{"id":5935,"date":"2008-10-27T07:47:01","date_gmt":"2008-10-27T05:47:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=5935"},"modified":"2008-10-27T14:03:21","modified_gmt":"2008-10-27T12:03:21","slug":"qui-prodest-fiera-del-gusto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2008\/10\/27\/qui-prodest-fiera-del-gusto\/","title":{"rendered":"Qui prodest Fiera del Gusto"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"bimbo in fiera\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3135\/2969392203_63492b805e.jpg\" alt=\"\" width=\"137\" height=\"222\" \/>Il successo numerico dei visitatori del Salone del Gusto \u00e8 un dato di fatto inconfutabile, quasi mastodontico.<\/p>\n<p>Resta da chiedersi a chi convenga questo enorme show dedicato al gusto<\/p>\n<p>Agli organizzatori di certo per aver ricevuto denaro da espositori e vsitatori<\/p>\n<p>A Slow Food che continua a mostrarsi in posizione centrale nei media per tutto quello che riguarda il mondo del food<\/p>\n<p>Agli espositori forse &#8230; ai produttori &#8230; forse &#8230;<\/p>\n<p>Ai visitatori &#8230; forse<\/p>\n<p>Qualche parere sparso dai blog per la discussione<br \/>\n<strong>NDB:<\/strong> l&#8217;uso erroneo della forma latina <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cui_prodest%3F\">qui prodest<\/a> \u00e8 voluto a finalit\u00e0 provocatorie &#8230;<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.untoccodizenzero.it\/index.php\/zenzero\/amici\/salone-del-gusto-faces\/\">Via Un tocco di zenzero<\/a> (compresa la foto)<\/p>\n<blockquote><p>L\u2019affluenza \u00e8 stata davvero impressionante, soprattutto nella giornata odierna.. Un mare di persone in coda all\u2019ingresso, agli stand, nei ristoranti! Tutti affannati alla ricerca di assaggi gratuiti,<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cavolettodibruxelles.it\/\">Via il cavoletto di Bruxelles<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Grande bolgia mi avevano promesso e grande bolgia ho trovato. Dopo il primo pomeriggio di full emersion al <a href=\"http:\/\/www.salonedelgusto.it\/\">salone del gusto<\/a> mi sento sopratutto\u2026 rimbambita! :-) Insomma c\u2019\u00e8 di tutto, anzi verrebbe quasi quasi da togliere il \u2018di\u2019, e mentre mi riprendo un po\u2019 di fiato (e che decida delle spesucce da fare &#8211; e se farle, essendo senza cucina, mumble..), lascio un paio di morsi strappati qua e l\u00e0, specie nell\u2019area street food, uhps pardon, cibo di strada<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/cuochidicarta.blogspot.com\/2008\/10\/salone-del-gusto-3-giorno.html\">Via Cuochi di carta<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Sto scoprendo che chi paga il biglietto, a fronte delle sconfinate dimensioni dei diversi padiglioni del salone riesce (forse) a vedere tutto una volta sola. Se poi non ha l&#8217;accortezza di fare parecchie pause, rischia di gustarsene veramente solo una parte.<br \/>\nGli espositori non potendosi muovere dai loro stand vedono ben poco. Alla fine forse gli unici che girano veramente tanto (a parte i volontari di slow food) sono gli operatori dell&#8217;audiovisivo Per\u00f2 mi sono accorto che l&#8217;obbiettivo ti isola completamente da quello che ti circonda. Sei talmente concentrato su soggetti, luci e inquadrature che non ti rendi nemmeno conto di dove sei.<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.corsaridelgusto.eu\/wp\/?p=365\">Via Corsari del gusto<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Di fatto si stanno delineando (la forbice) due stili di intendere il cibo. Uno industriale, fatto in catena di montaggio ed uno fatto dalle mani dell\u2019uomo. Io lavoro in quest\u2019ultimo. Ho fatto le mie scelte, pagando di tasca mia successi ed insuccessi. Come tanti onesti imprenditori \u00e8 una vita che pago. Continuo a credere in una economia liberale fatta da uomini leali, non ho detto cardinali! Lealt\u00e0 ed onest\u00e0: ci credo ancora!      Non ho accettato di divenire schiavo dell\u2019agroindustria e non intendo accettare divenire schiavo di qualsiasi altra organizzazione anche se buona, pulita e giusta e, purtroppo, mi sembra che qualcosa si muova in questo senso. Chi ha fuitato il business del cibo buono e pulito non mi convince affatto anche se osannato dai media e, mi sembra, da tutta la stampa del settore. Mai una intervista ad un contadino-produttore, sempre ai soliti, fotogenici, personaggi. Ci fanno intendere solo e sempre che va tutto bene, che tutto funziona. Ma, chi lavora dietro le quinte, sa che non \u00e8 cos\u00ec. Per\u00f2 sembra che ci si sia arresi alle ingiustizie. Pur di apparire nell\u2019orgia dell\u2019 mondo perfetto si strapaga e si  \u00e8 disposti a tutto. L\u2019immagine prima di tutto<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.marchidigola.it\/il-salone-e-gli-agnolotti-dei-vicina\/\">Via Marchi di gola<br \/>\n<\/a><\/p>\n<blockquote><p>con il primo lasciato troppo al suo (nuovo) destino di super bancarella, quando tutto \u00e8 partito dal <em>Salone<\/em> e che proprio per questo non andrebbe ridotto a una fiera dell\u2019artigianato goloso. In fondo le eccellenze di dieci anni fa (ricordo che c\u2019era chi letteralmente scopriva l\u2019esistenza del culatello), sono la norma dei banchi-vendita del salone di oggi e tanti che lo visitano sembrano l\u00ec solo per arraffare il pi\u00f9 possibile, possibilmente senza spendere e senza nemmeno informarsi sui perch\u00e9 certi prodotti sono l\u00ec e altri no. Pagano il biglietto d\u2019ingresso e si sentono in diritto di arraffare e a Terra Madre nemmeno si fanno vedere (per fortuna sia chiaro) perch\u00e9 l\u00ec ci si nutre innanzi tutto di idee e di cultura.<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.paperogiallo.net\/archives\/2008\/10\/raccontando.html\">Via Papero Giallo<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Il Salone sono le scolaresche che vengono scaricate il mattino al Lingotto e affollano il piazzale davanti agli ingressi in attesa che alle 11 si aprano i cancelli. Il Salone sono i delegati stranieri che stanno in fila davanti all&#8217;ingresso di Eataly in attesa che apra per vedere da vicino il grande magazzino di cui tanto si parla nel mondo e quando sono dentro fotografano tutto e comprano le borse di tela. Il Salone \u00e8 Street Food con il cibo da strada e la fila davanti ai panini con il lampredotto, davanti ai panini con la milza e davanti alle piadine.<br \/>\nIl Salone \u00e8 Terra Madre, i mille volti che vengono da un altrove lontano e si incontrano a Torino in una sede separata, distaccata, dove stanno anche i Presidi, a prefigurare qualcosa e non a rappresentare una collocazione forse sbagliata. Il Salone la sera si polverizza nei mille locali di Torino e della regione. E&#8217; sforzo gastrico e polmonare. E&#8217; unico ma un po&#8217; stanco.<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/viabellezia8bis.blog.lastampa.it\/resistenza_enogastronomic\/2008\/10\/slow-food-la-ch.html\">Via resistenza enogastronomica<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Il Salone del Gusto, Petrini, Eataly e patron Farinetti ormai posti sugli altari da coldiretti ,politici e industriali , hanno sicuramente il merito di aver dato grande impulso alla conoscenza del mondo agroalimentare e alle problematiche legate alla produzione e trasformazione del cibo.<br \/>\nMi sembra per\u00f2 che la prima chiocciola slow-food dopo aver fatto tanta strada nella difesa dei piccoli produttori abbia perso un po\u2019 della sua genuinit\u00e0 e originalit\u00e0,rivelando incongruenze e strani compagni di viaggio.<br \/>\n&#8230;<br \/>\nDal palco di Terra Madre Petrini dice che la comunit\u00e0 politica mondiale ha salvato le banche e non i denutriti. Ricordiamo a Petrini che sono state salvate banche e aziende senza le quali lui non sarebbe l\u00ec a parlare, quindi decida da che parte vuole stare.Gli obiettivi di Slow-Food &amp; Company ormai sono il venduto ,la promozione,l\u2019esportazione ,si tratta di una operazione commerciale, nessuno si scandalizza, per\u00f2 per favore chiediamo l\u2019onest\u00e0 intellettuale dei media che non venga tutto spacciato come \u201cmissione per salvare il mondo\u201d o \u201cevento etico\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/danzasullacqua.wordpress.com\/2008\/10\/23\/terra-madre-o-del-cibo-dei-ricchi\/\">Via Entropy isn\u2019t what it used to be.<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Il povero mangia da Mc Donald\u2019s, il povero non mangia di sicuro il cardo di Nizza o il formaggino di capra del Mead. Anche se quello appartiene alla sua storia ed alla sua tradizione.<\/p>\n<p>Una tradizione che non gli appartiene pi\u00f9, espropriata. Perch\u00e8 per stare dietro alla tradizione dovrebbe svenarsi e nella scala dei bisogni il gusto del cibo slow-food-eco-sostenibile-sapore-della-terra viene ben dopo il bisogno primario di NU-TRIR-SI.<\/p>\n<p>Siamo allo snodo di una contraddizione dove s\u2019incontrano uno dei bisogni primari con la nostra sofisticazione da europei ricchi e, si spera,in grado di capire cosa c\u2019\u00e8 dietro e non d\u2019ingozzarsi unicamente perch\u00e8 fa fighett-modaiolo.<\/p>\n<p>Ho visto e ricordo i primi due Saloni del Gusto: il bengodi del cibo d\u2019elite. Solo che il bengodi allora offriva gli assaggi gratis ed un affollamento sostenibile. Nonch\u00e8 una percentuale di tamarri molto vicina allo zero.<\/p>\n<p>Oggi il rischio \u00e8 svenamento in mezzo a folla strabordante cum tamarro danaroso. Perch\u00e8 oggi quel cibo fa status. Siamo partiti dalla riscoperta dei sapori\u00a0 e dei cibi tradizionali per approdare sulla spiaggia del fighettismo.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il successo numerico dei visitatori del Salone del Gusto \u00e8 un dato di fatto inconfutabile, quasi mastodontico. 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