{"id":9133,"date":"2009-03-11T18:49:02","date_gmt":"2009-03-11T17:49:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=9133"},"modified":"2009-03-11T18:50:22","modified_gmt":"2009-03-11T17:50:22","slug":"vecchi-apparati-e-costi-sproporzionati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/03\/11\/vecchi-apparati-e-costi-sproporzionati\/","title":{"rendered":"Vecchi apparati e costi sproporzionati"},"content":{"rendered":"<p>Una interessante intervista a Marco Benedetto (<a href=\"http:\/\/www.marco-ferri.com\/?p=1334\">Via Marco Ferri<\/a>)<\/p>\n<blockquote><p>Si \u00e8 buttato su internet perch\u00e9 i giornali sono morti o perch\u00e9 costa troppo farli?<br \/>\nMa no, non siamo all\u2019apocalisse. I giornali non moriranno e il bisogno d\u2019informazione ci sar\u00e0 sempre. A non esserci pi\u00f9 sono i soldi. O meglio, non ci sono pi\u00f9 tutti quelli che servono per fare un giornale di carta.<\/p>\n<p>Neanche un giornale di quattro paginette, stile Foglio o vecchio Riformista?Ho studiato tanto l\u2019idea di fare un Foglio di sinistra, ma la simulazione del conto economico era inesorabile: ci si perdevano milioni di euro. Internet \u00e8 croce e delizia: rappresenta una minaccia per l\u2019editoria tradizionale, ma serve la democrazia dell\u2019accesso perch\u00e9 ha drasticamente abbassato i costi.<\/p>\n<p>&#8230;<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>La sua com\u2019\u00e8?<br \/>\nIo vengo dall\u2019informazione scritta, quello che conta \u00e8 la notizia. Ero partito dall\u2019idea di un quotidiano online, ma siccome lo finanzio coi miei soldi ho capito che non ce la facevo. Allora ho deciso di fare l\u2019aggregatore di news. Segnalo ai miei amici che mentre loro dormono nel mondo \u00e8 successo questo e quello. Non vado contro i giornali, ma nel mio piccolo aiuto a diffondere quello che pubblicano<br \/>\n&#8230;<br \/>\nSicuro che la carta non muore?<br \/>\nLa carta non muore, se mai potr\u00e0 cambiare il modo in cui la si mette in mano ai lettori. Oggi vanno all\u2019edicola, domani gliela si porta a casa. Sul mio sito ad esempio con un clic ti stampi la pagina, e gratis.<\/p>\n<p>Non crede che gli editori, cullandosi sulla cuccagna dei collaterali, si siano accorti tardi del cataclisma che stava arrivando?<br \/>\nUn po\u2019 s\u00ec, anche perch\u00e9 le ristrutturazioni non sono neutre e uno se pu\u00f2 cerca di procrastinarle. Per\u00f2 \u00e8 curioso che in America i giornali che vanno peggio sono quelli che hanno fatto i tagli pi\u00f9 radicali. E poi c\u2019\u00e8 Murdoch che resta un mito.<br \/>\n&#8230;<br \/>\nUno squalo intelligente. Lui, per ora, non taglia, altri lo fanno. Mentre qui da noi uno spettro si aggira per le redazioni: il prepensionamento.<br \/>\nAll\u2019epoca pre-pensionando i poligrafici abbiamo ristrutturato il settore e tutti erano contenti, perch\u00e9 andavano a casa guadagnando bene. Con i giornalisti \u00e8 diverso.<\/p>\n<p>A spanne ci perdono un sacco sullo stipendio.<br \/>\nS\u00ec, uno che guadagna 10 rischia di andare in pensione con 5. E il giornalista non ce la fa perch\u00e9 solitamente \u00e8 un big spender: ha due famiglie, l\u2019amante, i figli, e magari un mutuo contratto a cinquant\u2019anni. Secondo me l\u2019idea di De Benedetti che gli editori dovrebbero versare all\u2019Inpgi un contributo proporzionale al livello di pensione del giornalista \u00e8 perfetta.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una interessante intervista a Marco Benedetto (Via Marco Ferri) Si \u00e8 buttato su internet perch\u00e9 i giornali sono morti o perch\u00e9 costa troppo farli? 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