07-15T00:27:29","slug":"openinpgi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2016\/07\/14\/openinpgi-2\/","title":{"rendered":"#openinpgi: Secondo Ernesto Auci L&#8217;Inpgi \u00e8 sull&#8217;orlo del fallimento"},"content":{"rendered":"<p>Anni fa a un incontro di giornalisti in Piemonte dissi che l&#8217;equilibrio economico di INPGI era fuori controllo. Veni definito dai soloni locali un allarmista.\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.firstonline.info\/Blog\/ernesto-auci\/linpgi-e-sullorlo-del-fallimento\/MzFfMjAxNi0wNy0xM19GT0x8Mjg\">Oggi scrive Ernesto Auci<\/a><\/p>\n<blockquote><p>L&#8217;ente previdenziale e di assistenza dei giornalisti italiani \u00e8 sull&#8217;orlo del fallimento. Per la prima volta con grande chiarezza il rapporto della Corte dei Conti sul bilancio del 2015 e sull&#8217;evoluzione della situazione in questi primi mesi dell&#8217;anno, afferma senza mezzi termini che &#8220;il saldo previdenziale rimarr\u00e0 presumibilmente negativo fino al 2045 mentre il patrimonio si azzerer\u00e0 gi\u00e0 nel 2030. Quindi il giudizio dell&#8217;esperto attuariale indipendente \u00e8, nella vigente regolamentazione, di non solvibilit\u00e0 dell&#8217;Inpgi&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;analisi del bilancio dell&#8217;istituto condotta con accuratezza dalla Corte dei Conti \u00e8 molto dettagliata e complessa. Tuttavia risulta evidente che c&#8217;\u00e8 uno squilibrio di fondo e crescente tra i contributi incassati e le erogazioni per previdenza ed assistenzatanto che il saldo sale da un &#8211; 81,6 milioni del 2014 ad un meno 111,9 milioni dello scorso anno. Il numero di iscritti continua a calare (- 5% circa) attestandosi a poco pi\u00f9 di 15300 giornalisti con un rapporto tra iscritti e pensionati che scende dall&#8217;1,97 all&#8217;1,77.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>E pensare che dieci anni fa era di quasi un pensionato ogni tre attivi. L&#8217;ammontare delle riserve, rispetto alle pensioni in essere scende da 4,03 annualit\u00e0 a 3,93. Per coprire questo enorme buco dei conti l&#8217;Istituto cerca di aumentare la redditivit\u00e0 del proprio patrimonio sia mobiliare che immobiliare. Tuttavia anche se dalle cifre lorde risulta un forte incremento della redditivit\u00e0 degli investimenti mobiliari, cio\u00e8 in titoli azionari e obbligazionari, depurando tale dato da plus e minus non esplicitate in bilancio il rendimento si colloca sull&#8217;1,70% mentre quello delle attivit\u00e0 immobiliari \u00e8 pari all&#8217;1,42%.<\/p>\n<p>A mettere a posto i conti facendo chiudere il bilancio complessivo con un apparentemente rassicurante attivo di 21 milioni, \u00e8 una plusvalenza di circa 90 milioni dovuta dal passaggio di numerosi immobili dal patrimonio diretto dell&#8217;Ente ad una societ\u00e0 di gestione ad un prezzo ricavato da perizie superiore a quello di carico. Insomma una plusvalenza cartacea che data la crisi del settore immobiliare che non accenna a concludersi, speriamo corrisponda ai valori reali del mercato.<\/p>\n<p>Per essere un po\u2019 sintetici appare evidente che l&#8217;Inpgi soffre di una gestione corrente gravemente deficitaria e che questi deficit vengono coperti, come gi\u00e0 avvenuto negli anni passati, facendo ricorso al patrimonio. Ma cos\u00ec facendo prima o poi, in assenza di una inversione di tendenza nella crisi che l&#8217;informazione sta attraversando, o in mancanza di drastiche misure di razionalizzazione delle prestazioni, in destino dell&#8217;Ente appare segnato.<\/p>\n<p>I rimedi finora adottati non sembrano sufficienti ed inoltre sono stati approvati solo in parte all&#8217;inizio del 2016 dai ministeri vigilanti. Per esempio il contributo di solidariet\u00e0 su tutte le pensioni in essere non \u00e8 stato approvato. Quello che sembra assente \u00e8 per\u00f2 una diffusa consapevolezza sia nella categoria dei giornalisti che soprattutto nei nuovi vertici appena eletti, della situazione di grave pericolo in cui si trova l&#8217;istituto e della necessit\u00e0 di agire in profondit\u00e0 se si vuole raddrizzare veramente i conti.<\/p>\n<p>In primo luogo sono necessari risparmi severi su tutte le voci di costo di gestionedove figurano anche voci non ben chiare come i 2,41 milioni di contributi alle associazioni stampa, il costo degli organi (presidenza e Consiglio) e lo stesso personale. Anche se le cifre che in questo modo si potranno reperire non saranno certo sufficienti a coprire i fabbisogni, si tratta di un&#8217;opera preliminare per rendere credibili ed accettabili le misure da varare sulle prestazioni.<\/p>\n<p>Bisogner\u00e0 ridurre drasticamente le misure assistenziali, sia la Cassa integrazione che i contratti di solidariet\u00e0. Questi ultimi sono passati dai 2,1 milioni nel 2010 a ben 17,5 milioni nel 2015. Soprattutto bisogner\u00e0 recepire in toto la riforma Fornero sia per l&#8217;et\u00e0 pensionabile, sia per il calcolo della pensione per coloro che ci andranno dai prossimi mesi. In questo caso, e solo in un quadro complessivo di riforme, sarebbe anche logico ripristinare un piccolo contributo di solidariet\u00e0 per i pensionati gi\u00e0 in essere, dato che appare equo chiedere sacrifici a tutti pur di tenere in piedi la baracca.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anni fa a un incontro di giornalisti in Piemonte dissi che l&#8217;equilibrio economico di INPGI era fuori controllo. Veni definito dai soloni locali un allarmista.\u00a0 Oggi scrive Ernesto Auci L&#8217;ente previdenziale e di assistenza dei giornalisti italiani \u00e8 sull&#8217;orlo del fallimento. 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