{"id":7103,"date":"2008-12-16T09:00:26","date_gmt":"2008-12-16T08:00:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=7103"},"modified":"2008-12-16T09:00:26","modified_gmt":"2008-12-16T08:00:26","slug":"via-le-email-private-dai-dipendenti-del-comune-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2008\/12\/16\/via-le-email-private-dai-dipendenti-del-comune-di-torino\/","title":{"rendered":"Via le email private dai dipendenti del Comune di Torino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/Torino\/cmsSezioni\/cronaca\/200812articoli\/9027girata.asp\">Emanuela Minucci su Lastampa.it<\/a><\/p>\n<blockquote><p><span class=\"articoloGIRATA\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"email\" src=\"http:\/\/www.maesot.biz\/ico\/email.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"154\" \/>Cara zia, qui a Torino nevica. E l\u00ec da voi? Per Natale abbiamo deciso: si pranza tutti da me\u00bb. Una e-mail come tante, pescata nel milione di messaggi augural-digitali che si intrecciano in questi giorni nel web. Vengono inviati da casa, dagli uffici, dai pc portatili. Ma una cosa \u00e8 certa: non partiranno pi\u00f9 dai computer del Comune di Torino. A vietare agli oltre 12 mila dipendenti della civica amministrazione l\u2019uso personale della posta elettronica \u00e8 il nuovo regolamento interno, lo stesso che circa un mese fa fece il giro d\u2019Italia perch\u00e9 forniva l\u2019ora d\u2019aria telematica ai dipendenti (Facebook libero, ma soltanto durante la pausa pranzo). <\/span><\/p>\n<p><span class=\"articoloGIRATA\"><!--more--><br \/>\nOra, quello stesso regolamento, che \u00e8 in attesa di essere firmato dal direttore generale Cesare Vaciago (intimo amico del ministro anti-fannulloni Brunetta) si \u00e8 arricchito di un veto che far\u00e0 discutere ancor pi\u00f9 dell\u2019elenco dei siti Internet ritenuti off-limits. \u00abE\u2019 una decisione nata un po\u2019 per limitare la perdita di tempo in ufficio e un po\u2019 per salvaguardare i nostri computer da eventuali virus\u00bb, ha spiegato ieri l\u2019assessore alle Risorse Umane Beppe Borgogno. Una decisione destinata a far discutere, un po\u2019 come quando il Comune di Torino chiese ai dipendenti di comporre un codice numerico prima di fare una telefonata privata dalla scrivania dell\u2019ufficio.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 ogni qualvolta qualcuno tenta di mettere restrizioni sulla posta elettronica (nel 2001 anche Confindustria stese un regolamento analogo) c\u2019\u00e8 sempre chi si appella alla privacy. E il garante della medesima, Franco Pizzetti, non \u00e8 mai stato molto tenero con iniziative di questo genere. Ma tant\u2019\u00e8. Adesso i tempi in ufficio si sono brunettizzati. E Torino non perde l\u2019occasione per mettersi avanti con il lavoro. Prima il blocco di Facebook e di Dagospia (se non all\u2019ora del panino). Ora anche quello delle mail private. \u00abVorr\u00e0 dire che le mander\u00f2 fra le 13 e le 14,30 &#8211; scherzava ieri un dipendente del settore Contratti e Appalti &#8211; anche perch\u00e8 alzi la mano chi non ha mai mandato dal computer del lavoro una mail scherzosa o anche solo un invito a cena&#8230;\u00bb. E il suo collega, dandogli di gomito: \u00abMa poi, come faranno a beccarci?\u00bb.<br \/>\n<\/span><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Emanuela Minucci su Lastampa.it Cara zia, qui a Torino nevica. E l\u00ec da voi? Per Natale abbiamo deciso: si pranza tutti da me\u00bb. Una e-mail come tante, pescata nel milione di messaggi augural-digitali che si intrecciano in questi giorni nel web. Vengono inviati da casa, dagli uffici, dai pc portatili. 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