{"id":34146,"date":"2016-12-05T10:54:40","date_gmt":"2016-12-05T08:54:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=34146"},"modified":"2016-12-06T10:17:42","modified_gmt":"2016-12-06T08:17:42","slug":"media-italiani-quasi-tutti-clementi-matteo-renzi-perso-anche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2016\/12\/05\/media-italiani-quasi-tutti-clementi-matteo-renzi-perso-anche\/","title":{"rendered":"I media italiani quasi tutti  clementi con Matteo Renzi hanno perso anche loro"},"content":{"rendered":"<p><span data-offset-key=\"fih94-0-0\"><span data-text=\"true\">Il voto referendario rappresenta il fallimento dei giornaloni italiani e delle testate giornalistiche delle TV che hanno lasciato passare ogni violazione di Matteo Renzi e ogni sua comunicazione senza verificarla se non in maniera marginale.<br \/>\nQuesto non vuol dire che fosse necessario fare come ha fatto il Fatto Quotidiano una campagna per il No, ma semplicemente fare un&#8217;informazione corretta e non spesso pilotata che analizzasse correttamente le cose, la comunicazione politica, le minacce possibili e le distorsioni create nella comunicazione.<br \/>\nIl tradimento dei cittadini da parte di\u00a0 coloro che hanno vessato Berlusconi e vezzeggiato e lasciato agire impunemente Renzi e hanno sostenuto una riforma mal fatta, rappresenta la resa di un passato che oramai si sta sfilacciando: la fine dei media che si sono venduti per salvarsi. Domani \u00e8 un altro giorno.<br \/>\nMarco Travaglio commenta la situazione a caldo poco dopo i risultati referendari e dopo le dimissioni di Renzi.<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Marco Travaglio Asfalta Media Comunicazione Sdraiati a Pelle D&#039;Orso 05\/12\/2016\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gh1uKJZeewk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Aggiornamento : <a href=\"http:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-2\/media_e_tv\/stampa-bastarda-lungo-travaglio-giornaloni-schierati-fino-137109.htm\">Articolo sui tema di Dagospia<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Nella domenica della lunga maratona televisiva facevano quasi pena le facce dei commentatori a mezzo stampa che si arrampicavano sugli specchi levigati con la lingua slurpina nel tentativo (vacuo e maldestro) di coprire le vergogne dei giornaloni in cui lavorano. Le gazzette di Rignano che da mesi avevano sfilato compatti al fianco del Ducetto Renzi nella battaglia referendaria sulla riforma costituzionale.<br \/>\nmario calabresi eugenio scalfari<\/p>\n<p>E fingendo neutralit\u00e0 tra le forze in campo hanno coperto sotto il tappeto della vergogna le patacche e le bugie che Pittibimbo gli rifilava quotidianamente. La sua apparizione in tv con la scheda taroccata che avrebbe consentito agli elettori di scegliersi i propri senatori (negata dalla legge in votazione) \u00e8 stata una idea che neppure gli autori dei falsi Modigliani avrebbero potuto escogitare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, quando sulla La7 condotta dal bravo Enrico Mentana, Marco Travaglio gli ha rivolto la domanda come mai nelle redazioni del Corriere, della Repubblica e della Stampa non avevano nemmeno avvertito lo tsunami che si stava abbattendo nelle urne, i nostri eroi di carta replicavano balbettanti \u2013 fuori tema come di diceva a scuola &#8211; che non c\u2019era stato alcun endorsement tra le loro testate e il \u201cS\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>Aldo Cazzullo, firma di punta (e di tacco) di via Solferino buttava subito la palla fuori dal campo (polemico) vantandosi di aver fatto un\u2019intervista allo scrittore Andrea Camilleri fautore convinto del \u201cNo\u201d. Marcello Sorgi, notista politico del quotidiano torinese, si contorceva sulla sedia, diventata improvvisamente elettrica, borbottando una mezza difesa del suo direttore.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, il cordiale San-buco Molinari, ospite in altre trasmissioni, che intanto continuava a battere la strada (ormai franata) dei populismi che vincono anche nel resto del mondo. Ma alle elezioni politiche, non nei referendum sulla magna carta, nel gli andava forse fatto osservare. Con l\u2019aria saputa del finto tonto, anche il nipotino di Giuliano Ferrara al Foglio, Claudio Cerasa, si tormentava nervosamente le mani nello sforzo di nascondere dietro quel mostro dell\u2019antipolitica, il trionfo dell\u2019\u201daccozzaglia\u201d raccolta sul \u201cNo\u201d.<\/p>\n<p>Uno slalom dialettico, il loro, degno del miglior Gustav Thoeni ai tempi in cui dominava sui campi di sci. Che per\u00f2 non gli evitato rovinose cadute.<\/p>\n<p>Tant\u2019\u00e8 che il direttore de il Fatto, Marco Travaglio, ha dovuto fargli presente che nella sua domanda si chiedeva altro: perch\u00e9 i vostri giornaloni non sono, in buona sostanza, in sintonia con l\u2019opinione pubblica che immaginate di rappresentare? E perch\u00e9 avete perdonato al Ducetto di Rignano d\u2019Arno tutte le malefatte commesse dagli ormai moribondi di Palazzo Chigi?<\/p>\n<p>Una domanda dal sapore retorico, a ben vedere. Ben sapendo che da lungo tempo i lettori-accozzaglia (e non solo) hanno voltato le spalle alla stampa dei Poteri marciti. E che si \u00e8 rotto il rapporto, per esempio, tra Milano e il suo Corrierone, che insieme al rivale la Repubblica viaggia in edicola sotto le 200 mila copie.<\/p>\n<p>E sul \u201ctradimento editoriale\u201d del quotidiano fondato da Scalfari, sui cui si sofferma un po\u2019 tardivamente pure Giovanni Valentini nel suo pamphlet \u201cLa Repubblica tradita\u201d, PaperFirst, si potrebbe solo aggiungere che tra qualche anno tutti si chiederanno perch\u00e9 il sommo Eugenio abbia abbandonato la barricata d\u2019idee forti e libere che in oltre sessant\u2019anni aveva edificato e difeso prima con l\u2019Espresso e poi con la Repubblica.<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 questo turarsi il naso alla Montanelli per sostenere le cause perse del cazzaro Renzi? Perch\u00e9 rivelare che il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, sarebbe favorevole al s\u00ec referendario mettendolo in serio imbarazzo?<\/p>\n<p>N\u00e9 possiamo immaginare che il fondatore abbia preso ordini dalla propriet\u00e0 di Carlo De Benedetti, uno dei principali pupari del governo di nani e grembiulini nato a guida Renzi. L\u2019Ingegnere che, stando ai rumors, dopo la vittoria del \u201cNo\u201d e per riposizionare la linea politica del giornale in calo di copie, potrebbe a breve liquidare l\u2019attuale direttore della Repubblica, Mariopio Calabresi, per sostituirlo con l\u2019ex direttore del Corriere Flebuccio de Bortoli, antirenziano della prima ora.<\/p>\n<p>Del resto De Benedetti sa benissimo che l\u2019annunciata traversata nel deserto del suo Matteuccio per tornare al potere \u00e8 un\u2019impresa quasi impossibile. In passato ci riusc\u00ec Silvio Berlusconi, ma allora il Cavaliere era il padrone del suo partito (Forza Italia), aveva soldi, tv e giornali (cammellati) per compiere quel viaggio che per Renzi oggi \u00e8 soltanto un miraggio.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il voto referendario rappresenta il fallimento dei giornaloni italiani e delle testate giornalistiche delle TV che hanno lasciato passare ogni violazione di Matteo Renzi e ogni sua comunicazione senza verificarla se non in maniera marginale. 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