{"id":35168,"date":"2018-05-15T08:00:32","date_gmt":"2018-05-15T06:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=35168"},"modified":"2020-08-29T01:54:49","modified_gmt":"2020-08-28T23:54:49","slug":"sono-passati-5-anni-dalla-morte-di-ubaldo-gianetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2018\/05\/15\/sono-passati-5-anni-dalla-morte-di-ubaldo-gianetto\/","title":{"rendered":"Sono passati 5 anni dalla morte di Ubaldo Gianetto"},"content":{"rendered":"<p>Sono gi\u00e0 passati 5 anni <a href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2013\/05\/15\/ciao-ubaldo\/\">dalla morte di Ubaldo Gianetto<\/a>.<br \/>\nNel 2023 celebreremo i 10 anni<\/p>\n<p>Per ora lo ricordiamo con il ricordo della sua comunit\u00e0<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"In memoria di don Ubaldo Gianetto\" src=\"https:\/\/www.slideshare.net\/slideshow\/embed_code\/key\/GSF7g2fqi2RfXg\" width=\"479\" height=\"511\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" style=\"border:1px solid #CCC; border-width:1px; margin-bottom:5px; max-width: 100%;\" allowfullscreen> <\/iframe> <\/p>\n<div style=\"margin-bottom:5px\"> <strong> <a href=\"https:\/\/www.slideshare.net\/vittorio.pasteris\/in-memoria-di-don-ubaldo-gianetto\" title=\"In memoria di don Ubaldo Gianetto\" target=\"_blank\">In memoria di don Ubaldo Gianetto<\/a> <\/strong> from <strong><a href=\"https:\/\/www.slideshare.net\/vittorio.pasteris\" target=\"_blank\">Vittorio Pasteris<\/a><\/strong> <\/div>\n<p>Cari Confratelli e amici della Famiglia Salesiana,<br \/>\nsentiamo il grato dovere di comunicare che don Ubaldo Gianetto, salesiano di Don Bosco, e passato dalla terra al cielo suscitando in noi e in quanti l&#8217;hanno conosciuto ricordi indimenticabili di stima e di affetto. Qui possiamo scrivere assai meno di quanto vorremmo, chiedendo a voi una fraterna preghiera di suffragio.<\/p>\n<p>1. Il congedo<br \/>\nVedevamo don Ubaldo ormai da mesi affrontare la giornata, aiutato dal suo deambulatore, con indomito coraggio e tenacia, come era proprio del suo temperamento, fedele al suo lavoro e puntuale alle pratiche comunitarie. Fino a quando un evento ischemico lo paralizz\u00f2, costringendolo a una dura agonia, a una lotta fra terra e cielo, finch\u00e9 il cielo lo ebbe con s\u00e9 nell&#8217;abbraccio della inf\u00ecnra misericordia di Dio, o come egli amava dire, and\u00f2 a prendere possesso della &#8220;galassia&#8221; destinata per lui, tanto grande \u00e8 il cielo di Dio! \u00c8 con un questo cenno quasi sorridente e fiducioso che si apre questa comunicazione, perch\u00e9 don Ubaldo credeva nel Paradiso, lo aspettava serenamente da tanto tempo. Come figlio fedele di Don Bosco, era una persona sempre dalla parte positiva della vita, quindi dell&#8217;incoraggiamento, dell&#8217;aiuto fattivo, in ci\u00f2 reso credibile dalla esemplare testimonianza di salesiano sacerdote, in particolare per il grande cuore che aveva verso i piccoli, gli umili, gli indigenti, di quell&#8217;indigenza che per diversi studenti pu\u00f2 essere di casa proprio qui nell&#8217;Universit\u00e0. A queste fattezze interiori, don Ubaldo univa un atteggiamento esterno di semplicit\u00e0, di dialogo, di prese di posizioni talora paradossali che suscitavano una dialettica simpatica, anch&#8217;essa portatrice di verit\u00e0 e anche di buon umore.<br \/>\nSi dovrebbero dire tante cose su Don Gianetto che qui non possiamo. Piuttosto molte voci si sono alzate nel mondo salesiano e fuori di esso, diverse sono giunte via e-mail da lontano, generando una sinfonia di voci che diventano lode e grazie a Dio per averci donato don Ubaldo, e che ora ce lo ridona come membro vivo di Ges\u00f9 Risorto, per cui il fare memoria diventa come ricevere un sacramento.<br \/>\nInfatti nell&#8217;Eucaristia di congedo, ricevemmo luce e conforto dalle parole stesse del Signore. In un momento di tristezza per la morte dell&#8217;amico Lazzaro, tristezza ancora pi\u00f9 approfondita &#8211; tanto da farlo piangere &#8211; per la rottura dei legami familiari con Marta e Maria (e qui ben possiamo pensare all&#8217;intenso legame dei parenti di don Ubaldo, a partire dai congiunti Lucia, Vittorio e tanti altri, tutti cos\u00ec cari allo zio e reciprocamente uno zio cos\u00ec caro alloro cuore). Ebbene in questo contesto di soffe renza Ges\u00f9 afferma: &#8220;lo sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore vivr\u00e0; chiunque vive e crede in me, non morr\u00e0 in eterno&#8221; (Giov Il,25-26). Lo affermiamo umilmente ma con motivata certezza per il nostro confratello, per il quale, come debito di riconoscenza, ci impegniamo a pregare per lui, in particolare con l&#8217; Eucaristia.<\/p>\n<p>2. Il cammino<br \/>\nE ora con rapidi cenni riconduciamo a diverse fasi la sua vita nella sequela di Cristo.<br \/>\na. Come prima fase ricordiamo la sua formazione. Primo ambiente viene la sua famiglia in provincia di Torino, diocesi di Ivrea, a Villareggia, un luogo importante per le sorti del mondo, perch\u00e9 &#8211; don Ubaldo diceva con visibile allegria &#8211; ivi fin\u00ec la Seconda Guerra mondiale. Pot\u00e9 anche esserlo, ma certamente quella fu la terra che fin dal 1927 plasm\u00f2 nel piccolo Ubaldo, le virt\u00f9 della sua gente, come si dice del conterraneo San Giovanni Bosco. Infatti, orfano di pap\u00e0 a otto anni, per raccomandazione quasi testamentaria di lui, che fu allievo dell&#8217; oratorio salesiano di Valdocco, sua mamma lo fece frequentare il medesimo Oratorio. Ivi pot\u00e9 offrire il suo volto gentile e simpatico per una effige di San Domenico Savio pi\u00f9 bella e pi\u00f9 vera rispettoa.quella tradizionale a opera del pittore Caffaro Rore. Il passaggio a farsi salesiano fu rapido e senza ripensamenti, n\u00e9 allora n\u00e9 mai. Possiamo dire che don Ubaldo fu salesiaao da sempre e per sempre. Pur non avendo sempre situazioni facili, parl\u00f2 semprebene della Congregazione, in particolare di don Ricaldone, quale promotore di un.selido impegno catechistico della Congregazione. Aspetto questo che espresse conmestalgia fino agli ultimi tempi.<br \/>\nNel 1944 con la professione religiosa divenne salesiano. Fu mandato a studiare teologia a Beckford, in Inghilterra, dove visse una intensa applicazione di studio e di fraterna allegria. Siamo a conoscenza di diversi episodi. Ci si permetta un ricordo, che piaceva anche a don Ubaldo: diceva di s\u00e9 di aver meritato un riconoscimento da parte della Regina come migliore cacciatore di talpe dell&#8217;Impero britannico.Nel 1954 fu ordinato sacerdote. Complet\u00f2 il ciclo formativo con la laurea in lettere moderne all&#8217;Universit\u00e0 di Torino nel 1960. Da questo punto di vista, don Ubaldo, come fu sempre prete credibile, fu uno che si dedic\u00f2 allo studio seriamente per tutta la vita. Pur nei limiti della condizione umana, don Gianetto parlava perch\u00e9 sapeva. E sapeva perch\u00e9 studiava.<br \/>\nb. Poniamo come seconda fase, lunga un ventennio, dagli anni &#8217;60 agli anni &#8217;80, il suo servizio al Centro Catechistico Salesiano di Leumann (Torino) chiamato anche LDC. Ivi spese le sue migliori energie di servitore, diciamo anche &#8216;combattente&#8217;, in compagnia di grandi figure di catecheti, tra cui ricordiamo don Giannatelli, don Csonka, don Negri, don Borello, don Tonelli, don Cambino, don Suffi. Agli inizi della LDC nella nuova sede del Leumann partecip\u00f2 attivamente con gli altri alla stesura del testo di IRC per la scuola media, La scoperta del Regno di Dio, che ebbe una diffusione grandissima. Nominato segretario del Centro Catechistico, per diversi anni si specializz\u00f2 nella catechesi dei ragazzi o preadolescenti di cui scrisse a livello soprattutto metodologico. Mente aperta al rinnovamento catechistico a seguito del Concilio, fece il gesto coraggioso con don Angelo Vigan\u00f2, di curare la traduzione e diffusione del Catechismo Olandese. Tale intelligente impegno lo mise in contatto diretto con la Chiesa italiana nella composizion\u00e8 dei nuovi catechismi tra gli anni &#8217;70- &#8217;80, membro della consulta dell&#8217;Ufficio Catechistico Nazionale fino agli 80 anni.<br \/>\nNon si pu\u00f2 dimenticare la cura, portata avanti per vari anni, del fascicolo di &#8220;Catechesi&#8221; dedicato ai ragazzi o preadolescenti (insieme a don Damu e don Suffi); articoli e libri di metodologia della catechesi ai ragazzi e preadolescenti; tanti articoli, anche di indole storica e internazionale, in particolare su &#8220;Catechesi&#8221;, per giustificare e spiegare la svolta catechistica postconciliare, in Italia; collaborazione per la redazione del Documento Base della catechesi italiana e dei catechismi CEI prima edizione (specie quello dei ragazzi); collaborazione attiva con l&#8217;Istituto di Catechetica dell&#8217;Universit\u00e0 Pontificia Salesiana per l&#8217;impostazione e lo svolgimento dei famosi Corsi estivi di pastorale catechistica che a partire dai primi anni &#8217;70, hanno diffuso in molte diocesi italiane la nuova visione della catechesi maturata con il Concilio. La sua capacit\u00e0 catechistica gli procur\u00f2 il gradito invito di partecipare pi\u00f9 volte a delle riunioni con il beato Giovanni Paolo II per le catechesi del mercoled\u00ec, accanto al futuro Benedetto XVI, e condividere la mensa e un dialogo saporoso. Una sua passione era di curare la biblioteca di catechesi come fece a Leumann, biblioteca del Centro Catechistico Salesiano, e poi qui all&#8217;UPS, con competenza e perspicacia.<br \/>\nc. Ma qui siamo gi\u00e0 entrati nella terza fasedella vita di don Gianetto: la sua venuta a Roma all&#8217;UPS, a partire dal 1981 membro del glorioso Istituto di Catechetica, in cui ebbe come cattedra la catechesi dei preadolescenti e di storia della catechesi Quest&#8217;ultima cattedra che lo rese pioniere in Italia, fu onorata non tanto dal contatto con i libri di una biblioteca, ma nell&#8217;incontro cercato e vissuto con giovani studenti provenienti da ogni parte del mondo. La loro vita era per lui pagine di storia della fede da conoscere e valorizzare, da parte degli alunni stessi e del corpo docente. I meriti in campo catechistico sono indiscutibili e sar\u00e0 compito riprenderli in maniera opportuna. Impegn\u00f2 il suo interesse anche sull&#8217;insegnamento della religione per la scuola media. Il libro Religione e vangelo oggi in Italia, in tre volumi, rimane il testo di religione tra i pi\u00f9 riusciti nell&#8217;editoria italiana, uno dei testi che ha meglio capito la mens del legislatore in merito all&#8217;IRC nella scuola. Membro della Facolt\u00e0 di Scienze dell&#8217;Educazione, ne condivise a fondo e in misura stimolante, le finalit\u00e0 educative collaborando alle varie iniziative.<br \/>\nCome ebbe a scrivere il presidente dell&#8217;Associazione Italiana Catecheti, Salvatore Curr\u00f2: &#8220;Tutti noi abbiamo ricevuto tanto da don Gianetto (penso soprattutto ai tanti di noi che sono stati suoi allievi, ma non solo) e abbiamo nel cuore la sua bont\u00e0, la sua apertura mentale, la sua grande competenza. L&#8217;apporto da lui dato alla ricerca catechetica contemporanea, con sensibilit\u00e0 storica e con apertura internazionale, \u00e8 essenziale e straordinario. Don Gianetto \u00e8 stato un grande lavoratore nel campo della catechetica, lo ha percorso in lungo e in largo senza soste e affrontando ogni fatica. Ci colpiva sempre la sua grande cultura mista a grande semplicit\u00e0 nel rapporto umano&#8221;.<br \/>\nSarebbe da seguire l&#8217;intreccio tra vita accademica e vita comunitaria nella comunit\u00e0 San Domenico Savio vissuta da don Gianetto: capitolo indimenticabile di seriet\u00e0 e serenit\u00e0, essendo felice di portare avanti un dialogo di verit\u00e0 e di umanit\u00e0, con i suoi famosi &#8216;no&#8217; che volevano dire &#8216;s\u00ec&#8217; ma partendo all&#8217;incontrario. Chi potr\u00e0 dimenticare la cortese contesa con don Gatti? I suoi diari che formano tanti volumetti attestano assieme a una capacit\u00e0 di memoria impressionante, la volont\u00e0 di non lasciare perdere nulla di ci\u00f2 che \u00e8 vero, di ci\u00f2 che \u00e8 buono quando \u00e8 frutto di esperienza.<br \/>\nd. Siamo cos\u00ec giunti all&#8217; ultima j\u00e0se quando, diventato emerito, ebbe a soffrire nella deambulazione. Diciamo subito che la sua comunit\u00e0 ne ebbe cura, in particolare ricordiamo don J. Bajzek. Ma don Ubaldo non si ritir\u00f2 dalla &#8216;mischia della vita&#8217; (tale fu per lui un po&#8217; la vita). Come ha scritto il Rettore Magnifico, don Carlo Nanni, invitando il corpo universitario al funerale: &#8220;Ricordiamo don Gianetto con gratitudine per il suo instancabile ed esemplare spirito di servizio che ha continuato nonostante il peso degli anni e degli acciacchi, fino al giorno prima della sua malattia&#8221;. In che modo? Don Ubaldo ebbe a scrivere di s\u00e9 recentemente: &#8220;Dal 2009 cammino con un deambulato re, dormo nel reparto dell&#8217;Assistenza Anziani, servito con grande amore dalle Suore dei Sacri Cuori, ma posso recarmi ogni giorno in ufficio per ricevere gli studenti. Mi sono dedicato soprattutto agli studenti non italiani che devono scrivere in italiano perch\u00e9 i professori non conoscono la loro lingua: dell&#8217;Europa orientale, soprattutto ucraini e dell&#8217;Asia sud-orientale: tailandesi, coreani e in particolare cinesi&#8221;. Don Ubaldo aveva la conoscenza delle principali lingue europee, compreso il russo, frequentando perfino una scuola di cinese, rimanendo alla fine per\u00f2 studente unico. E queste sorelle e fratelli della Cina lo hanno accompagnato fino alla fine con filale affetto, testimoniandolo ampiamente nel giorno dei funerali.<\/p>\n<p>3. Un cammino di qualita<br \/>\nVolendo ora, sia pur ma rapidamente, fissare di don Gianetto qualche lineamento umano e cristiano, notiamo la sua intelligenza brillante, una memoria tenacissima fino nei dettagli, giudizio critico equilibrato e alla fine sempre benevolo. Si pu\u00f2 dire che fosse preciso da apparire pignolo, tenace da sembrare testardo, raccoglitore instancabile di quanto riteneva utile per la conoscenza. E non era mai abbastanza! La sua stanza era un archivio, ordinato piuttosto &#8230; allegramente!<br \/>\nNon scrisse molti libri, perch\u00e9 forse la sua analiticit\u00e0 glielo impediva, ma molti articoli catechistici di pregevole fattura che meritano essere raccolti. In compenso aiut\u00f2 molti nella guida di licenze e dottorati. Non fu soltanto un professore universitario, ma un vero maestro. Nella sua condotta esteriore va segnalata la sua riservatezza che evitava sempre di emettere giudizi su altri, non indulgeva al gossip e al linguaggio banale e triviale. Don Ubaldo fu intimamente buono verso tutti, non conservava rancore, non riusciva a farsi dei nemici perch\u00e9 era giusto, leale, comprensivo, a suo modo combattivo e insieme paziente. Di una umanit\u00e0 umile e accogliente. Un aiuto non lo negava a nessuno. Si poteva pensare diversamente da lui, ma non si poteva pensare contro di lui, perch\u00e9 egli non pensava contro di te.<br \/>\nTale umanit\u00e0 aveva il suo fondamento in una vita religiosa esemplare nell&#8217;osservanza dei voti, della povert\u00e0 in particolare (aveva pochissime cose personali, non disponeva di denaro), era presente puntualmente a tutte le pratiche di piet\u00e0 e agli atti della vita comunitaria, ai pranzi come alle passeggiate. Aveva il pregio di suscitare buon umore anche nei momenti difficili. Lo muoveva un grande amore a Don Bosco cos\u00ec vicino a lui fin dall&#8217;infanzia, approfondiva la natura e qualit\u00e0 della vocazione salesiana, e nei suoi vari interventi nella comunit\u00e0 spesso si riferiva al nostro Santo fondatore e invitava a seguire le sue orme. Svolse la missione giovanile propria del salesiano con la formazione catechistica dei futuri educatori dei giovani.<br \/>\nDicendo don Gianetto in quanti l&#8217;hanno conosciuto, viene spontaneo sul volto un sorriso, nella mente il ricordo di un confratello indimenticabile, nel cuore la gioiosa certezza che lo Spirito del Signore lo ha fatto nuova creatura, potendo ora godere dell&#8217;incontro diretto con Maria Ausiliatrice, Don Bosco, i suoi cari, dicendoci uno dei suoi famosi &#8216;no&#8217;: &#8220;No, non sono morto, sono vivente e prego per voi&#8221;.<br \/>\nDue ultime voci della sinfonia. Da parte della prof. Franca Feliziani Kannhe\u00ecser: &#8220;Don Gianetto \u00e8 stato un uomo dalla giovinezza e dalla freschezza inesauribili, catecheta competente e appassionato. Penso che anche in Paradiso continuer\u00e0 a ricercare, appassionarci, darci delle buone idee. Non lo abbiamo perso&#8221;. Scrisse don Gevaert, da anni nell&#8217;Istituto di Catechetica: &#8220;Con don Ubaldo si perde un grande confratello, un&#8217;anima apostolica e generosa fin all&#8217;ultimo momento, al di l\u00e0 dei confini e dei continenti. Certamente il Signore l&#8217;accoglier\u00e0 nella vita eterna. Preghiamo per lui e ringraziamo il Signore per quest&#8217;uomo&#8221;.<\/p>\n<p>4. Un grande grazie Riportiamo la voce di un membro della comunit\u00e0 San Domenico Savio cui don Gianetto apparteneva. Dice in sintesi il pensiero di tutti.<br \/>\n&#8220;Grazie di cuore a te caro don Gianetto per tutto quello che sei stato e fatto per la nostra comunit\u00e0 e per la nostra Universit\u00e0. Tu hai sempre amato la tua comunit\u00e0 e la tua Universit\u00e0, fin dall&#8217;inizio della tua presenza qui all&#8217;UPS. Ti ringraziamo soprattutto per la tua testimonianza di fede, una fede profonda, vissuta e continua, per il tuo amore per la Chiesa, per la tua devozione filiale a Maria Ausiliatrice, per il tuo grande amore a Don Bosco e alla Famiglia Salesiana. Grazie per la tua testimonianza di fedelt\u00e0 alla vita comunitaria che ci ha colpito sempre! Grazie per la tua testimonianza di amore per i giovani soprattutto per i pi\u00f9 bisognosi. Avevi un cuore aperto e affettuoso in particolare per gli studenti stranieri (vietnamiti, coreani, thailandesi e soprattutto i cinesi). Ci mancherai moltissimo: saremo privi tua presenza costante in mezzo a noi (il tuo posto fisso nella cappella, nel refettorio, nell&#8217;assemblea comunitaria), il tuo sorriso, il tuo NO (che spesso significava SI), le tue battute, i tuoi litigi soprattutto con coloro a cui volevi bene, i tuoi racconti della Seconda Guerra mondiale, le tue opinioni soprattutto di politica che non volevi mai cambiare, le tue buonenotti su Don Bosco, le passeggiate del sabato nonostante gli acciacchi avanzassero, la gita comunitaria che amavi tanto.<\/p>\n<p>Ciao e arrivederci carissimo don Gianetto. Ti aspettano in paradiso, tra gli altri, tre grandi amici e compagni tuoi: don Riggi, don Gianola e don Giannatelli. Loro ti daranno il benvenuto e ti accompagneranno. Spesso avevi espresso il desiderio di viaggiare e vedere tutto il cosmo, tutto il creato. Questo fu anche in desiderio di don Gianola: era curioso vedere tutta la meraviglia del creato; e tu, vuoi saltare da una galassia all&#8217;altra e poi anche possedere una galassia intera per te. Il Signore ti conosce e vedr\u00e0 di venire incontro a questi tuoi piccoli, originali desideri. Eri fatto cos\u00ec!&#8221;.<br \/>\nUna volta don Ubaldo ha scritto in una delle sue lettere a uno dei suoi amati exallievi, accennando alla sua bellissima Galassia: &#8220;Ci attende un futuro bellissimo, in un mondo infinitamente pi\u00f9 bello di questo che gi\u00e0 ci piace tanto. Il Signore prepara cose straordinarie per noi, per tutti.. .&#8221;. Siamo certi che la sua convinzione non sia pi\u00f9 per lui speranza ma certezza!<br \/>\nArrivederci caro don Gianetto!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono gi\u00e0 passati 5 anni dalla morte di Ubaldo Gianetto. Nel 2023 celebreremo i 10 anni Per ora lo ricordiamo con il ricordo della sua comunit\u00e0 In memoria di don Ubaldo Gianetto from Vittorio Pasteris Cari Confratelli e amici della Famiglia Salesiana, sentiamo il grato dovere di comunicare che don Ubaldo Gianetto, salesiano di Don &#8230; <a title=\"Sono passati 5 anni dalla morte di Ubaldo Gianetto\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2018\/05\/15\/sono-passati-5-anni-dalla-morte-di-ubaldo-gianetto\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Sono passati 5 anni dalla morte di Ubaldo Gianetto\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[424],"tags":[],"class_list":["post-35168","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-personale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35168","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35168"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35168\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35170,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35168\/revisions\/35170"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35168"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35168"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35168"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}