{"id":7685,"date":"2009-01-07T11:59:56","date_gmt":"2009-01-07T10:59:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=7685"},"modified":"2009-01-07T11:59:56","modified_gmt":"2009-01-07T10:59:56","slug":"2009-%e2%80%93-2010-gli-anni-decisivi-per-il-futuro-dei-media-tradizionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/01\/07\/2009-%e2%80%93-2010-gli-anni-decisivi-per-il-futuro-dei-media-tradizionali\/","title":{"rendered":"2009 \u2013 2010 gli anni decisivi per il futuro dei media tradizionali"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lsdi.it\/2009\/01\/07\/2009-%E2%80%93-2010-gli-anni-decisivi-per-il-futuro-dei-media-tradizionali\/\">Un tentativo per fare previsioni sul futuro dei media nei prossimi due decisivi anni<\/a><\/p>\n<p><a href=\"..\/\"><\/a><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.lsdi.it\/wp-content\/wall-street-crash.jpg\" alt=\"crash\" width=\"200\" \/>Quando Philip Meyer pubblic\u00f2 nel 2004 il suo \u201c<a href=\"http:\/\/books.google.it\/books?id=8NRyFMbhxuEC&amp;printsec=frontcover#PPA100,M1\">the vanishing newspaper<\/a>\u201d diventato famoso soprattutto per la profezia secondo cui l\u2019ultima copia del New York Times sarebbe stata stampata nel 2040 non aveva probabilmente previsto che nella fine del 2008 in Usa sarebbero fallite molte fra le maggiori banche e che l\u2019economia mondiale sarebbe arrivata con un grosso fiatone a fine anno.<\/p>\n<p>Allo stesso modo non era conscio di quello che sarebbe successo negli ultimi mesi di quest\u2019anno <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Arthur_Ochs_Sulzberger,_Jr.\">Arthur Sulzberger <\/a> quando nel febbraio del 2007 <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2007\/02\/sezioni\/scienza_e_tecnologia\/nytimes-solo-web\/nytimes-solo-web\/nytimes-solo-web.html\">dichiar\u00f2<\/a> \u201cNon so davvero se stamperemo ancora il Times tra cinque anni, e, se vuole proprio saperlo, non me ne importa nulla. Internet \u00e8 un posto meraviglioso e noi l\u00ec siamo leader\u201d<\/p>\n<p>Il giorno dell\u2019ultima copia del New York Times si sta drammaticamente avvicinando ? Probabilmente s\u00ec . I segnali di un processo inarrestabile sono piuttosto chiari. Ma non \u00e8 quello il problema . Il definire e spostare le date dell\u2019ultima copia cartacea del pi\u00f9 ascoltato giornale statunitense \u00e8 un indicatore dei segni dei tempi, un indice come potrebber essere il Dow Jones per Wall Street.<\/p>\n<p>Senza voler essere dei Nostradamus mediatici che giocano con date ed eventi per capire che succeder\u00e0 nel futuro dell\u2019informazione ci troviamo volenti o nolenti di fronte a un biennio 2009-2010 in cui si assister\u00e0 ad un\u2019accellerazione violenta della variabile tempo e della variabile cambiamento nel mutare del mercato dell\u2019informazione mondiale e italiano per quello che ci riguarda direttamente.<\/p>\n<p><!--more-->La crisi dei media tradizionali \u00e8 una liturgia officiata ormai da tempo, <a href=\"http:\/\/www.lsdi.it\/2009\/01\/03\/la-crisi-dei-quotidiani-perfettamente-logica\/\">ma mai completamente recepita da addetti ai lavori editori e giornalisti<\/a>. Per molti anni editori e giornalisti si sono comportati come i produttori di carrozze all\u2019avvento del motore a scoppio. Invece che investire nel nuovo settore decisero di fare carrozze sempre pi\u00f9 belle e ricche, mentre altri attori pensavano che il mercato delle automobili era quello del futuro. Sappiamo chi \u00e8 sopravvissuto alla transizione.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>Riassumiamo velocemente i segni dei tempi nei media tradizionali: la stasi se non la riduzione dei lettori o delle copie diffuse dei giornali cartacei, la perdita di autorevolezza globale dei giornali cartacei (e dei loro giornalisti), la crescita della freepress che a sua volta cerca nuovi mercati e in parte si cannibalizza fra testata e testata, <a href=\"http:\/\/www.lsdi.it\/2008\/12\/26\/internet-supera-i-giornali-come-fonte-primaria-di-informazione\/\">la crescita esponenziale del media internet<\/a>, il resistere della televisione e il continuo rinnovarsi della radio.<\/p>\n<p>Il 2009 potrebbe essere l\u2019anno della \u201cmazzata\u201d. Il mercato pubblicitario ha vissuto una recente flessione congiunturale, solo l\u2019on-line ha resistito anche perch\u00e9 \u00e8 un media giovane che continua a vantare buoni margini di crescita e sviluppo.<br \/>\nSu questi indicatori orientati al brutto costante si \u00e8 innestata la crisi economica nata dai problemi finanziari americani e una recessione sempre meno sussurrata a volte urlata per giustificare crisi che hanno origini diverse come valutazioni errate, scarsa predisposizione all\u2019innovazione e spesso addirittura grave incompetenza.<\/p>\n<p>Gli anni 2009-2010 saranno i decisivi per il futuro possibile dei giornali tradizionali ? L\u2019anno 2008 si chiude in attesa del biennio 2009-2010. Il 2009 dovrebbe essere un vero anno horribilis per le economie mondiali secondo la maggioranza degli osservatori. Nel 2010 inizier\u00e0 a vedersi qualche miglioramento che si riveler\u00e0 pi\u00f9 compiutamente verso la fine dell\u2019anno.<\/p>\n<p>Il risultato di questa mistura esplosiva sar\u00e0 una brusca accellerazione di un processo di evoluzione di un comparto che non ha innovato e non ha guardato troppo al futuro salvo alcuni pochi casi di editori che probabilmente potranno permettersi di ragionare come Arthur Sulzberger: \u201cil giornale cartaceo, finisce: e chi se ne frega, siamo leader del mondo dell\u2019informazione digitale\u201d.<\/p>\n<p>Tentiamo qualche previsione con il rischio di sbagliare, ma prendendoci la responsabilit\u00e0 di avere il coraggio di fare previsioni.<br \/>\nQuelli che hanno rinnovato, digitalizzato ed integrato per tempo reggeranno il colpo che sar\u00e0 molto duro: si parla di ridurre i ricavi pubblicitari del 30-40%<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/mediablog.corriere.it\/2008\/12\/2009_anno_nero_per_i_giornali.html\">Qualche giornale non ce la far\u00e0 a sopravvivere<\/a> e dovr\u00e0 accettare di chiudere le sue pubblicazioni o di farsi acquistare da gruppi pi\u00f9 grandi. Questo porter\u00e0 a una ricomposizione dei grandi gruppi editoriali per avere dimensioni \u201ccrtiche\u201d per reggere il colpo.<\/p>\n<p>Regger\u00e0 chi manterr\u00e0 una qualit\u00e0 giornalistica importante che sar\u00e0 anche la caratteristica dominante per vincere la sfida on-line. Il giornalismo digitale tette e culi si riveler\u00e0 un arma a doppio taglio perch\u00e9 porter\u00e0 i sui autori a fare a spallate con le centinaia di testate on-line analoghe.<\/p>\n<p>Reinventarsi, cercare di ibridare e mescolare i diversi media rester\u00e0 un fattore decisivo. Kindle e i suoi fratelli lettori di ebook, in buona compagnia di Iphone e simili porteranno lentamente la lettura dei quotidiani sui terminali mobili.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lsdi.it\/2008\/11\/07\/finale-di-partita-per-i-giornali\/\">Il quotidiano cartaceo dovr\u00e0 accettare<\/a> di ridurre la sua esaustivit\u00e0 ed enciclopedicit\u00e0 per ridurre i suoi costi di realizzazione e stampa. In questi giorni di vacanza natalizia abbiamo gi\u00e0 valutato \u201cal peso e al volume\u201d che i quotidiani si sono fatti pi\u00f9 \u201cleggeri\u201d . E\u2019 un ridimensionamento di periodo, che vedremo ripetersi nel biennio. Ridurre la quantit\u00e0 sar\u00e0 utile per aumentare la qualit\u00e0 dei giornali.<\/p>\n<p>Per ottimizzare i costi si inizier\u00e0 (finalmente) a ricorrere in manier pi\u00f9 strategica al telelavoro per avere redazioni pi\u00f9 agili e reattive e per ottimizzare le risorse disponibili.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione all\u2019informazione locale diventer\u00e0 un fattore importante per ottenere risultati importanti e salvarsi nella selezione naturale.<\/p>\n<p>Arriveremo a fine 2009 con la necessit\u00e0 di un piano di salvataggio di alcune tipologie di media come \u00e8 successo per banche e automobili ? Probabilmente s\u00ec. Varrebbe la pena che i legislatori offrissero aiuti agli editori che veramente vogliono innovare e a quelli che possono di avere dimostrato di aver lavorato con correttezza, ad esempio evitando nelle loro redazioni la presenza di lavoratori abusivi. Soldi e finanziamenti non come un pannicello caldo, ma per dare una sterzata vera verso un evoluzione del settore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un tentativo per fare previsioni sul futuro dei media nei prossimi due decisivi anni Quando Philip Meyer pubblic\u00f2 nel 2004 il suo \u201cthe vanishing newspaper\u201d diventato famoso soprattutto per la profezia secondo cui l\u2019ultima copia del New York Times sarebbe stata stampata nel 2040 non aveva probabilmente previsto che nella fine del 2008 in Usa &#8230; <a title=\"2009 \u2013 2010 gli anni decisivi per il futuro dei media tradizionali\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/01\/07\/2009-%e2%80%93-2010-gli-anni-decisivi-per-il-futuro-dei-media-tradizionali\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su 2009 \u2013 2010 gli anni decisivi per il futuro dei media tradizionali\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17,6,30],"tags":[159,161,2155,210],"class_list":["post-7685","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economia","category-internet","category-media","tag-giornali","tag-giornalisti","tag-internet","tag-lsdi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7685","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7685"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7685\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7687,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7685\/revisions\/7687"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7685"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7685"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7685"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}