{"id":4422,"date":"2008-08-05T15:37:59","date_gmt":"2008-08-05T13:37:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=4422"},"modified":"2008-08-05T15:37:59","modified_gmt":"2008-08-05T13:37:59","slug":"le-waste-dilaga-in-africa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2008\/08\/05\/le-waste-dilaga-in-africa\/","title":{"rendered":"L&#8217;E-waste dilaga in Africa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2008\/08\/sezioni\/ambiente\/africa-rifiuti-elettronici\/africa-rifiuti-elettronici\/africa-rifiuti-elettronici.html\">Vai Repubblica<\/a><\/p>\n<blockquote><p>La denuncia viene da <a href=\"http:\/\/www.greenpeace.it\/5permille\/index_flash.html\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Greenpeace<\/span><\/a> che, con un&#8217;azione di &#8220;spionaggio industriale&#8221; \u00e8 riuscita a ricostruire il percorso delle nuove navi dei veleni. Il punto di partenza per l&#8217;Europa \u00e8 Anversa, in Belgio, dove confluiscono scarti elettronici provenienti da Olanda, Germania, Italia, Danimarca e Svizzera. Non si tratta di piccoli numeri. Le stime Onu parlano di 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti tecnologici prodotti ogni anno: i Raee, ovvero i rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, rappresentano la tipologia di rifiuti pericolosi in pi\u00f9 rapida crescita a livello globale (3-5% annuo, nel 2006 ogni cittadino europeo ne ha prodotto tra 17 e 20 chili all&#8217;anno). Contengono elementi tossici e persistenti (metalli pesanti, ftalati, pcb) che rappresentano un rischio per l&#8217;ambiente e la salute umana nelle fasi di trattamento, riciclaggio e smaltimento.<br \/>\n<!--inserto--><\/p>\n<div id=\"adv180x150m\"><script type=\"text\/javascript\">\n&lt;!--\nOAS_RICH('Middle');\n\/\/--&gt;\n<\/script><\/div>\n<p>Dunque roba da maneggiare con attenzione. Ma <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2006\/12\/gallerie\/ambiente\/discariche-veleni-elettronici\/1.html\"><span style=\"text-decoration: underline;\">le foto che potete vedere<\/span><\/a> mostrano cosa succede veramente. Oggetti pericolosi trattati senza nessuna precauzione anche da bambini, materiale tossico bruciato vicino alle case, pozze di liquame contaminato in cui tutti sguazzano. E&#8217; questa la fine che fa una buona parte dell&#8217;e-waste occidentale: si perdono le tracce del 75 per cento dei rifiuti tecnologici prodotti nell&#8217;Unione Europea e di oltre l&#8217;80 per cento di quelli prodotti negli Stati Uniti. In parte restano nei garage e nelle cantine, in parte vengono smaltiti illegalmente nei paesi in cui sono stati usati, ma in buona parte salgono sulle navi dei veleni per arrivare nei luoghi in cui i lavoratori, spesso bambini, sono esposti ai rischi legati al cocktail di composti chimici che questi rifiuti sprigionano quando vengono trattati in modo non adeguato.<\/p><\/blockquote>\n<p><!--\/inserto--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vai Repubblica La denuncia viene da Greenpeace che, con un&#8217;azione di &#8220;spionaggio industriale&#8221; \u00e8 riuscita a ricostruire il percorso delle nuove navi dei veleni. Il punto di partenza per l&#8217;Europa \u00e8 Anversa, in Belgio, dove confluiscono scarti elettronici provenienti da Olanda, Germania, Italia, Danimarca e Svizzera. Non si tratta di piccoli numeri. Le stime Onu &#8230; <a title=\"L&#8217;E-waste dilaga in Africa\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2008\/08\/05\/le-waste-dilaga-in-africa\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;E-waste dilaga in Africa\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[2172,415,405,416,126,157,61,284],"class_list":["post-4422","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","tag-ambiente","tag-arte","tag-bambini","tag-e-waste","tag-europa","tag-germania","tag-italia","tag-repubblica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4422","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4422"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4422\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4423,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4422\/revisions\/4423"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4422"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4422"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4422"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}