{"id":9211,"date":"2009-03-15T10:35:05","date_gmt":"2009-03-15T09:35:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=9211"},"modified":"2009-03-15T10:35:05","modified_gmt":"2009-03-15T09:35:05","slug":"linsolubile-caso-dei-giornali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/03\/15\/linsolubile-caso-dei-giornali\/","title":{"rendered":"L&#8217;insolubile caso dei giornali"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.wittgenstein.it\/2009\/03\/14\/vi-mancheranno-i-giornali-non-e-un-modello-di-business\/\">Via Luca Sofri<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Improvvisamente tutto il dibattito sul futuro dei giornali \u00e8 stato travolto da un <a href=\"http:\/\/www.shirky.com\/weblog\/2009\/03\/newspapers-and-thinking-the-unthinkable\/\">intervento<\/a> di Clay Shirky.<br \/>\nClay Shirky \u00e8 un professore alla New York University che si occupa da tempo di internet e di condivisione di contenuti in rete. Marted\u00ec esce in Italia per Codice il suo <a href=\"http:\/\/codiceedizioni.it\/catalogo\/pubblicazioni\/uno-uno-tutti-tutti\">libro<\/a>, e nel nuovo numero di Wired italiano che esce la prossima settimana c\u2019\u00e8 una sua intervista, fatta dal titolare, qui. Aveva avuto una maggiore notoriet\u00e0 anche qui da noi l\u2019anno scorso quando Internazionale <a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/interblog\/index.php?itemid=2501\">tradusse<\/a> un suo articolo che rifletteva sul diverso approccio di chi guarda la tv e chi fa le cose su internet: il titolo era \u201cStiamo cercando il mouse\u201d e si riferiva all\u2019aneddoto di una bambina che Shirky aveva visto armeggiare misteriosamente dietro un televisore, e che alla domanda su cosa stesse facendo aveva risposto \u201csto cercando il mouse\u201d.<\/p>\n<p>Oggi Shirky ha pubblicato sul suo blog <a href=\"http:\/\/www.shirky.com\/weblog\/2009\/03\/newspapers-and-thinking-the-unthinkable\/\">un\u2019analisi<\/a> sul presente &#8211; non il futuro, e questo \u00e8 gi\u00e0 un punto &#8211; dei giornali, ed \u00e8 un\u2019analisi formidabile. Per diverse ragioni.<br \/>\nIntanto perch\u00e9 conduce a un tipo di conclusione che non \u00e8 mai tenuto abbastanza presente quando si discute su come affrontare dei problemi o che soluzione trovare: ovvero l\u2019ipotesi che alcune cose non abbiano una soluzione individuabile. \u00c8 una capacit\u00e0 di visione che a me interessa molto e che penso sia spesso rimossa ciecamente dall\u2019orizzonte di analisi le pi\u00f9 varie: certe cose cambiano e non sono pi\u00f9 come prima, certe cose hanno un prezzo, certe cose non si risolvono senza perdite. Certe cose non si sa come andranno a finire: e chi pretende di indovinarlo non ha nessuna attendibilit\u00e0.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il suo articolo \u00a0era stato preceduto da altri due pezzi in cui Shirky <a href=\"http:\/\/www.shirky.com\/weblog\/2009\/02\/why-small-payments-wont-save-publishers\/\">spiegava<\/a> quanto i fatti abbiano gi\u00e0 accantonato l\u2019ipotesi di micro o piccoli pagamenti per salvare i giornali &#8211; ipotesi tornata a circolare in queste settimane di panico &#8211; e come il paragone con la musica e iTunes sia <a href=\"http:\/\/www.shirky.com\/weblog\/2009\/03\/why-itunes-is-not-a-workable-model-for-the-news-business\/\">improponibile<\/a>.<br \/>\nAdesso Shirky ripete quello che dicono in <a href=\"http:\/\/www.wittgenstein.it\/2009\/03\/08\/cory-heart\/\">molti<\/a>: le nostre societ\u00e0 non hanno bisogno dei giornali, ma del giornalismo. E racconta di come l\u2019avvento della stampa non fece s\u00ec che il giorno dopo si trovasse un nuovo modo di relazionarsi con la cultura, la lettura, la condivisione delle informazioni. I nuovi modi vennero da s\u00e9 in modi inaspettati e passarono per ulteriori invenzioni apparentemente minori, come la riduzione della dimensione dei libri.<br \/>\nOggi c\u2019\u00e8 stata una rivoluzione, dice Shirky: e questo \u00e8 innegabile, non la si pu\u00f2 trattare come una semplice novit\u00e0 di cui tenere conto e assestare il sistema. Una rivoluzione travolgente. Cos\u00ec come si \u00e8 sempre detto che i giornali erano un prodotto perfetto e lo dimostrava la loro immutabilit\u00e0 negli ultimi due secoli, adesso \u00e8 evidente che quella perfezione \u00e8 andata a gambe all\u2019aria.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 che sostiene tutti i nuovi modelli di business per i giornali di cui si parla in questi giorni \u00e8 solo una fragilissima e umanissima ragione: che la scomparsa dei giornali <em>as we know them<\/em> fa paura. Ma questo non basta a rendere meno plausibile quella scomparsa.<\/p>\n<p>Ho sintetizzato e citato alcune cose. Vale la pena di leggere tutto il <a href=\"http:\/\/www.shirky.com\/weblog\/2009\/03\/newspapers-and-thinking-the-unthinkable\/\">pezzo<\/a>. Comprese le conclusioni, che deluderanno chi \u00e8 in cerca di risposte chiare e scenari futuri. Le risposte chiare sono rare, e a volte non ci sono proprio: e a volte gli scenari sono inimmaginabili. Questa \u00e8 una di quelle volte.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Luca Sofri Improvvisamente tutto il dibattito sul futuro dei giornali \u00e8 stato travolto da un intervento di Clay Shirky. Clay Shirky \u00e8 un professore alla New York University che si occupa da tempo di internet e di condivisione di contenuti in rete. 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