{"id":34521,"date":"2018-08-08T18:15:03","date_gmt":"2018-08-08T16:15:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=34521"},"modified":"2018-08-08T18:15:03","modified_gmt":"2018-08-08T16:15:03","slug":"vito-crimi-e-il-futuro-delleditoria-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2018\/08\/08\/vito-crimi-e-il-futuro-delleditoria-italiana\/","title":{"rendered":"Vito Crimi e il futuro dell&#8217;editoria italiana"},"content":{"rendered":"<p>Il sottosegretario per l&#8217;Editoria <a href=\"http:\/\/www.datamediahub.it\/2018\/08\/01\/la-risposta-del-senatore-vito-crimi-alla-nostra-lettera-aperta\/#ixzz5NbV6kq5u\">Vito Crimi risponde<\/a> <a href=\"http:\/\/www.datamediahub.it\/2018\/07\/30\/lettera-aperta-al-sottosegretario-allinformazione-e-alleditoria-vito-crimi\/#axzz5Lx7XSuzh\">alla lettera aperta di Pier Luca Santoro<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Ho letto con molto interesse la lettera a sua firma pubblicata su DataMediaHub e non posso che apprezzare l&#8217;approccio non ideologico, bens\u00ec oggettivo e razionale, con il quale ha affrontato il tema dell&#8217;editoria e del finanziamento pubblico. Colgo l&#8217;occasione per ribadire alcuni concetti.\u00a0<!--more-->Anche io ho cercato di affrontare l&#8217;argomento senza distorsioni ideologiche, svestendo i panni di chi per anni ha condotto una battaglia contro il finanziamento pubblico ai giornali. Ho anzi fatto appello alla massima razionalit\u00e0 possibile, incontrando ed ascoltando tutti i soggetti coinvolti [e tanti altri ne ascolter\u00f2], secondo la logica del &#8220;conoscere per deliberare&#8221;.<\/p>\n<p>In questo percorso di conoscenza, studio ed approfondimento del settore ho avuto conferme e talvolta sorprese.<\/p>\n<p>Anzitutto, la conferma che per garantire il pluralismo dell&#8217;informazione, ovvero il diritto sancito in Costituzione ad informare ed informarsi, non si pu\u00f2 prescindere da un intervento regolatore e incentivante da parte dello Stato. Se un intervento deve esserci, questo deve essere sistemico, tale da agire sull&#8217;intero settore industriale e non soltanto sui produttori e sugli editori.<\/p>\n<p>Il sostegno di un settore industriale da parte dello Stato avviene in particolare nei momenti di crisi, spesso conseguenza di grandi trasformazioni e cambiamenti. Lo Stato agisce con il preciso obiettivo di agevolare questa trasformazione, affinch\u00e9 il settore si adegui salvaguardando l&#8217;anello pi\u00f9 debole della catena: i lavoratori.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non \u00e8 accaduto nel settore dell&#8217;editoria, il quale &#8211; \u00e8 doveroso ricordarlo &#8211; ha potuto godere per decenni di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.datamediahub.it\/2018\/07\/09\/finanziamenti-pubblici-alleditoria-un-po-di-chiarezza-sul-tema\/#axzz5Lx7XSuzh\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ingenti contributi diretti e indiretti<\/a>, fra i maggiori che lo Stato abbia mai riconosciuto ad un comparto industriale. Contributi, questi, di cui hanno fruito tutti e nessuno escluso. Purtroppo, questi finanziamenti sono stati destinati esclusivamente agli editori, i quali -ritengo sia evidente, ormai- non hanno saputo cogliere le opportunit\u00e0 offerte dal grande processo di trasformazione che ha coinvolto il mondo intero, dall&#8217;avvento della rete, del digitale e delle nuove tecnologie, delle nuove modalit\u00e0 di comunicazione e strumenti d&#8217;informazione oggi in uso ai cittadini. Anzi, non solo non hanno saputo cogliere l&#8217;occasione di trasformare i propri processi industriali, i modelli organizzativi e di produzione, ma hanno spesso perfino cercato di resistere al cambiamento, a volte in modo ostinato, con il tipico approccio in stile &#8220;Ha da passa&#8217; &#8216;a nuttata&#8221;.<\/p>\n<p>Ebbene \u00e8 il momento di cambiare, di dare completa attuazione ad alcune intenzioni annunciate in passato da alcuni nostri predecessori ma mai tradotte in fatti. \u00c8 il momento di adottare un approccio diverso e nuovo, pi\u00f9 sistemico, affinch\u00e9 tutti gli attori del settore editoria possano essere accompagnati in un percorso di adeguamento al nuovo modo di comunicare, informare, intrattenere, fino ad essere poi in grado di camminare sulle proprie gambe \u00a0e reggere il confronto con il libero mercato.<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 esistere un prodotto editoriale che si regge in piedi solo grazie al contributo pubblico diretto o indiretto. Dunque deve essere chiaro che la contribuzione pubblica presto sparir\u00e0.<\/p>\n<p>Come ho pi\u00f9 volte affermato e ribadito, non credo che il settore possa resistere allo shock improvviso di un cambiamento che troppe attese e tentennamenti, scarsa lungimiranza e assenza di coraggio hanno contribuito a trasformare in una tempesta, che potrebbe decretare un disastro anche in termini occupazionali. Ma si tratta di un processo oramai inarrestabile, in cui non conta pi\u00f9 il &#8220;se&#8221;, ma il &#8220;come&#8221; e &#8220;quando&#8221;. Noi vogliamo governare il cambiamento, non esserne travolti.<\/p>\n<p>\u00c8 in tale ottica che si inquadra la mia intenzione di determinare con certezza &#8211; nel pi\u00f9 breve tempo possibile [auspico entro la fine dell&#8217;anno] &#8211; come saranno indirizzati i contributi pubblici nei prossimi anni fino alla loro completa abolizione, cos\u00ec da concedere il tempo necessario per l&#8217;adeguamento.<\/p>\n<p>Tuttavia, una volta indicata la strada, non ci saranno pi\u00f9 proroghe o interventi all&#8217;ultimo minuto: gli attori del settore dovranno prepararsi al distacco totale dalla contribuzione statale [che sia diretta o indiretta].<\/p>\n<p>Una delle prime iniziative che intendo promuovere \u00e8 lo spostamento di una parte dei contributi dall&#8217;offerta alla domanda. Non mi si accusi di voler &#8220;uccidere&#8221; il mercato, tutt&#8217;altro: il mio obiettivo \u00e8 invitare gli editori a produrre un&#8217;informazione di qualit\u00e0 che trovi l&#8217;accoglienza da parte dei lettori, incentivando la cultura dell&#8217;informazione di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Stimolare nei giovani, in particolare, la pratica di cercare e &#8220;acquistare&#8221; un&#8217;informazione di qualit\u00e0, potrebbe creare i presupposti perch\u00e9 diventi un&#8217;abitudine, una sana abitudine all&#8217;approfondimento necessario che si accompagna alla cosiddetta &#8220;instant information&#8221; che si trova in rete.<\/p>\n<p>In questo grande processo di trasformazione i giornalisti svolgono un ruolo determinante: non solo fornitori di informazioni, ma anche &#8220;opinion maker&#8221;. Un ruolo, questo, spesso interpretato con la presunzione di chi crede di avere la verit\u00e0 in tasca e deve convincere i propri lettori che \u00e8 quella giusta. Meriterebbe invece maggior rispetto l&#8217;enorme responsabilit\u00e0 che questo ruolo porta con s\u00e9, ovvero saper fornire al pubblico una visione complessiva delle informazioni che si riportano, si narrano o si commentano. Non \u00e8 certo compito mio discettare di etica del giornalismo e professione giornalistica, ma ritengo necessario che i giornalisti siano consapevoli della grande responsabilit\u00e0 che anche loro hanno nella profonda crisi della tradizionale informazione di qualit\u00e0. Spesso, infatti, non risultano in grado di parlare a tutti, ma solo a quella &#8220;riserva&#8221; di propri fidelizzati lettori che in tal modo sono destinati a diminuire. Sia chiaro: i giornalisti troveranno in me sempre uno strenuo difensore della loro libert\u00e0 di informazione, ma come tutti noi anche loro devono assumersi le proprie responsabilit\u00e0 in questa societ\u00e0.<\/p>\n<p>Chiudo con una precisazione in merito agli edicolanti. Concordo con lei, Santoro, che deve darsi completa attuazione [ed \u00e8 qui che uno Stato pu\u00f2 intervenire con un sostegno pubblico che accompagni l&#8217;innovazione] all&#8217;informatizzazione della rete delle edicole. E concordo ancora sul fatto che devono essere coinvolte le rappresentanze degli stessi edicolanti nella definizione di accordi che li vedano coinvolti. La rete delle edicole deve trasformarsi, affrancandosi dagli obblighi residui ancora in vigore -frutto di un mercato esclusivista e regolato che non esiste pi\u00f9-, e deve essere messa nelle condizioni di offrire sul mercato la propria rete a chiunque [Pubbliche Amministrazioni o privati] ne faccia richiesta previo adeguato compenso, aspetto spesso trascurato.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sottosegretario per l&#8217;Editoria Vito Crimi risponde alla lettera aperta di Pier Luca Santoro Ho letto con molto interesse la lettera a sua firma pubblicata su DataMediaHub e non posso che apprezzare l&#8217;approccio non ideologico, bens\u00ec oggettivo e razionale, con il quale ha affrontato il tema dell&#8217;editoria e del finanziamento pubblico. 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