{"id":5656,"date":"2008-10-12T08:15:37","date_gmt":"2008-10-12T06:15:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=5656"},"modified":"2008-10-12T08:17:58","modified_gmt":"2008-10-12T06:17:58","slug":"cambio-di-paradigma-needed","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2008\/10\/12\/cambio-di-paradigma-needed\/","title":{"rendered":"Cambio di paradigma needed"},"content":{"rendered":"<p>Un grandissimo al solito <a href=\"http:\/\/vittoriozambardino.repubblica.it\/zetavu\/2008\/10\/urbino-cambio-d.html\">Vittorio Zambardino<\/a> per aver riassunto in poche parole tutto quello che ci serve<\/p>\n<blockquote><p>Oggi (ieri) e domani a Urbino c&#8217;\u00e8<a href=\"http:\/\/www.festivaldeiblog.it\/\"> il Festival dei blog.<\/a> Non \u00e8 la prima edizione. Ma quest&#8217;anno c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 di un motivo per dire che sarebbe il caso di sconvolgere l&#8217;agenda e rinunciare a rituali di recente formazione ma gi\u00e0 molto consolidati e che si prendono maledettamente sul serio.<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p><strong>Tesi: il giro di boa<\/strong><\/p>\n<p>La tesi che si sostiene qui \u00e8 molto semplice: una crisi che brucia in pochi giorni l&#8217;equivalente del PIL statunitense di un anno non \u00e8 una bolla che scoppia. E&#8217; un giro di civilt\u00e0, una boa che si tocca per invertire la direzione di marcia, un fatto che rende non assurda l&#8217;affermazione che il web 2.0 si avvia alla sua fine.<\/p>\n<p>Fine, ma intesa non come esaurimento dell&#8217;attivit\u00e0 di blogging, della condivisione, della &#8220;vita sociale&#8221; in rete. A meno di uno sconvolgimento davvero apocalittico, quell&#8217;aspetto continuer\u00e0 a vivere. E qui, come persone e come sito, ci sar\u00e0 sempre visibilit\u00e0 e sostegno.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>La fine economica<\/strong><\/p>\n<p>Ma fine intesa come cedimento strutturale del pilastro economico che tiene in vita aziende e creativi, e che permette l&#8217;avanzamento delle tecnologie abilitanti. Non \u00e8 solo il programmatore di Google che all&#8217;improvviso, in un modello che non prevede stipendi fissi, vede andare in fumo il suo &#8220;variabile&#8221;. No. E&#8217; anche il crollo, di schianto, di una zona di humus aziendale-marketing che aveva sorretto, stimolato il blogging con l&#8217;idea che si trattasse di un nuovo modo dell&#8221;informazione. Sar\u00e0 un nuovo mondo, ma al momento ha il problema di guardagnarsi da vivere e pagarsi la casa &#8211; e sar\u00e0 bene tener presente che viaggi gratis e conferenze stampa sulle navi d&#8217;ora in poi diminuiranno di brutto.<\/p>\n<p>Credo che tutte queste cose vadano discusse. Qui lo si dice senza arroganza: nessuno ci gode e nessuna crisi dei media sar\u00e0 risolta dal male altrui, anzi, \u00e8 verosimile che nel mondo tra due-tre anni ci siano centinaia di stazioni televisive e di giornali in meno\u00a0 o perlomeno centinaia passate di mano con un&#8217;ulteriore concetrazioni in poche avide e politicamente intenzionate mani.<\/p>\n<p><strong>La fine di un approccio culturale<\/strong><\/p>\n<p>Sotto questo aspetto sarebbe bello che si cominciasse a por mente alla narrazione della crisi non nel senso dell&#8217;ennesino processo ai media, ma nella senso della sua comprensione, chiedendosi perch\u00e9, ad esempio, in questo momento non vi sia pi\u00f9 alcuna traccia di un ruolo dei blog nel metabolismo informativo (e parlo del mondo <em>at large<\/em>). Si pu\u00f2 dire: quando il mondo si squaglia nel fuoco\u00a0 di una crisi che chiama in causa i misteri del potere e della finanza, giusto qualche blogger specializzato (ce ne sono anche in Italia) riesce ancora a dire qualcosa di sensato. Finita l&#8217;illusione di essere competenti, il rischio grave per molti blogger \u00e8 di lamentarsi a vuoto sulla narrazione della crisi &#8211; il PIL degli Usa di un anno perso in pochi giorni, e ancora parlate di &#8220;terrorismo dei giornali&#8221;? Non sar\u00e0 venuto il momento di cambiare approccio e mentalit\u00e0?<\/p>\n<p><strong>La vita continua<\/strong><\/p>\n<p>La vita in rete continuer\u00e0: ma da oggi sarebbe meglio costruire il &#8220;discorso&#8221; al di fuori di certi pregiudizi da vecchine, essere meno autoreferenziali, non aver paura di calare la propria esistenza come blogger dentro la politica e l&#8217;economia, dentro il dibattito reale, rinunciando definitivamente all&#8217;idea di rappresentare &#8220;un altro e un altrove&#8221; migliore di ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8. Non siete migliori di noi, questo lo si \u00e8 sempre saputo. E oggi siete anche muti. E&#8217; tempo di imparare una lingua comune.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un grandissimo al solito Vittorio Zambardino per aver riassunto in poche parole tutto quello che ci serve Oggi (ieri) e domani a Urbino c&#8217;\u00e8 il Festival dei blog. Non \u00e8 la prima edizione. 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