{"id":8994,"date":"2009-03-03T17:04:37","date_gmt":"2009-03-03T16:04:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=8994"},"modified":"2009-03-03T17:04:37","modified_gmt":"2009-03-03T16:04:37","slug":"parlare-con-i-lettori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/03\/03\/parlare-con-i-lettori\/","title":{"rendered":"Parlare con i lettori"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/firme\/articolo.php?id=21683\">Via Internazionale<\/a><\/p>\n<blockquote><p>\nLa Nieman Foundation per il giornalismo dell&#8217;Universit\u00e0 di Harvard pubblica una rivista trimestrale. Nell&#8217;ultimo numero ci sono una serie di appassionati articoli su quello che la stampa pu\u00f2 fare per entrare nel futuro digitale. Un&#8217;idea sembra aver contagiato tutti: che il giornalismo debba diventare un dialogo, che i quotidiani del futuro debbano essere una conversazione tra giornalisti e lettori, grazie alle reazioni immediate permesse dalla rete.<\/p>\n<p>\u00c8 una proposta affascinante, ma temo sia frutto di un malinteso. Sia sulla carta stampata sia su internet, i commenti dei lettori sono di due tipi: o sono diretti ai giornalisti o sono scritti per essere pubblicati. Poche persone telefonano in redazione, ma un numero sorprendente di lettori scrive, di solito per raccontare esperienze personali o per criticare.<\/p>\n<p>A me capita anche di ricevere due o tre lettere al mese da persone che avrebbero bisogno di essere curate o rinchiuse. Di solito la busta \u00e8 coperta di nastro adesivo, l&#8217;indirizzo \u00e8 scritto tutto in maiuscole, e il mittente \u00e8 convinto di essere spiato dalla Cia. Oppure arrivano cose inquietanti come la foto di una sedia vuota, che mi hanno spedito varie volte l&#8217;anno scorso.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La maggior parte delle email che ricevo vengono da aziende che cercano di ricavare dei vantaggi da una notizia di cronaca. La proposta pi\u00f9 sfacciata l&#8217;ho ricevuta l&#8217;anno scorso dopo aver scritto un articolo su Josef Fritzl, l&#8217;austriaco che aveva tenuto la figlia segregata in cantina per anni. L&#8217;ufficio stampa di un&#8217;impresa mi ha suggerito di continuare a occuparmi dell&#8217;argomento con un articolo sui loro prodotti per la sicurezza personale. Ho cortesemente rifiutato.<\/p>\n<p>Tra le lettere e le email che vengono scritte per essere pubblicate, il 70 per cento \u00e8 intelligente e ben argomentato, il 20 \u00e8 poco originale e il restante 10 per cento contiene informazioni sbagliate o \u00e8 scritto male. Ma la caratteristica che le accomuna, dato che sono firmate, \u00e8 che sono quasi tutte garbate e civili. Non si pu\u00f2 dire la stessa cosa dei commenti scritti nei siti dei giornali e delle riviste. Internet consente alle persone di scrivere in modo aggressivo e irrazionale, ma soprattutto, anonimo.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Internazionale La Nieman Foundation per il giornalismo dell&#8217;Universit\u00e0 di Harvard pubblica una rivista trimestrale. Nell&#8217;ultimo numero ci sono una serie di appassionati articoli su quello che la stampa pu\u00f2 fare per entrare nel futuro digitale. 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