{"id":8267,"date":"2009-01-30T12:32:50","date_gmt":"2009-01-30T11:32:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=8267"},"modified":"2009-01-30T12:32:50","modified_gmt":"2009-01-30T11:32:50","slug":"esplorazioni-compulsive-di-modelli-di-business","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/01\/30\/esplorazioni-compulsive-di-modelli-di-business\/","title":{"rendered":"Esplorazioni compulsive di modelli di business"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/blog.debiase.com\/\">Luca De Biase<\/a> sui costi del giornalismo<\/p>\n<blockquote><p>Strano destino quello del giornalismo all&#8217;epoca di internet. Liberato da mille vincoli tecnologici, sembra condannato a fare i conti con i vincoli economici. E di fronte a questo apparente paradosso, esplora compulsivamente ogni possibile alternativa: nei modelli di business, nei linguaggi, nelle organizzazioni produttive e distributive. Senza trovare, per ora, un nuovo equilibrio. \u00c8 questa l&#8217;impressione emersa anche dal panel dedicato all&#8217;argomento al recente <a href=\"http:\/\/www.dld-conference.com\/\">Digital Life Design<\/a>, il mega convegno realizzato da Burda a Monaco.<\/p>\n<p>\u00abLa carta costa troppo e finir\u00e0\u00bb, spara Mike Arrington, fondatore di <a href=\"http:\/\/www.techcrunch.com\/\">TechCrunch<\/a>. \u00abLa qualit\u00e0 \u00e8 ancora un valore\u00bb, testimonia Tyler Br\u00fbl\u00e9, fondatore di <a href=\"http:\/\/www.monoclemagazine.com\/\">Monocle<\/a>. \u00abDobbiamo continuare a servire le persone che comprano il giornale in edicola come i nuovi lettori online\u00bb, osserva Carlolyn McCall, chief executive del <a href=\"http:\/\/www.gmgplc.co.uk\/\">Guardian Media Group<\/a>. Jeff Jarvis, blogger a <a href=\"http:\/\/www.buzzmachine.com\/\">Buzzmachine<\/a> e docente alla City University of New York Graduate School of Journalism, teorizza: \u00abCominceremo a riconsiderare il giornalismo per le sue componenti funzionali, dalla scoperta di notizie alla selezione, dalla gestione dei contenitori alla distribuzione, dalla vendita di contenuti alla connessione con i messaggi pubblicitari&#8230; Non \u00e8 detto che tutte queste funzioni verranno sempre svolte da organizzazioni integrate verticalmente\u00bb.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nOgni punto di vista \u00e8 giustificato. Dalla storia di chi lo propone o dell&#8217;organizzazione a cui appartiene chi lo propone. E dalla complessit\u00e0 oggettiva di qualunque ipotesi di sviluppo futuro nell&#8217;ecosistema dell&#8217;informazione che si va generando intorno alla digitalizzazione dei media e alla sempre pi\u00f9 chiara partecipazione attiva del pubblico nella produzione e diffusione di notizie e opinioni sull&#8217;attualit\u00e0. Ma \u00e8 chiaro che internet ha costretto i giornali a ripensarsi in profondit\u00e0. Aprendo la strada a nuove imprese a bassissimo costo, come TechCrunch, ma anche generando impensate opportunit\u00e0 per oggetti cartacei altamente selettivi come Monocle. Il vero dilemma \u00e8 per le imprese che servono persone che sono prima di tutto cittadini. \u00abLa democrazia ha bisogno di qualcuno che faccia inchieste, risponda al puro e semplice bisogno di informazione della comunit\u00e0, vada in Afghanistan e racconti quello che sta davvero succedendo laggi\u00f9. E questo costa. Carta o non carta\u00bb osserva McCall.<\/p>\n<p>In attesa della carta elettronica, ormai prossima dopo il nuovo salto tecnologico ottenuto dai laboratori dell&#8217;Hp usando un film di plastica della DuPont, il giornalismo si sta gi\u00e0 riclassificando. Non pi\u00f9 in base ai media che utilizza per diffondersi. Ma in base allo scopo sociale ed economico che persegue. Sicch\u00e9 anche i modelli di sostenibilit\u00e0 e di profittabilit\u00e0 si differenziano. Alcuni giornali, pi\u00f9 settoriali, possono forse vivere soltanto online e soltanto di pubblicit\u00e0. Altri, orientati alla visione, alla critica, al gusto, possono farsi pagare da lettori e inserzionisti che li vedono come forme di design delle idee e della loro espressione. Altri ancora, orientati soprattutto a servire il dibattito democratico, hanno bisogno soprattutto del sostegno delle loro comunit\u00e0 di riferimento. Ma dovranno imparare a giustificare quel sostegno con uno sforzo di qualit\u00e0 profondamente rinnovato.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luca De Biase sui costi del giornalismo Strano destino quello del giornalismo all&#8217;epoca di internet. Liberato da mille vincoli tecnologici, sembra condannato a fare i conti con i vincoli economici. E di fronte a questo apparente paradosso, esplora compulsivamente ogni possibile alternativa: nei modelli di business, nei linguaggi, nelle organizzazioni produttive e distributive. 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