{"id":34638,"date":"2018-12-10T14:12:50","date_gmt":"2018-12-10T12:12:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=34638"},"modified":"2018-12-10T15:38:50","modified_gmt":"2018-12-10T13:38:50","slug":"litalia-del-censis-nel-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2018\/12\/10\/litalia-del-censis-nel-2018\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia del Censis nel 2018"},"content":{"rendered":"\n<p>                        \t            <\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe meglio parlare di un&#8217;Italia di incazzati e molta politica non lo ha ancora capito &#8230; soprattutto il perch\u00e8 dell&#8217;incazzatura &#8230;<br><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Nell&#8217;Italia del 2018 &#8220;la ripartenza non c&#8217;\u00e8 stata&#8221; ma ci\u00f2 nonostante\u00a0la nostra societ\u00e0\u00a0&#8220;in realt\u00e0,\u00a0per quanto frammentata, poco incline a spingere in avanti il Paese nella sua interezza,\u00a0ha trovato in s\u00e9 l\u2019energia\u00a0sufficiente per adattarsi ai tempi e alle regole del progresso economico, ha creduto anche all\u2019ultimo residuo di quella cultura progettuale e riformista che pure tanti danni ha fatto nella storia del nostro Paese ma che garantisce almeno linee d\u2019intersezione attorno alle quali aggregare energie positive, sia economiche che sociali&#8221;. E&#8217; un messaggio in chiaroscuro quello che emerge dal 52esimo Rapporto Censis, che segnala come &#8220;nel sottofondo delle dinamiche collettive&#8221; si vede una &#8220;efficacia dei processi in atto&#8221; che &#8220;conferma l\u2019antica verit\u00e0 che solo le risoluzioni delle crisi inducono uno sviluppo&#8221;.<br><br>Quella descritta nel &#8216;Rapporto 2018 sulla situazione sociale del Paese&#8217; \u00e8 una Italia &#8211; spiega il Censis &#8211; alle prese con &#8220;un\u00a0rabbuiarsi dell\u2019orizzonte di ottimismo&#8221; e nella quale si accentuano &#8220;lo squilibrio dei processi d\u2019inclusione dovuto alla contraddittoria gestione dei flussi d\u2019immigrazione&#8221;. L&#8217;insicurezza sembrerebbe la parola chiave per descrive la nostra societ\u00e0, dove l&#8217;assistenza viene &#8220;interamente scaricata sulle famiglie e sul volontariato&#8221;, dove le istituzioni formative sono alle prese con &#8220;un vistoso calo di reputazione&#8221;, dove si accentua &#8220;il cedimento rovinoso della macchina burocratica pubblica e della digitalizzazione dell\u2019azione amministrativa&#8221;.<br><br>LE TRASFORMAZIONI &#8211;\u00a0In questo scenario, insomma, secondo il Censis &#8220;verrebbe da pensare che tutto arretra&#8221; con gli italiani &#8220;incapsulati in un Paese pieno di rancore e incerto nel programmare il futuro&#8221;. E invece, spiega l&#8217;istituto, magari lontane dalle luci della ribalta ci sono &#8220;lente e silenziose trasformazioni, movimenti obliqui&#8221; che &#8220;preparano il terreno di un nuovo modello di perseguimento del benessere e della qualit\u00e0 della vita&#8221;.<br><br>L&#8217;Italia registra, ad esempio, &#8220;il consolidarsi di una positiva bilancia commerciale della tecnologia, il primato nell&#8217;economia circolare, l\u2019affermarsi dei tanti soggetti dell\u2019economia esplorativa, il prepotente e drammatico ritorno di attenzione sull\u2019economia della manutenzione&#8221;. E a livello intermedio &#8211; aggiunge &#8211; &#8220;si rinnova anche il ruolo della rappresentanza&#8221; anche se, in questo ecosistema, &#8220;ciascuno afferma un proprio paniere di diritti e perde senso qualsiasi mobilitazione sociale&#8221;. Il vero nodo &#8211; sembra essere l&#8217;indicazione che emerge dal rapporto &#8211; \u00e8 che in questo sistema sociale, &#8220;attraversato da tensione, paura, rancore&#8221; si &#8220;guarda al sovrano autoritario&#8221; mentre &#8220;il popolo si ricostituisce nell\u2019idea di una nazione sovrana supponendo, con un\u2019interpretazione arbitraria ed emozionale, che le cause dell\u2019ingiustizia e della diseguaglianza sono tutte contenute nella non-sovranit\u00e0 nazionale&#8221;.<br><br>LA CLASSE DIRIGENTE &#8211;\u00a0Il Censis punta il dito contro la &#8220;politica dell\u2019annuncio&#8221; quando a quest&#8217;ultimo manca &#8220;la dimensione tecnico-economica necessaria a dare seguito al proprio progetto&#8221;. Ma se &#8220;ignorare il cambiamento sociale \u00e8 stato l\u2019errore pi\u00f9 grave della nostra classe dirigente del trascorso decennio, l\u2019errore attuale rischia di essere quello di dimenticare che lo sviluppo italiano continua ad essere diffuso, diseguale&#8221;.<br><br>Di qui, l&#8217;invito a &#8220;un dibattito serio sull\u2019orientamento del nostro sviluppo e sulla capacit\u00e0 politica di definirne i nuovi traguardi&#8221;. Perch\u00e9 all&#8217;Italia di oggi, dice il Censis, &#8220;basterebbe una responsabilit\u00e0 politica che non abbia paura della complessit\u00e0, ma si misuri con la sfida complessa di governare un complesso ecosistema di attori e processi&#8221;.<br><br>LA RABBIA\u00a0&#8211; Inoltre, soltanto un italiano su cinque ha un atteggiamento positivo sul momento che vive; per il resto, prevalgono rabbia, disorientamento, pessimismo. Su 100 italiani, riferisce l&#8217;indagine del Censis, 30 si dicono &#8220;arrabbiati perch\u00e9 troppe cose non vanno bene e nessuno fa niente per cambiarle&#8221;; 28 &#8220;disorientati&#8221; in quanto ammettono di &#8220;non capire cosa stia accadendo&#8221;; 21 vedono &#8220;negativo: le cose andranno sempre peggio&#8221;; e soltanto altri 21 guardano invece alla realt\u00e0 con uno stato d&#8217;animo &#8220;positivo&#8221; in quanto &#8220;viviamo un&#8217;epoca di grandi cambiamenti&#8221; e riferiscono di &#8220;avere fiducia nel futuro&#8221;.<br><br>Indiretta conferma arriva da un altro dato presente nel Rapporto Censis: due italiani su tre sono convinti che &#8220;non ci sia nessuno a difendere interessi e identit\u00e0&#8221; e dunque sono costretti a farlo &#8220;da soli&#8221;. Se il 64% la pensa cos\u00ec, la percentuale si impenna a quota 72 fra coloro che hanno un basso titolo di studio, a 71 per chi ha redditi bassi, a 67 fra i residenti al Sud e nelle due Isole, a 65 fra le donne.<br><br>LA POLITICA &#8211;\u00a0Per met\u00e0 degli italiani i politici sono tutti uguali e per oltre la met\u00e0, in Italia niente cambia: \u00e8 il &#8216;sentimento politico&#8217; rilevato dal Censis. A esprimere quella che un tempo si sarebbe definita come una considerazione &#8216;qualunquista&#8217; &#8211; ovvero che &#8220;i politici sono tutti uguali&#8221; &#8211; \u00e8 il 49,5% degli italiani e la percentuale supera la met\u00e0 di loro nel caso di persone con reddito basso (54,8%), donne (52,9%), giovani tra i 18 e i 34 anni (52,5%), chi ha un basso titolo di studio (52,2%) e i meridionali (50,6%).<br><br>Quanto ai pessimisti per i quali &#8220;le cose in Italia non stanno cambiando&#8221;, in media il 56,3% degli italiani, in testa risultano essere di gran lunga gli studenti (73,1%) seguiti a distanza dagli anziani ultra 65enni (62,2%), dai residenti nel Nord-Ovest (60,7%), dalle donne (60,2%), dai laureati (60,2%) e da coloro che percepiscono redditi medio-bassi (58,1%).<br><br>IL RANCORE\u00a0&#8211; &#8220;Dopo il rancore, la cattiveria&#8221; titola il Censis il capitolo del suo Rapporto annuale dedicato alle radice del &#8216;sovranismo psichico&#8217;, sottolineando che &#8220;gli italiani sono diventati nel quotidiano intolleranti fino alla cattiveria&#8221; e quindi &#8220;la politica e le sue retoriche rincorrono, riflettono o semplicemente provano a compiacere un sovranismo che si \u00e8 installato nella testa e nei comportamenti degli italiani&#8221;, che dimostrano una &#8220;consapevolezza lucida e disincantata che le cose non vanno e pi\u00f9 ancora che non cambieranno&#8221;.<br><br>Per uscire da questa situazione, &#8220;gli italiani sono ormai pronti a un funambolico camminare sul ciglio di un fossato che mai prima d&#8217;ora si era visto&#8221; e allora mostrano una &#8220;disponibilit\u00e0 pressoch\u00e9 incondizionata: non importa se il salto \u00e8 molto rischioso e dall&#8217;esito incerto, non importa se l&#8217;altrove \u00e8 un territorio indefinito e inesplorato, non importa se per arrivarci si rende necessario forzare, fino a romperli, gli schemi canonici politico-istituzionali e di gestione delle finanze pubbliche&#8221;.<br><br>L&#8217;EUROPA &#8211;\u00a0Dei 28 Paesi dell&#8217;Unione europea, l&#8217;Italia \u00e8 quello meno convinto che l&#8217;appartenenza all&#8217;Ue abbia portato benefici. Un dato inferiore anche a quello della Gran Bretagna prossimo alla Brexit. Soltanto il 42% degli italiani ritiene che far parte dell&#8217;Unione europea sia &#8220;una buona cosa&#8221;, rispetto alla media del 62% degli altri membri, si riporta nel rapporto, che ha elaborato dati dell&#8217;Eurobarometro.<br><br>Per un&#8217;importante fetta di italiani &#8211; il 37% &#8211; far parte dell&#8217;Unione europea &#8220;\u00e8 una cosa n\u00e9 buona n\u00e9 cattiva&#8221; (25% media Ue) mentre per il 18% &#8220;non \u00e8 una buona cosa&#8221; (11% media Ue). Il 3% non sa (2% media europea).\t    <\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>                            <br><\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sarebbe meglio parlare di un&#8217;Italia di incazzati e molta politica non lo ha ancora capito &#8230; soprattutto il perch\u00e8 dell&#8217;incazzatura &#8230; Nell&#8217;Italia del 2018 &#8220;la ripartenza non c&#8217;\u00e8 stata&#8221; ma ci\u00f2 nonostante\u00a0la nostra societ\u00e0\u00a0&#8220;in realt\u00e0,\u00a0per quanto frammentata, poco incline a spingere in avanti il Paese nella sua interezza,\u00a0ha trovato in s\u00e9 l\u2019energia\u00a0sufficiente per adattarsi ai &#8230; <a title=\"L&#8217;Italia del Censis nel 2018\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2018\/12\/10\/litalia-del-censis-nel-2018\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;Italia del Censis nel 2018\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[424],"tags":[2892,61],"class_list":["post-34638","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-personale","tag-censis","tag-italia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34638","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34638"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34638\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34641,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34638\/revisions\/34641"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34638"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34638"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34638"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}