{"id":3993,"date":"2008-07-09T08:00:05","date_gmt":"2008-07-09T06:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=3993"},"modified":"2008-07-09T08:19:50","modified_gmt":"2008-07-09T06:19:50","slug":"problematiche-sistemiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2008\/07\/09\/problematiche-sistemiche\/","title":{"rendered":"Problematiche sistemiche"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;ultra prestigioso <a href=\"http:\/\/mfcailloux.blogspot.com\/2008\/07\/giornalismi-arpu.html\">Marco Formento pone le sue giuste considerazioni <\/a>sui temi del giornalismo digitale e come Vittorio Zambardino allarga il problema in essere<\/p>\n<blockquote><p>Tutto inizia dal bel post di Vittorio <a href=\"http:\/\/www.lsdi.it\/2008\/06\/30\/della-dignita-del-giornalismo-digitale\/\">Della dignit\u00e0 del giornalismo digitale<\/a> dove -mi pare- tratta della disparit\u00e0 di status tra giornalisti e giornalisti online, auspicando che tale differenza scompaia. In particolare Vittorio parla della mancanza di risorse con cui le redazioni online devono fare i conti, essendo in generale (molto in generale) composte dal corrispettivo del 5% della redazione &#8216;tradizionale&#8217;. Come fare giornalismo di qualit\u00e0 con tali esigue risorse, sembra essere uno degli interrogativi forti del post.<\/p>\n<p>Risponde Vittorio Zambardino con un post pieno di acume, <a href=\"http:\/\/vittoriozambardino.repubblica.it\/zetavu\/2008\/07\/non-che-non-me.html\">Caro Vittorio, il giornalismo online non esiste, e pure il giornalismo non sta poi cos\u00ec&#8217; bene<\/a>, &#8216;debitore&#8217; anche delle riflessioni di <a href=\"http:\/\/mariotedeschini.blog.kataweb.it\/giornalismodaltri\/2008\/07\/04\/save-the-press-ma-se-i-nostri-non-arrivassero-anzi-proprio-non-ci-fossero\/\">Mario Tedeschini che Vittorio cita<\/a>.<\/p>\n<p>Ora, da qualsiasi punto di vista lo vediamo, il fatturato generato da un quotidiano online \u00e8 risibile rispetto a quello generato da un quotidiano di carta, in relazione all&#8217;audience considerata. Con buona pace per chi esulta rispetto alla pubblicit\u00e0 online che s\u00ec cresce, ma si mantiene a livelli di fatturato generato per utente decisamente omeopatici. Tradotto: con un quotidiano online si trasformano gli euro in centesimi, o peggio.<br \/>\nAh, dimenticavo;) nel contempo i quotidiani online non si vendono, si regalano (e cos\u00ec <em>bye bye<\/em> ad un buon 40-50% di fatturato). Insomma \u00e8 <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/ARPU\">l&#8217;ARPU<\/a> <em>baby<\/em> che sembra uccidere nella culla nuova pratiche di informazione, che nessuno -dentro i giornali- ama davvero, peraltro.<\/p>\n<p>Ma non solo. Se i quotidiani si sono sviluppati dalla fine del Settecento in questa loro forma tonica, per dire cos\u00ec, dal punto di vista della creazione del valore, \u00e8 perch\u00e9 sono stati capaci di <em>parlare<\/em> alla societ\u00e0 che li generava. Ora stanno finendo la corsa, e il problema non \u00e8 se a finire sia la versione su carta o quella online. Il problema \u00e8 capire se c&#8217;\u00e8 spazio<em> tout-court <\/em>nella nostra societ\u00e0 per oggetti che abbiano una forma-quotidiano, saldati nel loro rapporto tra le parole e le cose. In atomi o no.<\/p>\n<p>Nella conversazione in atto tendo a pensare, insomma, non tanto che i pensieri di Vittorio (Pasteris) non siano condivisibili -anzi \u00e8 tutto vero- ma che piuttosto il problema sia di una diversa magnitudo, sistemico. E credo anche io con Vittorio (Zambardino) e Mario che nessuno, ma proprio nessuno, all&#8217;interno di questa <em>industry<\/em> si stia ponendo il problema con la necessaria radicalit\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ultra prestigioso Marco Formento pone le sue giuste considerazioni sui temi del giornalismo digitale e come Vittorio Zambardino allarga il problema in essere Tutto inizia dal bel post di Vittorio Della dignit\u00e0 del giornalismo digitale dove -mi pare- tratta della disparit\u00e0 di status tra giornalisti e giornalisti online, auspicando che tale differenza scompaia. 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