{"id":6288,"date":"2008-11-13T07:41:11","date_gmt":"2008-11-13T05:41:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=6288"},"modified":"2008-11-13T16:40:33","modified_gmt":"2008-11-13T14:40:33","slug":"wired-riflessioni-dopo-colazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2008\/11\/13\/wired-riflessioni-dopo-colazione\/","title":{"rendered":"Wired riflessioni dopo colazione"},"content":{"rendered":"<p>Dopo la <a href=\"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2008\/11\/12\/colazione-da-wired\/\">colazione da Wired <\/a>si inizia a riflettere in rete su futuri, posizionamento e linea editoriale della futura rivista &#8230;<\/p>\n<p>Il bloggante sta cercando di capire che succede e legge in giro i pochi pareri di commento che vanno oltre i dovuti auguri a una iniziativa editoriale interessante e coraggiosa. Nel frattempo ci si abbona per un anno: costa un po&#8217; di pi\u00f9 di due numeri in lingua originale<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Via <a href=\"http:\/\/www.mantellini.it\/2008_11_01_archive.html#5522225811124840571\">Massimo Mantellini<\/a><\/p>\n<blockquote><p><span class=\"rss:item\"> Una parte della discussione ha ovviamente riguardato la questione della &#8220;fine della carta&#8221;. Ha senso fare oggi un mensile di carta che parla di tecnologia? Ci sono ovviamente molte ragioni sacrosante che oggi allontanano i lettori dalla carta, specie quella dei mensili di informatica che sono oggi penalizzati dal mercato. Poi ci sono gli aggregatori, i blog, la microeditoria ecc. Dicevo stamattina che se resta uno spazio di senso per un mensile cartaceo questo e&#8217; forse in relazione a fenomeni di vicinanza delle tematiche della innovazione. Ci sono tematiche vicine e casuali che un mensile come Wired potra&#8217; esplorare e che non arriverebbero al mio aggregatore. Materie che possono interessarmi delle quali io non so nulla. Stara&#8217; al filtro della redazione immaginare le parentele tematiche che possono rendere interessante Wired per un numero ampio di lettori.<\/span><br \/>\nCalma. Marco Magnocavallo ha raccontanto che i tempi medi di permanenza sui sito del network che dirige (blogo.it) sono assai bassi. Molte milioni di pagine viste ma con una permanenza media di ciascun lettore vicina al minuto. Un altro possibile spazio della carta (in generale) e&#8217; quello di tutelare un accesso &#8220;calmo&#8221; alle informazioni da contrapporre all&#8217;infosnackig che oggi e&#8217; diventata la regola del consumo informativo sul web. Si tratta di un problema serio e complesso del quale forse non ci rendiamo ancora conto a sufficienza. Raccontare storie lunghe e articolate capaci di bloccare l&#8217;isteria della navigazione e di favorirne la metabolizzazione non e&#8217; certo una prerogativa unica della carta, ma di sicuro sulla carta funziona meglio che online.<br \/>\nWired Italia avra&#8217; ovviamente anche una parte web. La notizia positiva e&#8217; che, analogamente a quanto avviene sul sito USA, una buona parte dei contenuti che compaiono sul mensile saranno liberamente disponibili online (Riccardo Luna molto saggiamente ha detto che lui non crede che cio&#8217; possa ridurre le vendite inedicola). Quella forse negativa e&#8217; che non mi pare che il progetto web (che in USA ha una importanza almeno uguale a quello cartaceo) sia ancora molto ben definito. Mancano 100 giorni, non c&#8217;e&#8217; molto tempo.<\/p><\/blockquote>\n<p>Via <a href=\"http:\/\/www.lafra.it\/2008\/11\/12\/riflessioni-su-wired-italia\/\">Lafra<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Wired e\u2019 un mensile quindi non puo\u2019 creare il suo vantaggio competitivo rispetto alle altre proposte editoriali puntando sulla &#8220;freschezza&#8221; delle notizie (fanno fatica i quotidiani figuriamoci i mensili). Le attese e le aspettative maggiori nei suoi confronti sono relative ala modalita\u2019 con cui le stesse verranno concettualizzate e approfondite.<br \/>\nWired Italia non puo\u2019 diventare la copia di Wired USA: gli stessi blogger oggi hanno chiarito che sperano che il primo non cannibalizzi il secondo e il direttore ha precisato che non succedera\u2019, sara\u2019 possibile trovare entrambe.<br \/>\nWired deve posizionarsi in maniera diversa rispetto alle altre proposte editoriali che potrebbero essere percepite come concorrenti: rispetto a Nova, piu\u2019 volte menzionato durante la Colazione (dovuto ovviamente anche alla presenza del direttore Luca De Biase), da Jack, accostamento che tutti temono perche\u2019 svalorizzerebbe il ruolo di Wired nel panorama informativo tecnologico, e da altri prodotti in qualche maniera accostabili a Wired relativamente ai temi trattati. Dovrebbe svilupparsi in maniera sinergica e non antitetica a quanto gia\u2019 esiste.<br \/>\nWired potra\u2019 avere, o almeno ci si aspetta avra\u2019, una versione online che a mio avviso non dovrebbe replicare i contenuti della rivista se si vuole venderne un numero di copie sufficiente al sostentamento economico (mi riferisco ovviamente anche alla vendita degli spazi pubblicitari). Oggi durante la colazione ho sentito parlare della rivista come di un &#8220;feticcio&#8221; perche\u2019 ha ovviamente qualcosa che l\u2019online non puo\u2019 replicare, ma non so quanti possano condividere questa visione a parita\u2019 di contenuti.<br \/>\nWired difficilmente puo\u2019 posizionarsi come aggregatore perche\u2019 una buona parte dei suo potenziali lettori utilizza gia\u2019 strumenti di aggregazione delle informazioni (e qui ritorno sempre al discorso del filtro informativo di cui parlavo in un precedente post)<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>Che cosa accomuna questi pubblici? Di cosa hanno bisogno? Che cosa manca? A mio avviso manca uno strumento che li metta nelle condizioni di capire cosa stanno leggendo, di andare oltre alla notizia, di invididuare dei trend. Come gia\u2019 accennato nel precedente post, piu\u2019 che di un filtro informativo hanno bisogno di una chiave di lettura dell\u2019informazione e di identificazione delle possibili implicazioni per il panorama italiano (e secondo una logica ad imbuto per il loro business).<br \/>\nDurante la Colazione e\u2019 stato precisato il fatto che Wired Italia deve connotarsi di italianita\u2019, raccontando storie e vicende legate a persone, aziende, attivita\u2019 italiane, ma a mio avviso anche individuando le conseguenze e l\u2019impatto per l\u2019Italia di cio\u2019 che avviene oltreoceano, oltremanica, insomma oltre i nostri confini.<br \/>\nNon e\u2019 una novita\u2019 se dico che in Italia spesso l\u2019innovazione arriva &#8220;dopo&#8221;, a volte semplicemente c\u2019e\u2019 ma non e\u2019 visibile, manca una traduzione della stessa per un pubblico piu\u2019 ampio rispetto agli addetti ai lavori. Ecco questa e\u2019 l\u2019attivita\u2019 di &#8220;traduzione&#8221; che auspico per Wired Italia.<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.menstyle.it\/cont\/hi-tech\/hi-tech\/0811\/1000\/wired-e-partito-il-countdown-.asp\">Via Menstyle<\/a><\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Attenzione, Wired non sar\u00e0 un altro giornale di computer o di telefonini&#8221; &#8211; puntualizza il direttore &#8211; &#8220;ma sar\u00e0 il magazine delle grandi idee che cambiano la nostra vita, e quindi parler\u00e0 anche di computer, web e telefoni, ma soprattutto di ambiente, salute, alimentazione, trasporti, scienza e business. Con una differenza fondamentale che fa di Wired qualcosa di unico nel panorama editoriale. Wired non parla di problemi ma di soluzioni, anzi di quelli che stanno cercando o hanno gi\u00e0 trovato le soluzioni&#8221;.<br \/>\nRiccardo Luna, 43 anni, romano, nella sua carriera ha sempre dimostrato vocazione al cambiamento e lungimiranza. Una carriera costellata di tante attivit\u00e0 e successi: dalla fondazione e direzione del mensile Campus a quella del quotidiano Il Romanista passando dalla vicedirezione del Corriere dello Sport.<br \/>\nLuna ha lavorato per La Repubblica per 15 anni. Dapprima come collaboratore e successivamente come caporedattore. Nella sua esperienza all`interno del quotidiano si \u00e8 occupato di politica interna, cronaca e iniziative speciali. E la sua passione per la tecnologia ha radici lontane. Gi\u00e0 nel 2000 la sua collaborazione con La Repubblica lo ha portato a trascorrere un breve periodo nella Silicon Valley per studiare l&#8217;Internet Revolution in qualit\u00e0 di &#8220;giornalista aggregato&#8221;.<br \/>\nCosa dobbiamo aspettarci dall&#8217;edizione italiana di Wired? Curiosit\u00e0, domande e ipotesi rimbalzano ormai da giorni sul web in un tam-tam che coinvolge non solo gli appassionati della versione originale. &#8220;Wired in Italia rester\u00e0 fedele a se stesso e alla sua formula: \u00e8 un giornale centrato sul what&#8217;s next, sulla curva dell&#8217;innovazione che riguarda tutti i settori&#8221;.<br \/>\nIn attesa che le rotative sfornino la rivista cartacea, tutti coloro che, come Wired, vogliono conoscere in anticipo il futuro hanno la possibilit\u00e0 di seguire passo a passo la nascita del magazine su weWIRED, il sito che \u00e8 un po&#8217; un pensatoio e un po&#8217; il &#8220;making of&#8221; in presa diretta del progetto editoriale.<\/p><\/blockquote>\n<p>Nel frattempo per\u00f2 per\u00f2 negli USA <a href=\"http:\/\/www.maxkava.com\/2008\/11\/crisi-tlc-wired-taglia-il-25-dello.html\">Massimo Cavazzini segnala che<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Cond\u00e8Nast, editore di Wired.com, taglia il 25% del proprio staff [via]:<br \/>\nAccording to reports, 25% of Wired.com\u2019s San Francisco staff have been laid off, with the majority of layoffs coming from tech roles. 10% of the editorial staff have been cut.<br \/>\nLa motivazione direttamente dall&#8217;editore:<br \/>\nVisibility for 2009 is very limited and we are adjusting all costs to prepare for slower revenue growth. The adjustments are across the board and include staff restructuring and some reduction. Despite the current environment, Cond\u00e9Net will end the year slightly up over 2007. These moves will put the company in a stronger position to handle a challenging year ahead and for the business to benefit when the economy and the ad market start to rebound.<\/p><\/blockquote>\n<p>UPDATE 1:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.minimarketing.it\/2008\/11\/wired.html\">Via MiniMarketing<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Purtroppo a me \u00e8 toccato il ruolo di chi prima si definisce agnostico rispetto all\u2019aura di Wired, poi incerto sulle possibilit\u00e0 di successo nel 2008 di un nuovo progetto <em>cartaceo<\/em>, cos\u00ec com\u2019\u00e8 strettamente costretto al passaggio obbligato in un <em>sottile corridoio<\/em> delimitato dal lato degli utilizzatori avanzati dalla naturale <em><a href=\"http:\/\/www.lafra.it\/2008\/11\/04\/alla-ricerca-del-filtro-informativo-perfetto-editoriale-sociale-o-tecnologico\/\" target=\"_blank\">concorrenza dei filtri online tecnologici e sociali<\/a><\/em> (aggregatori, RSS, shared items, ecc.) e dall\u2019altra insidiato dalla scarsa propensione all\u2019edicola (italica in generale, e di gran parte dei digital natives, in particolare).<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Per come la vedo io, le sorti di Wired Italia si reggono su di un equilibrio delicato, a met\u00e0 strada tra il progetto \u201celitario\u201d (ma che essendo cartaceo deve comunque avere i numeri sufficienti per una distribuzione normale) e il progetto pi\u00f9 allargato (che per\u00f2 sarebbe un\u2019annacquatura dell\u2019originario e anche una intrusione in un territorio gi\u00e0 presidiato). Chiss\u00e0 se la <em>necessit\u00e0<\/em> di avere articoli lunghi, da lettura slow, supportati da carta e grafica adeguati \u00e8 sufficiente come valore aggiunto per dare la giusta spinta della catena dalle rotative alla distribuzione. Io me lo auguro.<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.aghenorblog.com\/2008\/11\/13\/100-giorni-a-wired\/\">Via Stefano Vitta<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Credo che questa sia la strada giusta. In un momento molto difficile per l\u2019editoria, in cui la carta viene messa in discussione se paragonata alla velocit\u00e0 di aggiornamento ed accessibilit\u00e0 della rete, Wired dovr\u00e0 essere in grado di raccontare, nello stile che da sempre contraddistingue il marchio, l\u2019Italia che si appresta a rincorrere l\u2019innovazione necessaria per vincere le sfide del nuovo secolo. Un innovazione che non \u00e8 fatta di tecnicismi da \u201cgeek\u201d ma \u00e8 fatta di persone che, con grande passione, cercano di promuovere un cambiamento culturale in cui la tecnologia \u00e8 solo uno dei mezzi per ottenere il risultato. Wired dovr\u00e0 andare a scoprire le storie di quell\u2019Italia fatta di piccole imprese o centri di ricerca d\u2019eccellenza, sparsi in tutto il territorio, che spesso non hanno nulla da invidiare alla famosa Silicon Valley e che raramente raggiungono la ribalta dei grandi media.<\/p>\n<p><em>\u201cWired sar\u00e0 come una casa di vetro\u201d<\/em> &#8211; continua Riccardo &#8211; <em>\u201cin cui tutti potranno osservare il processo di costruzione delle storie che verranno raccontate e, se lo vorranno, potranno contribuire con commenti e feedback\u201d<\/em>.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la colazione da Wired si inizia a riflettere in rete su futuri, posizionamento e linea editoriale della futura rivista &#8230; Il bloggante sta cercando di capire che succede e legge in giro i pochi pareri di commento che vanno oltre i dovuti auguri a una iniziativa editoriale interessante e coraggiosa. Nel frattempo ci si &#8230; <a title=\"Wired riflessioni dopo colazione\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2008\/11\/13\/wired-riflessioni-dopo-colazione\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Wired riflessioni dopo colazione\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[2172,415,2157,77,107,379,534,121,419,453,159,490,176,178,2155,61,2154,551,198,444,2168,276,284,286,289,2163,509,2156,36,561,542,363],"class_list":["post-6288","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","tag-ambiente","tag-arte","tag-blog","tag-blogger","tag-corriere","tag-crisi","tag-cultura","tag-editoria","tag-futura","tag-futuro","tag-giornali","tag-informatica","tag-informazione","tag-innovazione","tag-internet","tag-italia","tag-politica","tag-legge","tag-libri","tag-mantellini","tag-media","tag-pubblicita","tag-repubblica","tag-ricerca","tag-roma","tag-scienza","tag-spazio","tag-sport","tag-tag","tag-tempo","tag-tlc","tag-web"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6288","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6288"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6288\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6292,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6288\/revisions\/6292"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6288"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6288"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6288"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}